Il progetto, primo in Italia, è stato presentato sabato sera presso la sede della Comunità Montana
l tecnici del Cnsas potranno avvalersi della profonda conoscenza del territorio dei cacciatori nella ricerca dispersi e per soccorsi in ambiente impervio
BARZIO – Esperienza e conoscenza si uniscono per la sicurezza degli escursionisti. E’ stato presentato sabato, presso la Sala Pietro Pensa della Comunità Montana, il protocollo di collaborazione tra la Stazione del Soccorso Alpino Valsassina-Valvarrone e i Comprensori di Caccia Alpi e Prealpi Lecchesi.
Il progetto è nato con lo scopo di valorizzare la profonda conoscenza del territorio da parte degli iscritti al Cac, e di rendere più veloce ed efficace il soccorso a escursionisti o la ricerca dei dispersi. Tra i frequentatori dei territori montani, i cacciatori sono quelli che per la loro attività, hanno maggior dimestichezza delle zone impervie e al di fuori dei sentieri tracciati.
Ad aprire la presentazione il sindaco di Pasturo Pierluigi Artana: “Voi cacciatori siete una categoria molto contestata, eppure il cacciatore è il primo soggetto che salvaguarda il territorio, monitora i problemi della fauna, dell’ambiente e degli alpeggi. Questa collaborazione sarà sicuramente proficua e un esempio da seguire”.
L’accordo è stato siglato a novembre 2025, è di natura sperimentale, avrà durata di un anno e si svolgerà all’interno del territorio della Stazione di Soccorso Valsassina e Valvarrone. I cacciatori saranno di supporto alle squadre di ricerca dove è prevista la composizione di squadre miste Cnsas e Cac.
“L’esperienza e la conoscenza del territorio da parte dei cacciatori può fare davvero la differenza in determinati interventi – spiega il capostazione del Soccorso Alpino, Alessandro Spada – Questo è il primo protocollo che viene siglato a livello nazionale. Cinque anni fa abbiamo sottoscritto la collaborazione con il Moto Club Valsassina. La partecipazione dei trialisti si è rivelata un successo in termini di benefici in diverse occasioni. Unire sinergie e competenze è un patto vincente per garantire tempestività nei soccorsi. I cacciatori che aderiranno non avranno obblighi e reperibilità. Chi darà la propria disponibilità per noi sarà comunque un aiuto prezioso”.
Marco Cendali, presidente del Cac Alpi Lecchesi e Roberto Combi, presidente del Cac Prealpi Lecchesi, hanno espresso entusiasmo per questa iniziativa. “Siamo i primi in Italia che iniziano questa collaborazione. Speriamo che non abbiate bisogno di noi ma sarà per noi un onore poter collaborare. Noi mettiamo a disposizione la nostra conoscenza a carattere volontario e speriamo che questo sia una partecipazione proficua”.
Graziano Plati, cacciatore e volontario del Soccorso Alpino è stato tra i promotori del progetto: “Riteniamo che sia importante unire le conoscenze e le competenze, il cacciatore conosce passaggi rapidi e sicuri in zone che normalmente non vengono frequentate. Per i cacciatori questa è anche un’opportunità per avere un riscatto di immagine dato che spesso siamo bistrattati. L’accordo, oltre ai vantaggi elencati, è anche un motivo per far emergere i valori e i principi della nostra categoria. Questo protocollo formalizza quello che una volta si faceva in modo spontaneo, chiedendo aiuto e consigli a conoscenze dirette e a persone esperte della zona”.
Questa convenzione tecnico-operativa potrà diventare esempio ed estendersi al resto del territorio lombardo.
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