Incidenti in montagna. Bilancio 2021, oltre 400 interventi per il Soccorso Alpino

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30 morti in montagna nel corso dell’anno

“La maggior parte degli incidenti sono determinati dall’impreparazione e dalla scarsa conoscenza del territorio”

LECCO – Un altro intenso anno di attività per i volontari del Soccorso Alpino della XIX Delegazione Lariana. Il bilancio 2021 conta oltre 400 interventi effettuati (metà dei quali con l’ausilio dell’elisoccorso) e un totale di 425 persone soccorse, 30 delle quali hanno perso la vita. Delegazione che, ricordiamo, comprende sette Stazioni: Dongo, Lario Occidentale Ceresio, Lecco, Pavia Oltrepo, Triangolo Lariano, Valsassina/Valvarrone e Varese.

Tra le principali cause degli incidenti in montagna ci sono le cadute, la perdita di orientamento, la scarsa conoscenza del territorio e l’incapacità di muoversi in ambiente montano.
“Sempre più gente si approccia alla montagna, ma va ricordato che pur essendo di tutti, la montagna non è per tutti – spiega lapidariamente il capostazione di Lecco Massimo Mazzoleni –  Escursionismo, arrampicata e alpinismo sono attività che non si possono improvvisare e i dati degli interventi anche quest’anno ci danno la conferma che troppo spesso chi va in montagna è impreparato. Non solo, ma la maggior parte delle persone che richiedono soccorso non sono del territorio e, di fatto, dimostrano di averne scarsa conoscenza”.

Le raccomandazioni

Le raccomandazioni del Soccorso Alpino restano sempre le stesse: partire preparati ed adeguatamente equipaggiati. “Nella maggior parte degli interventi che svolgiamo ci troviamo di fronte ad escursionisti che hanno sottovalutato l’itinerario o che sono equipaggiati in modo inadeguato e spesso indossano calzature inadatte – hanno spiegato Mazzoleni e il Delegato Marco Anemoli a capo della XIX Delegazione Lariana – Non ci stancheremo mai di ripeterlo: un buon equipaggiamento è fondamentale in montagna, così come lo è sapere che tipo di escursione si sta affrontando, qual è l’itinerario di giornata, conoscere le previsioni meteo e prendere consapevolezza della propria preparazione fisica. Non basta vedere una bella foto su Facebook o su Instagram e pensare di raggiungere la meta come se si trattasse di una scampagnata qualunque. Infine non vanno dimenticate quelle accortezze che sono fondamentali e si sono rivelate in più occasioni dei veri e propri salvavita in caso di bisogno: pila frontale nello zaino, cellulare sempre carico e sempre acceso, e se si effettuano lunghe escursioni aggiungere una powerbank“.

“Il dato rilevante – prosegue il Delegato Anemoli – è che negli ultimi due anni, evidentemente a causa delle restrizioni che la pandemia di Covid ha imposto, si è registrato un numero maggiore di persone che frequentano la montagna, molte delle quali senza la dovuta preparazione e con una scarsa conoscenza del territorio montano”.

Marco Anemoli, Delegato

Bilancio Stazione di Lecco

Nel corso del 2021 sono stati 92 gli interventi per la stazione di Lecco del Soccorso Alpino, 115 le persone soccorse, di cui 4 sono decedute. San Martino, Grignetta e Resegone i principali ‘teatri’ dei recuperi: “In San Martino – ha spiegato Mazzoleni – abbiamo recuperato molte persone, in particolare stranieri e non residenti nel territorio, che avevano perso l’orientamento. E’ capitato più volte per esempio che in tanti, non conoscenti della zona e dei sentieri, si siano affidati a Google per trovare la via più veloce per scendere dal rifugio Piazza trovandosi così a percorrere in discesa il sentiero attrezzato dei Tecett, senza riuscirci”.

Anche in Grignetta i recuperi non sono mancati: “Diverse chiamate sono giunte per infortuni in discesa dalla Cermenati ma non solo, purtroppo i sentieri si stanno deteriorando e questo fa sì che sia più facile cadere, scivolare e di conseguenza ferirsi”.

Massimo Mazzoleni, capostazione del Soccorso Alpino di Lecco

Nuovi volontari per la stazione di Lecco 

Nel 2022 la stazione di Lecco accoglierà anche sette nuovi volontari che negli scorsi mesi hanno passato le selezioni per entrare nel Soccorso Alpino: “Attualmente la nostra stazione conta 33 volontari – ha spiegato Mazzoleni – quest’anno abbiamo avviato un progetto per gli aspiranti, se ne sono presentati 13 dei quali 9 hanno affrontato gli esami di selezione, due purtroppo sono stati bocciati gli altri, tra cui un tecnico sanitario – una ragazza – sono pronti a incominciare la formazione che durerà circa un anno, dopo di che diventeranno operativi”. Proprio in queste settimane il Soccorso Alpino ha avanzato la richiesta al corpo nazionale di riconoscere la figura del tecnico non sciatore: “Gli aspiranti soccorritori non mancano, soprattutto tra i giovani – ha detto Mazzoleni – ma spesso non riescono ad entrare nel corpo perché hanno carenze nello sci, competenza che sul nostro territorio in particolare non è fondamentale avere. Per questo è stato avviato l’iter per poter abilitare anche i ‘non sciatori’ dando vita ad una nuova figura di volontario soccorritore”.

Alessandro Spada
Alessandro Spada, capo stazione della stazione Valsassina – Valvarrone

Bilancio Stazione Valsassina Valvarrone

Il 2021 per la stazione della Valsassina Valvarrone fa registrare un calo di interventi rispetto allo scorso anno, passati da 125 ai 107. “Se da un lato il dato è confortante, dall’altro ve ne sono due preoccupanti – spiega il capo stazione Alessandro Spada – Il primo riguarda i deceduti che sono stati 10, cifra che resta alta; il secondo dato si riferisce al numero di interventi per persone illese che si è attestato a 42, quindi quasi il 40% del totale degli interventi effettuati nel corso del 2021”.

Tuttavia conforta la diminuzione del totale degli interventi effettuati: “Auspichiamo che questa decrescita sia dovuta al costante lavoro di sensibilizzazione alla conoscenza della montagna e dell’andare in montagna, che il Soccorso Alpino Speleologico Lombardo sta svolgendo attraverso apposite campagne e iniziative. Questo tuttavia lo potremo sapere solo tra qualche anno, sperando che i dati del 2021 non siano frutto del caso. Di certo la decrescita non è da imputare alle varie restrizioni dovute al Covid, in quanto proprio nel 2020, anno del lockdown, abbiamo avuto un’impennata di interventi sia a livello di Stazione che a livello di Delegazione”.

Nessun intervento tecnico di rilievo invece è stato effettuato nel corso del 2021, ma vanno ricordati i due interventi di ricerca persona effettuati nel mese di settembre e nel mese di ottobre dove sono stati impegnati dai 30 ai 40 volontari al giorno.

Guardando al futuro, Spada si dice soddisfatto in particolar modo per l’ingresso di nuove leve: “La nostra Stazione conta attualmente 67 volontari, a quali, dal 2022, se ne aggiungeranno altri 7 che hanno concluso l’anno di formazione, mentre altri 6 inizieranno il corso per diventare operativi nel 2023. Intanto abbiamo ricevuto altre 4 richieste di candidatura. Se poi consideriamo che stiamo parlando di volontari under 30, non possiamo che guardare al futuro della nostra Stazione e di quella del Soccorso Alpino in generale con ottimismo”.

Alberto Redaelli

Bilancio Stazione Triangolo Lariano

Anche per la stazione del Triangolo Lariano il 2021, 35 volontari in totale, è stato un anno dinamico: “Il numero di interventi è in linea con lo scorso anno, una settantina circa – ha spiegato il capo stazione Alberto Redaelli – Complice la situazione Covid sempre più persone, provenienti in particolar modo dall’hinterland milanese, fuggono dalla città per venire a camminare sui nostri monti. Quest’anno in particolare abbiamo assistito ad un incremento di incidenti e infortuni nella zona di Terz’Alpe e San Miro che offre itinerari semplici. Eppure abbiamo ricevuto diverse chiamate per recuperare dispersi e infortunati, persone che hanno intrapreso l’escursione senza un’adeguata preparazione, anche a livello di abbigliamento. Va detto – ha concluso Redaelli – che in questo particolare periodo invernale occorre prestare maggiormente attenzione in quanto cambiando versante, a seconda dell’esposizione, è possibile trovare neve e ghiaccio”.


Le nuove tecnologie in aiuto al Soccorso Alpino: Droni e ‘Imsi Catcher’ per la ricerca dei dispersi

La dotazione del Soccorso Alpino nel corso del 2021 si è ampliata con i droni, utilizzati per le ricerche di dispersi: “Nella nostra Delegazione sono stati formati due piloti che in caso di necessità intervengono coadiuvando le operazioni di ricerca – ha spiegato Anemoli – i droni, risorsa regionale, effettuano per ora volo a vista con ottiche diurne, stiamo integrando il loro utilizzo alla parte dedicata alle ricerche che comprende anche i cinofili”. Un’altra importante novità, sul fronte ricerche dispersi, è costituita dal sistema Imsi Catcher: “E’ capitato per alcune operazioni di ricerca di utilizzare l’elicottero del nucleo Sagf – Soccorso Alpino della Guardia di Finanza – che a bordo ha questo sistema chiamato Imsi Catcher che praticamente consente di individuare i cellulari, naturalmente se accesi. In pratica il sistema diventa un ponte radio ricevente in grado di rilevare il segnale telefonico e questo permette in tempi celeri e molto brevi di individuare il cellulare. In ben tre occasioni sul territorio della Delegazione Lariana – a Varese e in Valsassina – questo ci ha permesso di rintracciare il telefono dei dispersi e quindi le persone che stavamo cercando”.

Anemoli ha dunque ribadito l’importanza di avere con sé il cellulare carico, possibilmente dotato di applicazioni di cartografia o del 112 per le chiamate di emergenza: “Sarebbe buona cosa portare con sé anche un power bank in modo da poter mettere in carica la batteria nel caso si scarichi. Per salvare carica comunque è consigliabile passare in modalità 3G dal 4G”.