La XIX Delegazione Lariana del CNSAS ha concluso il corso di specializzazione con una complessa esercitazione di soccorso in ambiente verticale
Simulato il recupero di una cordata ferita sulla via Siddharta con tecniche di calata in parete e l’impiego dell’elicottero
CORTENOVA – Una delle pareti più impegnative del Lecchese ha fatto da scenario all’ultima giornata del corso di specializzazione in parete organizzato dalla XIX Delegazione Lariana del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Venerdì 10 luglio i tecnici del CNSAS si sono addestrati al Pizzo d’Eghen, nel Parco della Grigna Settentrionale, affrontando un’esercitazione dedicata agli interventi di soccorso in ambiente verticale.

Il Pizzo d’Eghen è considerato tra le pareti rocciose più alte e difficili da raggiungere del territorio lecchese. Qui si sviluppano itinerari di arrampicata di elevata difficoltà, tracciati negli anni e tornati negli ultimi tempi ad attirare anche giovani alpinisti desiderosi di mettersi alla prova.
L’attività formativa aveva l’obiettivo di approfondire le tecniche necessarie per affrontare interventi complessi in parete, con o senza l’impiego dell’elicottero, e di accrescere la conoscenza delle pareti del territorio. La giornata è iniziata a Cortenova, con il ritrovo dei tecnici e degli istruttori del CNSAS, presenti tre istruttori tecnici regionali, un istruttore nazionale e un aspirante istruttore.

L’esercitazione ha simulato il soccorso dall’alto a una cordata di due persone, cadute e ferite lungo la via Siddharta. I tecnici, che nei mesi scorsi avevano già seguito altre giornate formative sugli stessi temi, hanno predisposto i materiali, definito la strategia operativa e assegnato i ruoli della squadra. Successivamente un elicottero di EliOssola ha sbarcato il personale in hovering, cioè in volo stazionario, sulla cima del Pizzo d’Eghen.
Sono quindi state predisposte le corde guida per la movimentazione in sicurezza e le calate in parete, realizzate nuove soste con il trapano ed eseguite complesse manovre di calata in barella. I figuranti che simulavano gli infortunati sono stati raggiunti, imbarellati e trasportati fino alla base della parete attraverso una serie di calate, in uno scenario che ha messo alla prova tutti i tecnici impegnati nell’esercitazione.

Le operazioni si sono concluse con il trasferimento a piedi lungo il vecchio sentiero fino all’Alpe Zuc, dove altre squadre hanno raggiunto il gruppo con il fuoristrada per il rientro a valle.
Al termine della giornata i responsabili tecnici della Delegazione hanno espresso soddisfazione per la buona riuscita dell’attività formativa, ringraziando anche i familiari dei partecipanti per il momento di ristoro conclusivo e per aver messo a disposizione i locali.
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