Canyoning, una stagione in crescita: il Collegio investe sulla formazione delle Guide Alpine

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Il canyoning si svolge lungo forre e torrenti, combinando tecniche di progressione in ambiente acquatico, calate su corda e capacità di gestione del gruppo in contesti naturali complessi

LECCO – Il canyoning è una disciplina in crescita, con circa 300 Guide Alpine specializzate in Italia e una domanda estiva che va da esperienze per famiglie a proposte più avventurose. Il Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane investe sulla professionalità attraverso formazione continua e specializzata sulla disciplina, aggiornamento tecnico, preparazione nella gestione delle emergenze e confronto con gli standard internazionali della Commissione Tecnica UIAGM.

Il canyoning si svolge lungo forre e torrenti, combinando tecniche di progressione in ambiente acquatico, calate su corda e capacità di gestione del gruppo in contesti naturali complessi, per i quali le Guide Alpine hanno una preparazione tecnica specifica e un costante aggiornamento professionale. È una disciplina che negli ultimi anni ha visto cambiare rapidamente il proprio mercato, con una crescita delle proposte rivolte anche a famiglie e persone alla prima esperienza, accanto alle attività più avventurose.

“Il canyoning sta vivendo una fase di forte sviluppo e il mercato si sta orientando sempre più verso esperienze accessibili anche a famiglie e bambini, non soltanto verso l’avventura – spiega Marco Heltai, responsabile della Commissione Tecnica Nazionale Canyoning del CONAGAI. – In questa stagione estiva la domanda è particolarmente forte, anche perché il canyoning offre un’esperienza in ambiente acquatico molto apprezzata nei periodi di caldo. Sono sempre più numerose le Guide che lavorano in Italia e anche all’estero, in destinazioni come Madeira, Azzorre e Georgia”.

Tra i territori italiani con una presenza professionale particolarmente significativa ci sono la Lombardia, con la Valchiavenna e la Val Bodengo, la zona di Sondrio e il Lago di Garda, dove operano decine di Guide anche a tempo pieno, ma anche il Piemonte, dalla Val d’Ossola alle Alpi Liguri. Il canyoning è inoltre molto praticato in diverse aree di confine come Ticino, Dolomiti friulane, Bellunese.

A sostenere la crescita della disciplina c’è anche il lavoro della Commissione Tecnica Nazionale, che negli ultimi mesi ha intensificato le attività di formazione e aggiornamento.

“In Italia sono oggi circa 300 le Guide Alpine specializzate in canyoning, anche se non tutte svolgono questa attività in modo continuativo – continua Heltai -. E il numero è destinato a crescere: 15 Guide Alpine stanno attualmente affrontando il percorso di specializzazione”.

Il percorso prevede complessivamente 26 giornate tra formazione e affiancamento operativo, con attività in Lombardia e Piemonte e approfondimenti sulle tecniche di progressione, la conduzione dei gruppi, l’autosoccorso, la gestione delle emergenze e gli aspetti meteorologici, idrologici, sanitari e legali, oltre alle tecniche di accompagnamento, alla gestione del cliente e alla didattica. Tra i moduli, gli allievi svolgono periodi di affiancamento sul campo al fianco di professionisti esperti.
“La formazione nel canyoning non si esaurisce con la specializzazione iniziale, ma prosegue attraverso un aggiornamento continuo – soiega Heltai –. La Commissione Nazionale che presiedo sta facendo passi avanti importanti sia a livello nazionale che internazionale dal punto di vista dell’innovazione e dell’approfondimento di alcuni aspetti della disciplina, con particolare attenzione allo sviluppo del percorso formativo e a un approccio sempre più attivo”.

L’attività della Commissione Tecnica Nazionale Canyoning si inserisce anche in un percorso internazionale di sviluppo della disciplina. Il Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane partecipa infatti ai lavori della Commissione Tecnica Internazionale UIAGM, contribuendo al confronto tra professionisti di diversi Paesi e all’evoluzione degli standard operativi condivisi. Tra gli strumenti più recenti messi a disposizione dei professionisti c’è il manuale Rope Technique, elaborato dalla Commissione Tecnica Internazionale UIAGM come linea guida condivisa per uniformare le modalità operative adottate nei diversi Paesi. In autunno, in Georgia, è inoltre previsto il meeting internazionale UIAGM dedicato al canyoning, occasione di incontro e confronto tra professionisti provenienti da tutto il mondo.

“Il canyoning sta crescendo sia come attività professionale sia come proposta rivolta a un pubblico sempre più ampio – sottolinea Martino Peterlongo, presidente del Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane. – Per questo è importante accompagnare questa evoluzione con una formazione adeguata e con un confronto costante a livello internazionale. Il lavoro sulle competenze, sulla didattica e sull’innovazione permette alle Guide Alpine di rispondere a una disciplina che cambia e a una domanda che si sta ampliando, in Italia e all’estero”.

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