Migliorato il vecchio impianto di via Buozzi

Scarichi a norma e risolto il problema delle emissioni olfattive

LECCO – C’è voluto diverso tempo e consistenti investimenti, per oltre un milione di euro, ma oggi il depuratore di Lecco ha tutti i valori nella norma e anche il problema dei dovrebbe essere stato finalmente risolto.

Un impianto vetusto quello di via Buozzi, le opere civili come ricordano i tecnici risalgono agli Settanta, e sottodimensionato per servire una popolazione che è crescita negli anni.

I consiglieri comunali in visita all’impianto di depurazione

Mercoledì pomeriggio, i consiglieri comunali, insieme al sindaco Virginio Brivio e gli assessori Alessio Dossi e Lorenzo Goretti, hanno fatto visita alla struttura, guidati dal presidente di Lario Reti Holding, Lelio Cavalier, e gli ingegneri incaricati della conduzione dell’impianto.

Uno dei primi interventi realizzati in questi ultimi anni, ha ricordato Cavalier, è stata l’installazione di un sistema di denitrificazione, il primo trattamento a cui sono sottoposti i reflui che arrivano al depuratore e che, fino al 2017, era assente nell’impianto lecchese.

In questi ultimi, spiegano da LRH, si è provveduto a chiudere il ciclo dell’azoto con una riconversione delle linee di digestione dei fanghi e questo ha consentito di rientrare nei parametri di legge per una delle due linee presenti. Sulla seconda linea i lavori si concluderanno ad aprile.

I consiglieri comunali Massimo Riva, Filippo Boscagli e Emilio Minuzzo

Nel 2018 si è intervenuti anche sul comparto di ossigenazione, che consente di favorire la degradazione della frazione organica e l’abbattimento delle cariche inquinanti, con l’installazione di nuovi sistemi più moderni.

Con i nuovi macchinari, migliori prestazioni e risparmi

“I macchinari di cui disponeva l’impianto di Lecco erano obsolete – ha spiegato Cavalier – le nuove attrezzature hanno consentito non solo il miglioramento delle performance ma anche un risparmio economico annuo di 200 mila euro”.

La quantità di fanghi prodotti dall’impianto, si legge nei dati di LRH, è infatti diminuita passando dalle 5,4 mila tonnellate del passato e una frazione di secco tra le 13/15% alle attuali 3,4 mila tonellate annue al 22/24% di secco, consumando meno acqua.

Un biofiltro per ridurre gli odori

Infine gli odori, quanto di più evidente disturba il cittadino e che in passato aveva spinto i residenti della zona anche ad una raccolta firme: un problema che finalmente dovrebbe essere stato risolto.

“Per abbattere le emissioni e ridurre i disagi, è stato installato un nuovo trattamento per i liquami in ingresso e nella fase finale del trattamento – ha spiegato l’ing. Maurizio Murari, responsabile tecnico dell’impianto – si tratta di un sistema a biofiltro che sfrutta i batteri presenti sui gusci delle conchiglie, in grado di ossidare e metabolizzare le sostanze odorigene, controllando la qualità dell’aria in uscita”.

L’ing. Murari, responsabile tecnico dell’impianto

Va sottolineato che, nonostante queste migliorie, l’impianto fin dal 2000 non gode dell’autorizzazione allo scarico, cosa che ovviamente avviene regolarmente, ora con la sicurezza di avere tutti i valori a norma. Il progetto per un nuovo depuratore resta al momento nel cassetto, si attende ancora di trovare un’area idonea, anche complementare all’attuale, per realizzare la nuova struttura.