Accoglienza migranti a rischio, Lanfranchi: “La Provincia non resti inerte”

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Paolo Lanfranchi

Le cooperative storiche dell’accoglienza disertano il bando prefettizio

Il consigliere provinciale Lanfranchi: “Assicuriamo i diritti e sicurezza pubblica”

LECCO – Qual è la situazione relativa ai progetti di accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo? A che punto sono le procedure di affidamento e come avverrà la continuità per i progetti di accoglienza in corso?

Sono le domande contenute nell’interrogazione presentata lunedì in Provincia dal consigliere Paolo Lanfranchi a fronte della scarsa partecipazione al bando prefettizio per l’accoglienza dei migranti sul nostro territorio. Un bando disertato da molte delle storiche coopertive che hanno operato fino ad oggi nel lecchese “a causa dell’iniquità dei rimborsi ivi previsti, passati da 35 Euro/giorno pro capite a 22 Euro/giorno pro capite, in seguito al decreto Salvini” ha ricordato Lanfranchi. (Per approfondire)

“Ciò – ha spiegato il consigliere – comporterà inevitabilmente uno stravolgimento nella gestione dei progetti di accoglienza, sia nella forma dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinari) che nella forma di SIPROIMI (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati). Rischiamo che, dal 31 dicembre, ci siamo persone resteranno per strada e questo non credo fosse nemmeno l’obiettivo del citato decreto Salvini”.

“La Provincia di Lecco – ha concluso Lanfranchi – non può permettersi di rimanere inerte ad assistere a tale fenomeno, avendo la precisa responsabilità istituzionale, politica e sociale di governare il fenomeno migratorio, assicurando in primo luogo che siano garantiti i diritti umani, la dignità delle persone a partire dalle più fragili e indifese, garantendo altresì che venga governata la sicurezza pubblica e la tutela sociale”