Ex Banca Popolare di piazza Garibaldi, il Consiglio dice sì all’albergo

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L'edificio dell'ex Popolare ed ex Deutsche Bank in piazza Garibaldi

Il Consiglio comunale di Lecco ha approvato il permesso di costruire convenzionato per la riconversione dell’immobile di Piazza Garibaldi 12

Prevista anche la riqualificazione di piazza Garibaldi, via Grossi e portici, con asservimenti a uso pubblico con due proposte progettuali

LECCO – Il Consiglio comunale di Lecco ha approvato, nella seduta di ieri sera, lunedì, il permesso di costruire convenzionato per la riconversione in struttura ricettiva dell’immobile dismesso “Ex Banca Popolare di Lecco – Deutsche Bank” in Piazza Garibaldi 12, che comprende anche la riqualficazione di piazza Garibaldi, un tratto di via Tommaso Grossi, l’intero portico dell’immobile e il passaggio coperto tra Piazza Affari.

L’autorizzazione alla deroga ai sensi dell’articolo 40-bis della legge regionale 12/2005 è passata con 17 voti favorevoli e un contrario (Giovambattista Caravia del Gruppo Misto) su 26 votanti. Minoranze astenute, mentre Orizzonte per Lecco non ha partecipato al voto: “Non siamo contro il progetto, ma contestiamo il metodo adottato con cui si affrontano temi cosi importanti”, ha dichiarato Giovanni Tagliaferri.

In aula l’assessore Giuseppe Rusconi (Urbanistica, Infrastrutture e Edilizia Privata) ha ricostruito l’iter: “Si tratta di un intervento di rigenerazione urbana ai sensi dell’articolo 40-bis della legge regionale 12 del 2005”, su domanda presentata il 16 ottobre 2025 dalla società Lariana Iniziative Immobiliari srl. Il 26 settembre 2025 era stata depositata una perizia asseverata che certificava “lo stato di dismissione e di criticità dell’immobile”; l’istruttoria comunale ha dato esito positivo.

Il progetto prevede una ristrutturazione edilizia senza incremento volumetrico, con riconversione in hotel e spazi di servizio. Le superfici massime ammesse sono 7.112,60 mq di superficie utile secondo il PGT vigente, corrispondenti a 6.221,64 mq di superficie lorda nella variante approvata. “Questi valori costituiscono il limite massimo dell’intervento privato”, ha precisato Rusconi. È prevista una modifica parziale della copertura, con passaggio da tetto a falde a copertura piana praticabile e adeguamento dell’altezza, “necessario per consentire l’insediamento delle destinazioni funzionali previste”.

Sul fronte pubblico, il soggetto attuatore si impegna ad asservire a uso pubblico perpetuo 271,91 mq tra Piazza Affari, via Nazario Sauro e il portico, con manutenzione e illuminazione a proprio carico. Viene inoltre modificata la convenzione del 1953 estendendo l’asservimento a uso pubblico dei portici di accesso.

Il privato realizzerà senza scomputo opere di riqualificazione per 600mila euro: interventi su Piazza Garibaldi, un tratto di via Tommaso Grossi, l’intero portico dell’immobile e il passaggio coperto tra Piazza Affari e Piazza Garibaldi. Presentato un documento di fattibilità con due soluzioni progettuali; la scelta finale spetterà al Comune, anche con eventuali forme di partecipazione.

Quanto ai parcheggi, trattandosi di ristrutturazione con superfici di progetto inferiori all’esistente, non è dovuto il reperimento di nuove dotazioni pertinenziali né si applica la legge 122/1989. Sono previsti posti auto nell’interrato e l’impegno a reperire o convenzionare ulteriori stalli secondo il regolamento regionale 5/2009 al momento della SCIA.

Dopo l’illustrazione politica, in aula è intervenuto l’architetto Alessandro Crippa, dirigente del Comune di Lecco, che ha ricostruito i contenuti tecnici del permesso di costruire in deroga.

Sul piano delle tempistiche, l’architetto ha fatto sapere che la convenzione durerà cinque anni e dovrà essere firmata entro due mesi dal via libera del Consiglio comunale.

Sempre l’architetto ha quindi ricordato che i procedimenti saranno due: uno per l’hotel e uno per la riqualificazione della piazza. I lavori dell’albergo dovranno iniziare entro 12 mesi dal rilascio del permesso di costruire. Per le opere di riqualificazione, entro un anno dalla firma della convenzione dovrà essere scelta la soluzione progettuale e nei tre mesi successivi presentato il progetto esecutivo.

Entrambi i titoli edilizi avranno validità di 36 mesi, comunque all’interno dei cinque anni complessivi della convenzione. L’agibilità dell’hotel sarà legata alla realizzazione degli interventi di riqualificazione della piazza.

Ad aprire il dibattito in aula è stato Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco): “Apprendo che è ancora tutto in capo alla Lariana Iniziative Immobiliari, quindi ai ‘vecchi’ proprietari. A questo punto le domande sono: ma una volta sistemato l’immobile verrà ceduto ad un’altra proprietà, o verrà dato in affitto? E poi, chi entra? Chi sarà il gestore? Perché questo può fare la differenza”. Valsecchi ha chiesto che venga garantita la possibilità di percorrenza 24 ore su 24 del collegamemto tra piazza Affari e piazza Garibaldi lasciando in capo alla proprietà o al gestore la reponsabilità della sorveglianza. Sul fronte dei parcheggi è stato netto: “Abbiamo sottratto quasi 200 parcheggi in centro”, quindi “necessariamente dobbiamo mettere mano al problema”.

Sulla carenza di posti auto hanno insistito anche Filippo Boscagli (Fratelli d’Italia), Giovanni Tagliaferri (Orizzonte per Lecco), Giovambattista Caravia (Gruppo Misto) e Peppino Ciresa (Lecco Ideale). Boscagli ha ricordato che nel centro vivono “circa 6300 abitanti” e che “non si può fingere che le macchine non ci siano”, denunciando che “oggi la prospettiva di parcheggi è nulla” e chiedendo “un equilibrio” tra sviluppo turistico e diritto di residenti e lavoratori a “possedere una macchina”.
Tagliaferri ha osservato che, se i posti auto saranno utilizzati dai clienti dell’hotel, “probabilmente non saranno a disposizione della cittadinanza”, con il rischio di aggravare la situazione.
Caravia ha definito quello della sosta “il nodo centrale da risolvere”, mentre Ciresa ha rimarcato che “si continuano a far sparire posti macchina senza soluzioni alternative”, con ricadute su residenti e commercianti.

Di segno diverso le valutazioni di Alberto Anghileri (Alleanza Verdi e Sinistra – Cambia Lecco), Stefano Villa (Ambientalmente Lecco) e Saulo Sangalli (Fattore Lecco), che hanno ricondotto la questione a una scelta di modello urbano.
Anghileri, pur rivendicando che “Piazza Garibaldi non può diventare il cortile dell’albergo” e che “quella piazza è dei lecchesi”, ha ridimensionato il problema parcheggi: “Se uno arriva in quell’albergo lascia le valigie e va a parcheggiare a cinque minuti a piedi”, chiedendosi se si voglia “fare una città per le persone o per le macchine”.
Villa ha ribadito che “una grande città non è quella con più parcheggi, ma è quella dove la gente non ne ha più bisogno”, richiamando l’affollamento del lungolago come dimostrazione di una fruizione non legata alla sosta in centro.
Sangalli ha parlato di rigenerazione come “scelta di visione”: ridurre i parcheggi significa “riduzione del traffico, dell’inquinamento, maggiore vivibilità”, ma la sfida resta “non penalizzare troppo i residenti”, distinguendo tra sosta per turisti e per chi vive stabilmente in centro.

Accanto al tema della sosta, Lorella Cesana (Lecco Ideale) ha chiesto chiarimenti sulle motivazioni del ricorso al 40-bis, ritenendo le motivazioni addotte – la presenza di tre senza tetto e di motociclette parcheggiate sotto i portici – “insufficienti per qualificare l’area come degradata o disagiata”. Chiedendo pertanto su quali basi concrete si fondi tale scelta e “a che cifra di oneri di urbanizzazione primaria rinunciamo”, sottolineando che non si tratta di “cosa di poco conto”.
Stefano Parolari (Lega)
, pur valutando positivamente la riqualificazione, ha invitato a ragionare su “cosa succederà fra 3 mesi, fra 3 anni, ma anche fra 30 anni”, richiamando l’attenzione sui cambiamenti “epocali” nei centri storici.

Casto Pattarini (Partito Democratico) ha invitato a guardare all’operazione in “un’ottica di prospettiva, valutandone gli effetti positivi sulla qualità della vita cittadina”, aggiungendo “non vedo particolari timori sugli usi di Piazza Garibaldi. Alcune attività che oggi si svolgono lì verranno trasferite altrove e l’intervento lascia margini di manovra nella sistemazione della piazza”. Quindi, ha sottolineato: “un albergo di questo tipo contribuirà ad animare la piazza”. Poi ha voluto ricordare ai presenti e in particolar modo a Valsecchi che “pur non sapendo ancora chi gestirà l’albergo, dai documenti emerge che c’è una società proprietaria dell’immobile e una società londinese, che probabilmente è colei che finanzia l’operazione”.

Infine, ha sottolineato che “la convenzione offre margini di manovra”, quindi i “particolari” e le criticità avanzate da alcuni consiglieri potranno essere “ridiscusse con la proprietà adeguando la convenzione”.

Mattia Bernasconi (Fattore Lecco) in linea con Pattarini ha osservato l’importanza di ridare nuova vita all’immobile di piazza Garibaldi, vedendo nell’albergo un’occasione per rafforzare l’attrattività della città.

Andrea Frigerio (Gruppo Misto) ha sintetizzato in tre punti il voto favorevole al progetto: “È un intervento di riqualificazione che la città aspetta da vent’anni, inoltre ci sarà un ritorno economico per Lecco sia dal punto di vista commerciale sia per i servizi turistici, infine, ma non da ultimo, creerà nuovi posti di lavoro. Tre punti che dovrebbero far superare tutti i dubbi messi in campo questa sera”.

Con il via libera del Consiglio, l’ex sede bancaria di Piazza Garibaldi si avvia così verso una nuova funzione alberghiera, legata a un intervento di riqualificazione urbana che intreccia investimento privato e opere pubbliche. Resta aperto il confronto sul modello di città, tra esigenze di sviluppo turistico, vivibilità del centro e gestione dei parcheggi, che accompagnerà le prossime fasi attuative della convenzione.

 

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