Il Cai Ballabio ha inaugurato il nuovo igloo sul monte Due Mani

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Il presidente Lorenzo Crimella: “Era necessario riportarlo dov’era, è un’icona di questa cima”

Emozione e partecipazione per l’inaugurazione del rinnovato igloo dedicato a Enrico Scaioli, Marco Locatelli e Plinio Milani tre giovani alpinisti scomparsi nel 1980 in Grignetta

BALLABIO – Il Cai Ballabio, sottosezione del Club Alpino Italiano Lecco, sceglie di non dimenticare. Non dimentica il dolore, i ricordi e la storia legata a tre giovani alpinisti scomparsi troppo presto sulla Cresta Segantini in Grignetta. Un legame riaffermato oggi, domenica, con emozione e partecipazione durante l’inaugurazione del rinnovato igloo tornato nei giorni scorsi sulla vetta del Monte Due Mani, a quota 1666 metri.

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Il nuovo igloo bivacco inaugurato oggi sul Monte Due Mani dal Cai Ballabio

Una giornata sentita, vissuta insieme da soci, simpatizzanti ed escursionisti, culminata con la celebrazione della messa e la benedizione della struttura. Il ritorno dell’iconico bivacco rappresenta molto più di un semplice intervento di manutenzione: è il recupero di un simbolo che da oltre quarant’anni accompagna il profilo della montagna lecchese.

Nel suo intervento, il presidente del Cai Ballabio Lorenzo Crimella ha voluto ringraziare i soci e tutti coloro che hanno contribuito al progetto: “Ci tenevo innanzitutto a ringraziare tutti voi per essere qui oggi. È un evento a cui io e tutto il Cai Ballabio teniamo molto. Voglio soprattutto ringraziare tutti i soci per il risultato raggiunto: in pochi, all’inizio, ci speravano davvero”.

Due Mani inaugurazione igloo cai ballabio

Crimella ha ripercorso le tappe dell’operazione, nata dalla volontà di riportare il bivacco Locatelli-Milani-Scaioli sulla cima del Due Mani dopo il suo smontaggio avvenuto il 26 aprile 2025. “C’erano tutti i presupposti per smontarlo e non riportarlo più in sede, per una serie di vicissitudini. Però ci abbiamo sempre creduto e abbiamo deciso di puntare nuovamente sulla sua installazione in vetta”.

La scelta condivisa dal Cai è stata quella di mantenere la struttura originale, senza sostituirla con una nuova: “Si è deciso di conservare la stessa struttura perché ormai era diventata un’icona del Due Mani. Io la vedo come una piccola perla incastonata su questa cima”.

Non sono mancati, ha ricordato il presidente, commenti critici dopo la reinstallazione dell’igloo. “Ho letto osservazioni secondo cui sarebbe una struttura fuori tempo, che non c’entra nulla con la montagna. Ma quarant’anni fa i nostri predecessori, insieme ai soci della sottosezione, vollero ricordare tre ragazzi che persero la vita in Grignetta. Era necessario riportarlo dov’era”.

Parole che sottolineano il valore identitario del bivacco, divenuto nel tempo uno dei simboli più riconoscibili della montagna lecchese: “Venendo dalla cresta, il Due Mani senza il suo igloo e la sua croce sarebbe una cima anonima come tante altre”.

L’operazione di riposizionamento è stata realizzata dal Cai Ballabio con il supporto del Cai Lecco. Giovedì 30 aprile la struttura restaurata, ancora smontata, è stata trasportata in quota tramite elicottero per essere poi riassemblata sulla cima. Il restauro ha consentito di migliorare sicurezza e funzionalità dell’igloo, pronto ora ad accogliere nuovamente gli escursionisti in vista della stagione estiva.

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Il bivacco, inaugurato per la prima volta il 26 settembre 1982 e oggi nuovamente presentato alla comunità dopo il restauro, è dedicato alla memoria di tre giovani alpinisti morti due anni prima lungo la Segantini in Grignetta: Enrico Scaioli e Marco Locatelli di Ballabio e Plinio Milani di Olginate.

La storia dell’igloo affonda le radici nel maggio del 1982, quando, sotto la presidenza di Rinaldo Tagliaferri, iniziarono i lavori per la sua realizzazione. Il basamento venne gettato da Cesare Goretti, mentre la struttura prefabbricata in pvc ignifugo fu trasportata prima ai Piani Resinelli e successivamente in vetta con l’elicottero.

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Come riportato nel volume “Passo dopo Passo”, pubblicato nel 2008 per celebrare i trent’anni della sottosezione Cai Ballabio, l’igloo presenta “un diametro alla base di 4,20 metri e un’altezza di 3,5 metri”. L’intera operazione costò allora 4 milioni e 700 mila lire, suddivisi tra la struttura in pvc, il calcestruzzo e il trasporto in quota con elicottero.

L’inaugurazione originaria del bivacco alpino si svolse il 26 settembre 1982 nonostante il maltempo che imperversò per l’intera giornata. Oggi, invece, il Monte Due Mani ha accolto soci, escursionisti e simpatizzanti in un’atmosfera completamente diversa: una giornata dal clima quasi estivo, con sole splendente e cielo azzurro a fare da cornice al ritorno dell’igloo, simbolo di memoria e appartenenza per l’intera comunità alpina lecchese.

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