Commissione consiliare congiunta convocata martedì 17 marzo. All’ordine del giorno il partenariato pubblico-privato per il centro sportivo Bione
Secondo Lorella Cesana (Lecco Ideale) “la città chiede di fermarsi e ascoltare”, mentre Orizzonte per Lecco accusa la giunta di “forzare le tappe”
LECCO – La riqualificazione del centro sportivo del Bione torna al centro del confronto politico cittadino e approda in commissione consiliare congiunta. Il Comune di Lecco ha infatti convocato la prima, la seconda e la quarta commissione per esaminare la proposta di partenariato pubblico privato legata al futuro dell’impianto sportivo cittadino e affrontare anche un secondo punto dedicato alla palestra di arrampicata “Daniele Chiappa”.
La riunione è fissata per martedì 17 marzo alle ore 18 nella sala consiliare del municipio. All’ordine del giorno figura innanzitutto la procedura di esame della proposta di partenariato pubblico privato che riguarda la progettazione esecutiva, la riqualificazione, la manutenzione, la gestione e il finanziamento del centro sportivo “Lecco – Bione”, anche attraverso la locazione finanziaria di opera pubblica, secondo quanto previsto dalle norme del Codice dei contratti pubblici. La discussione dovrà portare alla valutazione della dichiarazione di pubblico interesse dell’intervento.
Sul tema interviene la capogruppo della civica di minoranza Lecco Ideale Lorella Cesana, che esprime una posizione fortemente critica rispetto al percorso avviato dall’amministrazione guidata dal sindaco Mauro Gattinoni. Secondo Cesana, la scelta di procedere verso la dichiarazione di pubblica utilità del progetto avverrebbe “nonostante la città stia chiedendo di fermarsi, ascoltare e correggere una scelta che appare sempre più sbagliata, opaca e scollegata dai bisogni reali dello sport lecchese”.
La consigliera sottolinea come negli ultimi giorni si sia sviluppata una mobilitazione trasversale, citando la petizione promossa da un cittadino (Alberto Varni, ndr) che “ha superato le mille firme in meno di dieci giorni”. Un segnale che, secondo Cesana, richiamerebbe le critiche sollevate da diverse associazioni sportive “sulla riduzione degli spazi, sull’eccessiva impronta commerciale del progetto e sulla sproporzione dell’offerta rispetto alle esigenze delle discipline storiche della città”.
Nel suo intervento la capogruppo evidenzia anche alcune criticità economiche e gestionali del progetto, stimato in oltre 30 milioni di euro, citando “un modello gestionale sbilanciato verso attività a pagamento, un ristorante da 200 posti, un centro fitness privatistico e una piscina che richiederà ulteriori investimenti”. Cesana parla inoltre di “un metodo amministrativo che lascia sgomenti”, con “riunioni segretate all’ultimo minuto, documenti resi disponibili con ritardo e assenza di un confronto reale con il Consiglio comunale e con le società sportive”.
Da qui la richiesta di fermare il percorso e aprire un confronto più ampio. “Il Bione è un bene pubblico strategico. È la casa dello sport lecchese, non un terreno di sperimentazione per operazioni finanziarie sbilanciate o per progetti che privilegiano logiche commerciali rispetto alla funzione sociale dello sport”, afferma Cesana, aggiungendo di attendersi che l’amministrazione “ascolti la città” e presenti “un progetto sostenibile, condiviso e rispettoso delle esigenze delle società sportive e dei cittadini”.
Critiche analoghe arrivano anche dal gruppo civicio sempre di minoranza Orizzonte per Lecco, che contesta la decisione della giunta di accelerare il percorso verso l’approvazione della dichiarazione di pubblico interesse. “A poco più di due mesi dal termine del mandato – affermano – ignorando tutte le osservazioni e le perplessità generate nel merito e nel metodo, l’amministrazione forza le tappe per imporre l’approvazione della procedura di partenariato pubblico privato”.
Secondo Orizzonte per Lecco l’operazione sarebbe stata presentata solo poche settimane fa e avrebbe già fatto emergere “enormi criticità e perplessità”, tra cui la riduzione degli spazi per alcune discipline, i costi considerati molto elevati per le casse comunali e un rischio d’impresa “totalmente sbilanciato sul pubblico”. Critiche che, sottolinea il gruppo, arriverebbero non soltanto da alcune forze politiche ma anche da numerose società sportive che frequentano abitualmente il centro del Bione.
Nel documento il gruppo consiliare, che candida Mauro Fumagalli alle prossimi elezioni comunali, accusa l’amministrazione di aver scelto “la strada opposta a quella dell’ascolto”, accelerando il percorso verso il passaggio in Consiglio comunale. “Quanto sta accadendo non è accettabile”, affermano, paragonando la vicenda ad altri dossier cittadini come l’hub dei bus, il Pgt e i progetti delle aree ex Leuci ed ex Deutsche Bank.
Orizzonte per Lecco rilancia quindi la richiesta di lavorare a “un’idea alternativa”, che preveda “aree realmente adeguate per le discipline più penalizzate e una forma di investimento maggiormente equilibrato e meno rischioso per le casse comunali”.
Il secondo punto all’ordine del giorno della commissione riguarda invece la palestra di arrampicata “Daniele Chiappa” e la proroga della durata della concessione del diritto di superficie alla Comunità montana Lario orientale Valle San Martino, prevista dalla convenzione stipulata il 5 marzo 1999.
La seduta è stata convocata dal presidente del Consiglio comunale Roberto Nigriello.
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