Bietti-Buzzi, dopo il furto parte la raccolta fondi per sostenere il rifugio

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CAI Grigne Mandello centenario Rifugio Bietti

Promossa una donazione online per sostenere il gestore Marco Madama e mostrare vicinanza

Lo scorso giovedì era stato scassinato il box al Vò di Moncodeno e rubata merce per oltre 2500 euro

MANDELLO – Dopo il furto che ha colpito il Rifugio Bietti-Buzzi, è stata avviata una raccolta fondi per aiutare il gestore Marco Madama a far fronte ai danni subiti. A promuovere l’iniziativa è stata una delle ragazze che lavora nella struttura, con l’obiettivo di trasformare il dispiacere per quanto accaduto in un gesto concreto di solidarietà. La raccolta ha già raggiunto 785 euro sui 2.200 euro fissati come traguardo, grazie a 26 donazioni.

“Dopo il furto ai danni di una realtà di montagna come il Rifugio Bietti-Buzzi, chiunque voglia mostrare la propria solidarietà può fare una donazione. Il dispiacere del gestore per l’accaduto è molto, dimostriamogli la nostra vicinanza”, si legge nel messaggio che accompagna l’iniziativa.

Il furto era avvenuto nella notte di giovedì scorso, quando ignoti hanno scassinato il box al Vò di Moncodeno, portando via buona parte del carico che sarebbe dovuto arrivare al rifugio la mattina successiva. Il danno stimato supera i 2.500 euro di merce.

A essere rubato tutto ciò che serve concretamente per garantire l’attività quotidiana di un rifugio: alimentari, attrezzature e bombole del gas. Un carico prezioso, preparato con cura e destinato alla struttura, che avrebbe dovuto consentire il regolare svolgimento dell’attività nei giorni successivi.

L’episodio ha suscitato profonda amarezza non solo in chi gestisce il rifugio, ma anche tra escursionisti, frequentatori e appassionati della montagna. In altura ogni rifornimento richiede pianificazione, costi e tempi più complessi rispetto a una normale attività di fondovalle. La sottrazione del carico ha quindi avuto ripercussioni immediate sull’organizzazione del rifugio: lo stesso gestore ha dovuto chiudere temporaneamente la struttura per riorganizzare il rifornimento.

La raccolta fondi nasce proprio per dare una risposta a questa difficoltà e per far sentire al gestore e allo staff che la comunità è presente.

Per quanto accaduto era stata esposta denuncia ai Carabinieri, nella speranza che si possa risalire ai responsabili dello scasso e del furto. Nel frattempo, la solidarietà si è messa in moto.

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