L’alpinista Matteo Della Bordella racconta “La via meno battuta”

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Antonio Peccati, Matteo Della Bordella e Alberto Pirovano

Il presidente dei Ragni ha presentato il suo libro a Lecco

“Ho voluto raccontare quello che mi ha insegnato la montagna”

LECCO – “Un libro che sento molto mio e in cui ho voluto raccontare quello che mi ha insegnato la montagna”. Matteo Della Bordella, alpinista e presidente dei Ragni di Lecco, ha presentato a Lecco il suo libro uscito il primo ottobre.

“La via meno battuta – Tutto quello che mi ha insegnato la montagna” questo il titolo del libro edito da Rizzoli presentato al Palazzo del Commercio nella serata organizzata dalla libreria Libraccio di Lecco in collaborazione con Assocultura Confcommercio Lecco.

Matteo Della Bordella

“Sono felice di poter ospitare un alpinista come Matteo Della Bordella all’interno della rassegna Leggermente” ha detto il presidente di Confcommercio Antonio Peccati introducendo la serata a cui hanno partecipato anche il sindaco di Lecco Virginio Brivio e il presidente del Cai Lecco Alberto Pirovano.

Una serata intensa dove il racconto di Matteo Della Bordella si è intrecciato con fotografie e filmati magnifici. L’alpinista, nel libro, non ha tralasciato l’inizio della sua passione per la montagna.

“Le prime volte che andavo in montagna non mi piaceva nemmeno – ha detto -. Però ho subito avvertito l’elemento della sfida e la voglia di migliorare in qualcosa che non sentivo mio”.

La sua è stata una crescita esponenziale che lo ha portato a salire la mitica via Attraverso il Pesce, in Marmolada: “Era il 2005, avevo 21 anni e ho salito quella via con mio padre. Lì ho capito che se mi fossi impegnato avrei potuto raggiungere qualsiasi risultato”.

Poi ci fu la prima caduta: “Mi crollò il mondo addosso, realizzai che ciò che stavo facendo era pericoloso. Fu come un brusco risveglio, mi trovai faccia a faccia con la prima vera difficoltà in montagna. Smisi di scalare per diversi mesi fino a quando, nel 2006, proposero il mio nome per l’ingresso nel gruppo Ragni. Non me lo aspettavo, anche perché sono nato a Varese… ma questo mi spinse a dare un’altra possibilità all’arrampicata”.

Matteo Della Bordella e il sindaco di Lecco Virginio Brivio

La morte del padre sull’Antimedale fu un altro momento cruciale della vita di Matteo Della Bordella: “Una cosa molto difficile da accettare, ma dopo la morte di mio padre ho voluto pensare a ciò che la montagna mi aveva dato e non a ciò che mi aveva tolto”.

L’alpinista ha raccontato un alpinismo fatto di esplorazione e avventura: “Non esiste alpinismo senza esplorazione. Quando scalo cerco di non lasciare traccia del mio passaggio e cerco di salire nel modo più pulito possibile”.

Nel libro non manca nemmeno un riferimento a un alpinista che è sempre stato d’ispirazione per Matteo: “Casimiro Ferrari. Purtroppo non l’ho conosciuto, ma è sempre stato un punto di riferimento e lo ammiro tantissimo per una tenacia e determinazione portata a livelli estremi”.

L’alpinista impegnato ad autografare i libri

Patagonia, Groenlandia, Isola di Baffin, progetti realizzati e ancora da realizzare, senza tralasciare il lato divertente dell’andare in montagna, tutto questo è racchiuso nelle 455 pagine del libro. Volete conoscere da vicino Matteo Della Bordella? Basta seguire… La via meno battuta.