LECCO – Riceviamo e pubblichiamo:
Colpisce il tempismo dell’intervento della UIL, pubblicato proprio alla vigilia del voto. Ancora di più colpisce il contenuto.
A Lecco quasi un cittadino su due non paga l’addizionale comunale Irpef grazie a una soglia di esenzione fissata a 17.000 euro, tra le più alte della Lombardia. Una scelta precisa, fatta per tutelare i redditi più bassi e le famiglie più fragili.
Per questo sorprende leggere che la nostra città sarebbe un esempio di tassazione penalizzante per i redditi medio-bassi. I numeri raccontano una storia diversa.
La vera questione non è fare promesse facili o inseguire slogan fiscali, ma garantire servizi e sostegni concreti a chi ne ha bisogno. A Lecco le risorse vengono investite ogni anno in contributi per le famiglie, sostegno agli anziani, interventi per la disabilità, aiuti all’affitto, agevolazioni Tari e servizi sociali che raggiungono migliaia di persone. Un sistema di welfare locale che rappresenta uno dei punti di forza della nostra comunità.
Non si tratta solo di spesa corrente, ma di una visione precisa di città. In questi anni sono stati rafforzati l’assistenza domiciliare, la custodia sociale, i servizi di prossimità, gli spazi di comunità, i percorsi di autonomia per le persone con disabilità, le politiche per la casa e il sostegno alle famiglie. E il programma per i prossimi anni va nella stessa direzione: Punto Caregiver fisico e digitale, misure di sollievo per le famiglie, potenziamento della Casa di Stefano, città neuroaccogliente, sostegno pedagogico, Centro per le Famiglie, attenzione agli anziani, alle fragilità educative ed economiche e all’accesso alla casa.
Mentre i costi dei servizi aumentano e i trasferimenti statali diminuiscono, il compito di un’amministrazione responsabile è trovare un equilibrio tra tutela delle fasce più deboli e sostenibilità dei conti pubblici. È esattamente ciò che è stato fatto in questi anni.
Se poi si vuole aprire una discussione seria sulla pressione fiscale, sarebbe utile guardare anche al livello nazionale e alle scelte del Governo. Perché mentre ai Comuni si chiede di garantire servizi, assistenza, scuole, sicurezza urbana, manutenzioni e sostegni sociali, le risorse trasferite agli enti locali non crescono in modo adeguato rispetto ai bisogni reali delle comunità. Scaricare tutto sui Comuni, e poi accusarli di non fare abbastanza, è troppo comodo.
Le opinioni sono sempre legittime. Ma i fatti restano fatti: a Lecco quasi un cittadino su due non paga l’addizionale comunale Irpef e il Comune continua a investire milioni di euro ogni anno per sostenere chi è più in difficoltà.
PD Città di Lecco
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