Mandello, la siccità costringe il Rifugio Elisa a chiudere per cinque giorni

Tempo di lettura: 2 minuti

La struttura in Alta Val Meria resterà chiusa dal 17 al 21 agosto per la grave carenza d’acqua

Riapertura prevista sabato 22, con la speranza che nel frattempo arrivino le piogge

MANDELLO – La siccità costringe il Rifugio Elisa a fermarsi per alcuni giorni. La struttura, situata a 1.515 metri nell’Alta Val Meria, sulle Grigne e nel territorio di Mandello, resterà chiusa da lunedì 17 a venerdì 21 agosto a causa della totale carenza d’acqua. La riapertura è prevista per sabato 22 agosto.

L’annuncio è arrivato direttamente dal rifugio, di proprietà del Cai Grigne, alla vigilia di Ferragosto, insieme all’augurio che le condizioni meteorologiche possano cambiare nei prossimi giorni: “Comunichiamo qualche giorno di chiusura causa scarsità di acqua, con la speranza di avere un po’ di pioggia nei giorni a seguire”.

Una decisione inevitabile per una struttura di montagna, dove la disponibilità idrica è indispensabile non soltanto per la cucina e i servizi, ma per garantire le normali condizioni di accoglienza e funzionamento.

Il Rifugio Elisa si trova nell’Alta Val Meria, nel gruppo delle Grigne, ed è uno dei tradizionali punti d’appoggio per gli escursionisti che frequentano questo versante della montagna mandellese. È raggiungibile attraverso i sentieri che risalgono la valle dal territorio di Mandello, immerso in un ambiente decisamente appartato rispetto alle zone più frequentate del massiccio.

Un problema che si era già fatto sentire nel 2022

Non è la prima volta che l’Elisa deve fare i conti con gli effetti della siccità. Già nell’estate del 2022 la disponibilità d’acqua aveva destato preoccupazione, anche se allora la situazione non era arrivata al punto da rendere necessaria la chiusura della struttura.

A spiegare il problema era stata l’allora rifugista Elena Cosmo, sottolineando quanto l’approvvigionamento idrico in quota dipenda anche dall’andamento della stagione invernale. “A inizio stagione il quadro era più critico per via della poca neve – aveva spiegato – fondamentale per alimentare le sorgenti. Al momento la fonte situata sotto il rifugio è secca, ma con gli ultimi temporali ha ripreso un po’ di vigore”.

Già allora, dunque, una delle sorgenti a disposizione della struttura aveva mostrato gli effetti di un periodo particolarmente asciutto. La presenza di una fonte rappresentava comunque un piccolo vantaggio rispetto ad altri rifugi costretti a dipendere esclusivamente dalla raccolta dell’acqua piovana.

Quattro anni dopo, il problema si presenta però in una forma più severa: la carenza idrica è tale da imporre uno stop temporaneo all’attività.

La chiusura arriva del resto in giornate caratterizzate da caldo persistente e da una prolungata assenza di precipitazioni, condizioni che stanno mostrando i propri effetti non soltanto sui consumi idrici nei centri abitati, ma anche sui boschi, sui corsi d’acqua e sulle strutture d’alta quota.

Per gli escursionisti che avevano programmato una salita all’Elisa nei prossimi giorni sarà quindi necessario tenere conto dello stop: dal 17 al 21 agosto il rifugio resterà chiuso, mentre la riapertura è programmata per sabato 22 agosto, nella speranza che nel frattempo qualche precipitazione possa contribuire ad alleviare una situazione diventata ormai critica.

Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.

Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.

AGGIUNGI ORA