L’ex presidente del Cai Peppino Ciresa: “Riccardo Cassin è stato un maestro”

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“Abbiamo lavorato gomito a gomito nel Cai Lecco”

La proposta: “Un monumento a Cassin e all’alpinismo in piazza della Stazione”

LECCO – “Abbiamo lavorato gomito a gomito nel Cai Lecco, Riccardo Cassin è stato un vero e proprio maestro”.

Peppino Ciresa, per ricordare il grande alpinista lecchese a 10 anni dalla sua scomparsa, torna con la mente agli anni Ottanta e Novanta quando ha rivestito il ruolo di presidente del Cai Lecco: “Mi ha insegnato tanto, non solo per ciò che concerne la montagna, ma anche per la vita. Cassin era un uomo molto presente e credeva nell’associazionismo tanto che è stato presidente nazionale di molte commissioni del Cai e si è sempre impegnato per trasmettere quei valori che oggi, per vari motivi, si sono un po’ persi. E’ stato un ponte tra le diverse generazioni”.

Come ricordare degnamente Riccardo Cassin e, più in generale, l’alpinismo lecchese? “Sicuramente non è semplice in una città come Lecco dove di alpinisti fortissimi ce ne sono stati molti. Io fui tra i primi a proporre la realizzazione di un monumento dedicato all’alpinismo lecchese proprio a partire dalla figura di Riccardo. La piazza della stazione potrebbe essere il posto giusto per ricordare ai turisti che Lecco è una capitale dell’alpinismo. Un’idea tutta da studiare ma che si rifà ad altri importanti centri dell’alpinismo come Cortina, Chamonix o Ortisei”.

Riccardo Cassin

Ciresa, poi, torna con i ricordi al 90° compleanno di Cassin, festeggiato al teatro Sociale: “In città invitammo tantissimi alpinisti da tutta Italia e in piazza montammo quello che, all’epoca, era uno dei primi pannelli di arrampicata”.

E poi un ultimo cenno a palazzo delle Paure e alle esposizioni dedicate alla montagna: “Mi sogno piaciute e sono un ottimo modo per ricordare gli alpinisti e la storia legata alla montagna. Del museo della montagna se ne parlava da tempo, già da quando ero presidente del Cai Lecco, e questo è un buon inizio. Di sicuro, di materiale da riportare alla luce ce n’è ancora molto e sarebbe bello trovargli una collocazione anche perché dietro ogni oggetto ci sono storie importanti da tramandare”.