Ballabio e il rischio commissariamento: il 24 si rivota il bilancio

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Giovanni Bussola
Il sindaco Giovanni Bussola

Si torna in aula tra una settimana per il voto sul bilancio

Senza approvazione, si aprirebbe la strada del commissariamento

 

BALLABIO – O la va, o la spacca: il 24 giugno sarà il giorno della resa dei conti in municipio Ballabio quando si tornerà in aula per votare il bilancio preventivo, già bocciato una prima volta il 30 maggio scorso dopo la spaccatura della maggioranza.

Il voto contrario di tre consiglieri comunali, compreso quello dell’ex sindaco Alessandra Consonni, avevano fatto traballare la sedia dell’attuale primo cittadino Giovanni Bussola, salvato in ‘corner’ dalla proroga di un mese, concessa dal Governo a tutti i comuni, per l’approvazione del documento di bilancio arrivata all’indomani del voto ballabiese.

Si torna in consiglio comunale, dunque, con l’auspicio di avere i numeri necessari. “Sarebbe da irresponsabili non approvare il bilancio, significherebbe fermare i progetti per il paese” ha già avuto modo di rimarcare il sindaco Bussola.

Anche per questo nelle scorse settimane si sarebbero svolti incontri con l’opposizione di centrosinistra per trovare una possibile intesa a salvaguardia dell’interessi della comunità. L’amministrazione punterebbe ad evitare il commissariamento per lavorare in questi mesi anche ai tanti bandi di finanziamento all’orizzonte. Qualora non si dovessero trovare intese, si andrà a nuove elezioni nel 2023, due anni prima la naturale scandenza del mandato della Giunta Bussola.

Se il bilancio non dovesse passare anche questa volta, la ‘palla’ tornerebbe al prefetto che potrebbe inviare una seconda diffida ma più probabilmente dichiarare il commissariamento del Comune.

Nello stesso consiglio comunale del 24 giugno si andrà anche ad istituire una commissione consiliare speciale relativa al Progetto Area Combi, ovvero l’ampliamento richiesto dalla nota azienda ballabiese, proprio quello su cui la maggioranza si è divisa. Potrebbe essere quella l’occasione per ritrovare l’intesa nel gruppo di maggioranza e arrivare a conclusione del mandato.