Accoltellato a morte a due passi dalla stazione, polemiche e richieste di maggior sicurezza

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polizia stazione controlli
foto archivio

Grande preoccupazione per l’escalation di violenza in centro città

Per Corrado Valsecchi una morte annunciata. Scontro tra i consiglieri regionali Zamperini (FDI) e Fragomeli (PD)

LECCO – La morte del ventenne egiziano accoltellato nella serata di sabato scorso in centro Lecco ha lasciato sgomenta l’intera città scatenando le reazioni della politica, unanime, nella richiesta di maggior sicurezza.

Corrado Valsecchi – Consigliere comunale di Orizzonte per Lecco

“Apprendo con grande dolore la notizia della morte del giovane accoltellato a due passi dal Comune di Lecco.
Nel marzo del 2025 feci una dichiarazione pubblica invitando l’amministrazione a sollecitare la convocazione del tavolo sicurezza in Prefettura perché era evidente che la situazione sarebbe precipitata.
E usavo queste parole: ‘Se il tavolo della Prefettura chiedesse un ulteriore incremento delle forze a disposizione del territorio al ministero degli Interni sarebbe più saggio che invocare l’esercito. Anche perché potrebbero essere definitivi e stanziali, al contrario della presenza dell’esercito momentaneo e provvisorio. Quindi riteniamo che siano queste le sollecitazioni da fare e che consentirebbero di rendere più efficace il presidio della città dei tutori dell’ordine e evitare, se possibile, scorribande di giovani armati di coltelli e machete, perché tutti sono consapevoli che questi fenomeni, prima o poi, finiscono in tragedia’.
Come continuo a dire non sono un ‘apprendista stregone’, ma solo un attento osservatore di ciò che succede in città e il fatto che l’allarme che avevo lanciato sia stato ripreso solo ora che c’è una vittima mi sembra francamente grave.
Mi auguro che adesso non si sottovaluti più la situazione Lecco necessita, come è avvenuto da altre parti, di un rafforzamento stanziale delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia di stato, polizia municipale) non dell’esercito che sarebbe solo un provvedimento provvisorio e peraltro, con una situazione internazionale che si va complicando, la mission del nostro esercito deve essere un’altra e penso che tutti abbiano la consapevolezza che i nostri reparti di protezione e prevenzione della sicurezza debbano essere utilizzati sempre nella maniera più competente e migliore.
Nessuno può ridare la vita a questo ragazzo, ma che almeno le istituzioni si mobilitino immediatamente per evitare il reiterarsi di questi episodi con ragazzini che vanno in giro per la città con machete e coltelli rendendo Lecco insicura mettendo a rischio tutta la nostra comunità”.

Filippo Boscagli – Candidato Sindaco Città di Lecco e Emilio Minuzzo – Capogruppo Fratelli d’Italia

“La notizia terrificante di un ragazzo che a 20 anni perde la vita in centro a Lecco non può non sconvolgere ognuno di noi.
A Lecco oggi si può morire a 20 anni di morte violenta, in pieno centro.
Non è un video social, non è una comunicazione elettorale.
Questa è la realtà di Lecco del 2026”.

Gruppo civico Rete per Lecco – Angela Fortino

“È morto il ragazzo ventenne accoltellato sabato sera nei pressi del Comune di Lecco. Non importa la nazionalità della vittima e dell’aggressore e, in questo momento, non intendiamo alimentare sterili polemiche.
Desideriamo innanzitutto esprimere la nostra più sincera vicinanza alla famiglia del giovane che ha perso la vita in modo così violento, auspicando che la giustizia faccia pienamente il suo corso.
Da cittadini lecchesi non possiamo però accettare che, dopo innumerevoli segnalazioni relative al degrado e alla crescente pericolosità di alcune aree – peraltro centrali – si continuino a registrare episodi di criminalità e violenza come quello di sabato sera, fino ad arrivare alla perdita di una giovane vita per strada.
Chiediamo con forza che tutti gli enti e le istituzioni competenti assumano con responsabilità ogni azione necessaria, sia sul piano preventivo ed educativo sia su quello del controllo e della sicurezza, affinché simili episodi non si ripetano in nessuna zona della nostra città.
La sicurezza è un diritto fondamentale dei cittadini: ogni lecchese deve poter uscire di casa a qualsiasi ora senza timore, senza dover guardarsi alle spalle o rischiare di trovarsi coinvolto in situazioni di violenza.
Accanto alle misure di sicurezza, è però indispensabile un impegno educativo condiviso. A noi adulti – famiglie, scuola, istituzioni e mondo associativo – è affidato il dovere di trasmettere ai più giovani il valore del rispetto, della legalità, della tolleranza e della gestione non violenta dei conflitti. La prevenzione passa anche attraverso l’educazione e la responsabilità comune, perché una comunità cresce davvero solo se sa unire fermezza e formazione, sicurezza e cultura del rispetto”.

Orizzonte per Lecco – Candidato sindaco Mauro Fumagalli

Ragazzo ucciso in città: cordoglio, impegno deciso e coesione sociale.
Un ragazzo che muore, una giovane vita che si spegne, per un atto di violenza, chiede in primo luogo un atteggiamento di rispetto, il desiderio di vicinanza e l’espressione di cordoglio ai suoi familiari e a quanti lamentano la sua prematura scomparsa.
Occorre poi non lasciarsi prendere la mano dal particolare momento preelettorale infilandosi in facili e strumentali polemiche.
Quindi è bene che tutti, in particolare chi ha la responsabilità di guidare la città, riconoscano che il problema esiste, che non è solo una percezione ingigantita dai media. E ancora, riconoscere anche che il tema è estremamente complesso, che non ammette soluzioni semplici e solo emergenziali, banalmente invocando esercito e militari in ogni dove, ma richiede un mix di interventi, a partire dalla richiesta corale di tutte le istituzioni al Governo affinché alla città siano assegnate maggiori risorse di strumenti, mezzi e, soprattutto, di personale addetto al presidio dell’ordine pubblico.
Parallelamente occorrono scelte politiche amministrative più decise nell’ottica della coesione
sociale, mobilitando e sostenendo maggiormente quanti già fanno, e bene, in città”.

Giacomo Zamperini – Consigliere regionale Fratelli d’Italia

“Dopo 15 anni in cui si è minimizzato e derubricato il tema della sicurezza, finalmente il Sindaco Mauro Gattinoni comprende che il problema non era un’invenzione del centrodestra per fare polemica, ma un’emergenza reale e percepito dai cittadini come una criticità prioritaria da risolvere. Ci chiediamo come mai, dopo 15 anni di Giunte del centrosinistra, il sindaco si sia svegliato solo ora. Sono anni che bande di giovani delinquenti, spesso di origine straniera, utilizzano le zone limitrofe alla stazione ed altri punti specifici nei quartieri della città come aree di spaccio, di violenza e di degrado. Con loro serve tolleranza zero, senza più confondere il disagio giovanile con la criminalità di chi si sente in diritto a fare il padrone ed il predone, perché tanto nessuno farà nulla per fermarlo. Basta impunità!
Il sindaco chiede al Prefetto la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (COSP): meglio tardi che mai. Ma troppo spesso è stato detto che per intervenire sarebbe dovuto ‘scapparci il morto’. Ora che il morto c’è stato, non è sufficiente esprimere vicinanza alla famiglia della vittima. Chi ha sbagliato nel corso di questi anni, sottovalutando il problema della sicurezza a Lecco, deve assumersi le proprie responsabilità. Sentirsi liberi di muoversi in sicurezza per la città è un diritto sacrosanto di tutti i cittadini lecchesi, di chi a Lecco lavora, di chi visita la nostra città per svago: una priorità assoluta che non può più essere rimandata. Niente scaricabarile: ciascuno faccia tutto ciò che è in suo potere per mettere fine a una situazione che si verifica proprio sotto le finestre dell’ufficio del Sindaco.
Gli strumenti per reprimere questi delinquenti ci sono. Servono controlli stabili, una nuova videosorveglianza in grado di identificare questi baby-criminali, illuminazione adeguata ed un controllo fisso delle Forze dell’Ordine. Serve fermezza con chi minaccia, spaccia, ruba sparge violenza e, purtroppo, anche sangue sulle strade della nostra città. Bene sta facendo il Governo guidato da Giorgia Meloni ad inasprire le pene per chi porta impropriamente con sé un coltello. Fratelli d’Italia non si girerà dall’altra parte facendo finta di non vedere. Prossimamente organizzeremo un corteo per chiedere maggiore sicurezza, lotta allo spaccio e contrasto al degrado, coinvolgendo tutti i cittadini, facendo sentire la nostra voce con determinazione e coraggio. La voce delle persone per bene, che non vogliono più subire in silenzio questa ondata di criminalità ad opera di giovani stranieri”.

Gian Mario Fragomeli – Consigliere regionale Partito Democratico

“Esprimo il mio più profondo cordoglio per la morte del giovane accoltellato sabato sera a Lecco. Non condivido, invece, affatto chi strumentalizza una situazione così drammatica a fini politici e propagandistici.
Questo pomeriggio, mentre la destra attaccava il Comune e il sindaco solo perché di un colore politico diverso, io ero nel Gruppo di lavoro in materia di sicurezza della II Commissione Affari istituzionali ed enti locali. Ci stavamo confrontando con docenti di sociologia ed esperti di pubblica sicurezza, riconoscendo che il primo ruolo e la prima competenza nella repressione dei reati è dello Stato, attraverso le forze dell’ordine. E per me questo è il punto: piuttosto che pensare alle fiaccolate, lavoriamo in Regione per dare più risorse ai sindaci sulla prevenzione e il centrodestra si impegni con il Governo nazionale per incrementare le forze dell’ordine sui territori. Noi non attacchiamo mai gli enti locali, soprattutto se si tratta di Comuni, qualsiasi cosa accada e anche se non sono di centrosinistra. Perché sappiamo benissimo le difficoltà di gestire certe situazioni.
Non si fa propaganda politica sui morti. Come Pd siamo stanchi di questi atteggiamenti, di questi continui attacchi ai nostri sindaci a ogni evento tragico. Piuttosto, la destra ci segua sul lavoro che siamo facendo, a partire da un piano per dare una mano ai primi cittadini, con risorse, strumenti e nuove leggi. Finiamola con le polemiche e si smetta di dare lezioni agli altri, poi in momenti drammatici come questi in cui dovremmo fare tutti un passo indietro e non due avanti sulla strumentalizzazione dei fatti. È una cosa indecorosa. Zamperini faccia come me: io mi occupo di sicurezza, non di chiacchiere. E concordi con la richiesta del sindaco di Lecco di convocare il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza”.

Partito Popolare del Nord – Francesca Losi candidata sindaco

“Gli ultimi, gravissimi episodi di cronaca hanno scosso profondamente la comunità lecchese, confermando un clima di insicurezza ormai strutturale e non più ignorabile. La violenta aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica in via Sassi, a pochi passi dal municipio, dove un giovane di 20 anni è stato accoltellato al torace, rappresenta la tragica conferma di una situazione fuori controllo.
Non si è trattato, purtroppo, di un evento isolato: la stessa serata è stata segnata da un’ulteriore aggressione in piazza Armando Diaz e da una lite violenta in via Leonardo da Vinci, trasformando il centro cittadino in un perimetro di costante pericolo.
La zona della stazione ferroviaria, già tristemente nota per essere un’area ‘calda’ e ad alto rischio, continua a essere teatro di risse e accoltellamenti che minano quotidianamente la serenità dei residenti.
Non cambieremo le nostre abitudini.
Dopo l’impotenza della sinistra, metteremo un presidio fisso per la sicurezza a Lecco. Non possiamo cambiare il nostro modo di vivere la città perché abbiamo troppi sbandati e
violenti in giro.
Sento troppa gente dire che ‘dopo il lavoro si fa venire a prendere’, che dopo una certa ora
‘assolutamente non passa dalla stazione’, che un centro commerciale in centro è luogo di spaccio nei parcheggi.
Gattinoni ha decisamente fallito, ma quando in problema cambia le abitudini, la sconfitta di chi ha il potere di intervenire diventa colossale.
Non bastano le telecamere. Serve un costante presidio fisso a piedi, polizia visibile e presente con turni tra i diversi corpi delle forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri, Polizia locale)”.

Forza Italia Lecco

“Di fronte alla tragica deriva che ha colpito la nostra città, Forza Italia Lecco passa dalle parole ai fatti. Annuncia il prossimo deposito di un’interrogazione urgente in Consiglio Comunale per fare luce sul fallimento delle politiche di sicurezza urbana e sulla gestione della Polizia Locale.
In apertura, il Segretario Provinciale Roberto Gagliardi esprime il profondo cordoglio del movimento: “A nome di tutta Forza Italia, desidero anzitutto esprimere la nostra più sentita vicinanza e il dolore più sincero alla famiglia della vittima. Siamo di fronte a una tragedia che colpisce l’intera comunità e che non può lasciarci indifferenti. Il nostro pensiero va a chi oggi soffre, ma come forza politica abbiamo il dovere morale di ribadire che la tutela della vita e della sicurezza dei cittadini deve essere la priorità assoluta: la politica ha l’obbligo di dare risposte immediate e concrete, perché il silenzio o le scuse tardive non possono riparare a quanto è accaduto”.

“Non possiamo più accettare che la sicurezza venga trattata come un optional o un fastidio burocratico – dichiarano Gianni Caravia, consigliere comunale, e Virginia Tentori, Commissario Cittadino -. L’aggressione mortale di queste ore è il punto di non ritorno di una politica di incuria e disattenzione che ha sistematicamente sottovalutato il controllo del territorio. Chiediamo chiarezza immediata su quanti agenti siano effettivamente impiegati nel pattugliamento delle strade, specialmente in aree critiche come quella della stazione, che da anni è teatro di violenze denunciate e mai arginate”.
L’interrogazione punterà il dito sulla desertificazione urbana e sulla mancanza di presidio fisico, elementi che hanno trasformato Lecco in una città dove i cittadini hanno paura di uscire di casa.

Per Forza Italia, il fallimento della gestione della Sicurezza è nei fatti:

  • Incuria diffusa: una gestione che ha lasciato il centro e i rioni al buio e senza controlli.
  • Microcriminalità in aumento: attività illecite in crescita con tutti gli effetti collaterali negativi che impattano direttamente sulle persone.
  • Responsabilità tecnica: l’incapacità di istituire e coordinare tavoli sulla sicurezza in un quadro complessivo di collaborazione con le altre Forze dell’Ordine, per garantire un presidio continuo, costante e concreto in strada e prevenire davvero tragedie annunciate.

Per rispetto verso i lecchesi e verso le stesse Forze dell’Ordine che operano in condizioni difficili, riteniamo che il fallimento della gestione sicurezza in città, debba portare la Vicesindaca con delega alla Polizia Locale, ad una attenta analisi, valutando anche la possibilità di dimissioni. “È un atto di dignità politica necessario per segnare una discontinuità netta con un’idea di città che non ci appartiene e che sta pagando un prezzo troppo alto in termini di vite e serenità””.

Lega – Candidato sindaco Carlo Piazza

“La morte di un giovane di appena vent’anni, accoltellato nei pressi della stazione ferroviaria di Lecco, è un fatto gravissimo che segna un’altra pagina nera per la nostra città. Sabato notte una lite è degenerata in violenza e un venticinquenne ha colpito il ragazzo al torace con un coltello, uccidendolo. Alla famiglia della vittima va il mio cordoglio sincero e una preghiera.
Un plauso va alle forze dell’ordine che sono intervenute con tempestività, assicurando il responsabile alla giustizia.
Davanti a un lutto come questo non sono più accettabili semplificazioni o letture riduttive. Per mesi il sindaco Mauro Gattinoni e gli esponenti locali del Partito Democratico hanno sostenuto che “non c’è sicurezza senza coesione sociale” e che la percezione di insicurezza fosse superiore ai dati reali, invitando a puntare soprattutto su inclusione e rigenerazione urbana.
La coesione sociale è un valore, ma non può sostituire il controllo del territorio. I lecchesi vedono con i loro occhi cosa accade nelle strade, nelle piazze e nell’area della stazione. La sicurezza non è una teoria: è un dovere concreto dell’amministrazione.
È positivo che il sindaco abbia chiesto la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura. Ma ora servono decisioni chiare.
Ribadisco una richiesta già avanzata nei giorni scorsi: l’attivazione immediata delle cosiddette “zona rossa” nell’area della stazione ferroviaria, come previsto dalle recenti disposizioni del decreto-legge in materia di sicurezza urbana fortemente voluto dalla Lega grazie al prezioso lavoro del Ministro Matteo Piantedosi e del Sottosegretario all’interno Nicola Molteni.
Il Sindaco domani nella riunione del comitato chieda per primo che venga creata una zona rossa in piazza della Stazione.
Le zone rosse consentono di rafforzare i controlli e di limitare l’accesso a soggetti che rappresentano un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, in raccordo con Prefettura e forze dell’ordine. Non è una misura simbolica: è un dispositivo operativo, pensato proprio per contesti critici come quello che da tempo si registra attorno alla stazione.
Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, il venticinquenne arrestato era già stato fermato lo scorso gennaio per resistenza a pubblico ufficiale e, in quell’occasione, avrebbe aggredito un agente. È legittimo chiedersi se strumenti come il cosiddetto “Daspo urbano”, previsto dalla normativa sulla sicurezza delle città e applicabile dal sindaco nei confronti di soggetti responsabili di gravi condotte in determinate aree, avrebbero potuto impedire la sua presenza reiterata in zona.
Non si tratta di polemica, ma di responsabilità. Se esistono strumenti normativi per prevenire situazioni di rischio, devono essere utilizzati con decisione e tempestività.
Servono più controlli, presidi fissi nelle aree sensibili, un adeguato numero di forze dell’ordine, un sistema di videosorveglianza efficace e un coordinamento costante con la Prefettura. Non è un’impostazione ideologica: è una necessità immediata per proteggere chi vive, lavora e frequenta la città.
La comunità non può più accettare che intere zone siano percepite – e di fatto vissute – come insicure nelle ore serali e non solo.
Per una volta si ascolti la voce di chi chiede più sicurezza. Non possiamo più permetterci di aspettare”.

Andrea Frigerio – Presidente Italia Viva Lecco

“La vicenda dell’accoltellamento ha suscitato un naturale e preoccupato dibattito in città sul tema sicurezza legato, nella maggior parte dei casi, all’immigrazione clandestina.
È un problema complesso che l’attuale governo, nonostante i roboanti proclami, non è ancora riuscito ad arginare (ma soprattutto a gestire) con politiche migratorie incisive e lungimiranti, abbandonando la strada della prevenzione per sposare la repressione ad ogni livello.
Basta dare un’occhiata ai dati forniti dal Ministero dell’Interno per rendersi conto di quanto il fenomeno immigratorio non sia diminuito in questi anni di Governo Meloni.
Negli anni 2023/2024/2025 gli immigrati irregolari sono stati più di 290.000 con un numero esiguo di rimpatri, in media 5000 all’anno.
Il povero Mohamoud Amer era inoltre in possesso di un foglio di via mai eseguito e quindi era sul nostro territorio ‘a piede libero’. Un dato ci dovrebbe far riflettere. Il dato strutturale, spesso ignorato nel dibattito pubblico, è che solo una parte degli ordini di lasciare il territorio si traduce effettivamente in un rimpatrio. In Italia la percentuale si aggira intorno al 20%, come certificato dalla Corte dei Conti: a fronte di oltre 25 mila provvedimenti di espulsione, la maggior parte delle persone rimane sul territorio, spesso in una condizione di irregolarità prolungata.
Così come sul territorio rimangono migliaia di persone che, a causa di politiche migratorie escludenti e di prassi burocratiche dai tempi biblici, finiscono per diventare “invisibili senza dimora”, creando così le premesse per quei fenomeni di microcriminalità che ormai interessano tutte le città. Sappiamo tutti che la questione dell’ordine pubblico non dipende dal singolo comune ma dallo Stato italiano!
È necessario l’incremento delle forze dell’ordine (che servono come il pane nelle nostre strade e nelle stazioni) per il presidio del territorio, ma sappiamo anche che non sarà sufficiente a governare questi fenomeni. Ancora più urgente è mettere in atto rapide procedure che diano la possibilità alla stragrande maggioranza di immigrati di dotarsi dei documenti necessari per potersi togliere dalla strada, lavorare e raggiungere un’autonomia di vita, nonché politiche serie e non solo proclami, che rendano immediatamente esecutivi, celeri ed indifferibili i provvedimenti di espulsione”.