Sabato 18 aprile l’inaugurazione delle Placche delle Coccinelle, del Bruco e del Bombo
Il noto chiodatore, che ha cominciato a lavorare a Civate nel 1987, è stato aiutato dall’amico Michael Cogliati
CIVATE – La falesia di Civate si arricchisce di tre nuovi settori. Il chiodatore, nemmeno a dirlo, è sempre Alessandro Ronchi che opera nel nostro territorio da quasi 40 anni e, in particolare, ha cominciato con le prime vie chiodate alla falesia di Civate già nel 1987. Un’opera completamente gratuita e in tutti questi anni sempre sostenuta (a livello economico e di fornitura di materiale) dal Cai Vimercate di cui è socio.

E’ merito suo se oggi la falesia di Civate è una delle più frequentate di tutto il lecchese. Un lavoro imponente che, negli anni, ha visto al fianco di Ronchi diversi “compagni di cordata” e, questa volta, ha potuto contare sull’aiuto di Michael Cogliati a cui ha trasmesso la passione per la chiodatura.

“Sabato 18 aprile inaugureremo tre nuovi settori nella Valle delle Placche che si trova a sinistra della Valle degli Orti – racconta Ronchi -. Nel 2024 e nel 2025 avevo già aperto la Placca delle Cicale e la Placca degli Scorpioni, adesso abbiamo terminato anche le Placche delle Coccinelle, del Bruco e del Bombo. Si tratta di 28 nuovi monotiri (altezza massima di 26 metri) con gradi contenuti e quindi alla portata di tutti”.

Come al solito il lavoro è stato tanto e nulla viene lasciato al caso: “Si parte sempre da un lavoro di disgaggio e ripulitura della roccia che in questo caso è stato enorme. Poi si passa alla chiodatura vera e propria delle vie. Si conclude con la realizzazione di tutte le opere accessorie come la creazione di terrazzamenti dove poter fare sicura e la posa della segnaletica. I lavori sono cominciati nell’ottobre 2021 per l’apertura di altri settori sempre a Civate e, in particolare, sono stati dedicati a questi ultimi tre nuovi settori”.

Questa volta, però, Alessandro Ronchi non ha fatto tutto da solo: “Mi ha dato una mano un gruppo di ragazzi tra cui voglio citare Michael Cogliati, Matteo Caglio e Giovanni Romano perché hanno ereditato più di tutti la passione per la chiodatura e hanno lavorato con me fino alla fine del progetto. Progetto che in realtà non è terminato perché abbiamo già individuato altri settori da ripulire e che vogliamo sistemare entro la fine del 2027 quando la falesia festeggerà 40 anni”.

Oggi la Falesia di Civate conta 148 tiri complessivi che sono destinati ad aumentare. Per le sue caratteristiche è talmente frequentata che ci sono giorni in cui sotto la parete c’è la fila e, proprio per questo, serve educazione e rispetto da parte dei frequentatori: “Oltre alla soddisfazione dietro c’è tantissimo impegno che è ripagato solamente dalla gioia di vedere gli arrampicatori divertirsi. Però, come al solito, l’appello è al rispetto dei luoghi (lasciare il posto magari anche più pulito di come lo si trova) e al rispetto degli altri arrampicatori”.

Dopo tanto lavoro, quindi, sabato sarà una giornata di festa… ma sarà solo una piccola pausa perché alla Falesia di Civate c’è ancora tanto da fare!



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