Quattro le direttrici indicate dal candidato sindaco sostenuto dalla coalizione di centrosinistra: una città che cresce, protegge, respira e ispira
Al centro della proposta 67 punti programmatici, dieci dei quali già illustrati, per accompagnare Lecco fino al 2031
LECCO – “Sono davvero contento di vedervi qui, in questo parco che è un posto meraviglioso, come vedete, perché è un posto della comunità, è un posto della città, è un posto che dice molto di noi lecchesi”. Mauro Gattinoni ha aperto così, ieri pomeriggio, la presentazione del programma elettorale della coalizione di centrosinistra che lo sostiene nella corsa per un secondo mandato da sindaco di Lecco alle elezioni comunali 2026.

L’appuntamento si è svolto ieri, venerdì 17 aprile alle ore 18, al parco di via Monsignor Polvara, nel quartiere di Belledo, scelto come cornice simbolica per raccontare l’idea di città che la coalizione intende costruire da qui al 2031. Un luogo, ha spiegato lo stesso candidato, capace di rappresentare la comunità lecchese, il verde, la presenza delle famiglie, dei giovani e dei bambini, ma anche la convivenza tra case, scuole, spazi pubblici e realtà produttive.

Ad aprire l’incontro è stato Pietro Radaelli, segretario regionale dei giovani Democratici: “Il programma elettorale l’abbiamo chiamato ‘Una città che guarda avanti’“. Gattinoni ha quindi rivendicato il senso politico dell’appuntamento: “Oggi noi abbiamo un dovere nei confronti dei lecchesi: raccontare ai lecchesi cosa vogliamo fare da qui al 2031. E abbiamo un dovere fortissimo, proprio in virtù di quanto già abbiamo realizzato dal 2020 ad oggi”.

Alla base del progetto politico c’è una coalizione composta da Partito Democratico, Fattore Lecco, Alleanza Verdi e Sinistra e AmbientalMente. Lo stesso Gattinoni l’ha definita “un patto ideale, ma anche un patto pragmatico e programmatico”, da cui prende forma il programma “Una città che guarda avanti”. Il candidato ha sintetizzato la visione della coalizione in quattro grandi coordinate: “La prima: abbiamo in mente una città, una Lecco, che cresce. Poi una Lecco che protegge, una Lecco che respira e una Lecco che inspira”.

Sul tema della crescita, Gattinoni ha sottolineato la necessità di non restare immobili di fronte ai cambiamenti: “Il mondo sta cambiando, sta cambiando in maniera pazzesca, lo vediamo continuamente. E la cosa peggiore è stare fermo quando tutto cambia. Se tu stai fermo, perdi posizione”. Per il candidato, una città che cresce deve tenere insieme istruzione, cultura, università ed esigenze delle imprese, perché “la crescita, sì, è anche una crescita economica. È una crescita di ricchezza, di stipendio e quanto mai ce n’è bisogno”.
La seconda direttrice è quella di una città che protegge. “Una città in cui ciascuno trova la sua misura – ha detto Gattinoni, parlando di quartieri, famiglie, comunità scolastiche e istituzioni capaci di intervenire – con l’attenzione giusta nel momento giusto con rispetto”. In questa visione rientrano la sicurezza, l’attenzione agli anziani, alle fragilità, alle persone con disabilità, ai bambini sulle strade e la capacità di accogliere i “nuovi lecchesi” senza rinunciare alla propria identità.

Poi la città che respira: “Una città che respira vuol dire una città che sa muoversi col ritmo giusto, prendersi le pause giuste quando serve”. Il candidato ha collegato questa idea alla qualità dell’aria, dell’acqua, del suolo, dell’abitare, alle scelte energetiche, ai rifiuti e alla qualità del costruito, con un richiamo esplicito al rispetto dovuto alle generazioni future.
Infine la città che ispira: “Non solo per la bellezza, per il contesto unico da cartolina instagrammabile, si direbbe oggi, che è capace di attrarre e di affascinare, ma ispira verso una serie di potenzialità di cui Lecco è già stata capace nella sua storia”. Gattinoni ha citato l’industria, il Politecnico, i talenti sportivi, culturali e artistici dei giovani come elementi fondanti di una città in grado di moltiplicare il futuro attraverso la cultura.

Nel corso dell’incontro, il candidato ha ricordato che il programma si compone di 67 punti, oltre a quattro piattaforme strategiche. “Tre le conosciamo già, che sono il Lungolago, la Piccola e i Piani d’Erna“, ha spiegato, precisando che su questi luoghi sono già stati avviati investimenti e che altri ne seguiranno. La novità indicata da Gattinoni è la quarta piattaforma: “La quarta piattaforma l’abbiamo nobilitata, la piattaforma è il Bione. È centro sportivo, perché non è solo centro sportivo. Per noi lo sport è educazione e quindi il Bione è anche centro educativo, è centro ricreativo, è centro artistico, è anche piattaforma di cultura e di eventi”.
Dopo l’intervento del candidato, la serata è entrata nel vivo con la presentazione dei primi 10 punti del programma, illustrati dai rappresentanti delle quattro forze politiche della coalizione.

Per Alleanza Verdi e Sinistra, Emanuele Manzoni ha affrontato il tema della casa e del sostegno a chi si prende cura degli altri. “In questi anni abbiamo visto aumentare il tema, il problema della casa. Abbiamo visto progressivamente una città purtroppo diventare espulsiva per certi versi per persone che faticano a continuare a vivere nella nostra città”, ha affermato. Il consigliere ha spiegato che il tema abitativo riguarda non solo i nuclei in difficoltà, ma l’intera tenuta sociale della città: “Quando non possono trovare casa a Lecco infermieri, insegnanti, assistenti sociali, operatori sociali, la nostra città si fa più debole, più fragile e diventa una città del privilegio”.
Sul piano operativo, Manzoni ha annunciato un obiettivo preciso: “Noi vogliamo impegnarci a recuperare 20 appartamenti all’anno per i prossimi 5 anni, andando ad azzerare lo sfitto presente nella nostra città”. La proposta passa attraverso il recupero del patrimonio pubblico, andando oltre i convenzionamenti con ALER, e intervenendo anche sulla qualità dell’abitare popolare e sulle manutenzioni ordinarie troppo spesso segnalate dai residenti.
Sempre sul fronte abitativo, Manzoni ha parlato anche di una misura rivolta ai giovani: “L’impegno che ci prendiamo è quello di un bonus di 600 euro all’anno per i primi due anni per tutti i ragazzi e le ragazze under 36 che usciranno dai nuclei familiari cittadini di Lecco andando ad abitare in autonomia, oppure che abitando in altre città, in altri paesi, sceglieranno Lecco per abitare”. A questo ha affiancato il tema dei caregiver, proponendo “progetti speciali con dei periodi di sollievo” per chi ogni giorno si occupa della fragilità.

Per AmbientalMente, Renata Zuffi ha sviluppato il concetto di una Lecco che respira. “Quando diciamo Lecco che respira intendiamo non solo uno slogan ma una realtà concreta. Quello che vogliamo è che non siamo noi a subire il cambiamento climatico ma a governarlo”. Tra le proposte annunciate, quella degli spazzini di quartiere, immaginati come figure capaci di aiutare a tenere pulita e decorosa la città nella quotidianità, insieme alle realtà sociali e ai cittadini.
Zuffi ha anche rilanciato il tema del consumo di suolo zero e delle infrastrutture verdi, spiegando che “decidere di avere cementificazione zero vuol dire avere infrastrutture verdi”. In questo quadro ha illustrato la visione di “un parco urbano di 5 ettari” capace di collegare Villa Gomes, Villa Ponchielli, Maggianico, il Bione e il resto della città, attraverso percorsi verdi e camminamenti pedonali.

Per Fattore Lecco, Alessandra Durante ha posto al centro dell’intervento i più piccoli e i giovani. “Abbiamo investito tantissimo sull’infanzia perché gli studi dimostrano che una città attenta ai bisogni dei più piccoli è una città che a cascata ha un impatto positivo su tutte le generazioni”. Il primo progetto annunciato riguarda la mensa scolastica: “Abbiamo l’intenzione di investire su una qualità migliore della mensa”, ha spiegato, precisando che l’obiettivo è rispondere alle richieste emerse dall’ascolto di genitori e bambini.
Durante ha aggiunto che la coalizione intende investire in un centro di cottura comunale in un monitoraggio costante del servizio, con particolare attenzione allo spreco alimentare, che si punta a ridurre drasticamente. Il secondo progetto illustrato è stato Target 12, rivolto alla fascia preadolescenziale: “Andremo a investire in percorsi di orientamento, in supporto studio, compiti. Avremo un progetto di scuole aperte“. Un’idea pensata per allungare il tempo educativo oltre l’orario scolastico, contrastando isolamento e chiusura dei ragazzi nelle sole relazioni digitali.
Infine, Durante ha presentato anche il Palalecco, definendolo “una proposta di luogo nella fase due dello sviluppo della Piccola”, uno spazio da 1.500 posti integrato con il futuro parco urbano e pensato per ospitare grandi eventi ma anche attività delle associazioni e dei giovani.

Il Partito Democratico ha sviluppato invece i temi della cultura, della mobilità e della sicurezza. Salvatore Rizzolino ha rivendicato il valore della prima come asse portante della trasformazione urbana: “La cultura è il vero motore di trasformazione della società”. Ha ricordato il lavoro compiuto in questi anni sul Teatro Sociale e su Villa Manzoni, spiegando che ora la città dispone di “due nuovi luoghi rinnovati per la diffusione della cultura, per la elaborazione della cultura”.
La prospettiva delineata è quella di una programmazione più intensa e diffusa: “Una programmazione culturale che nasca non da iniziative estemporanee, ma che nasca dal mettere in rete tutte le risorse della città”. Rizzolino ha parlato di una cultura da costruire insieme ad associazioni, parrocchie, scuole, enti e soggetti economici, ribadendo che “la cultura è anche una vera e propria industria”. In questo disegno, ha indicato la Fondazione Teàrte come perno della futura programmazione culturale cittadina.

Simona Piazza ha poi affrontato due dei nodi più sentiti del dibattito pubblico: parcheggi e sicurezza. Sul primo fronte ha richiamato il Pums, spiegando che nei prossimi anni si dovrà “darne atto e completezza”. Tra i punti illustrati figurano parcheggi di scambio tra gomma e ferro, l’individuazione di nuove aree di sosta nei rioni, tariffe agevolate per lavoratori e residenti, la riqualificazione dell’area del Serpentino di via Parini, nuovi spazi per le biciclette e aree dedicate alle moto.
Sulla sicurezza, Piazza ha chiarito l’impostazione della coalizione: “La nostra idea di sicurezza è un’idea diffusa”. Non soltanto controllo e presidio da parte delle forze dell’ordine e della polizia locale, ma anche prevenzione, rigenerazione urbana, comitati di vicinato, reti sociali, educatori di strada, lavoro con scuole e famiglie contro la devianza minorile e potenziamento delle unità di strada per affrontare marginalità e dipendenze. “Ogni cittadino ha il diritto di sentirsi sicuro nella propria città, la sicurezza vuol dire libertà e dunque la libertà vuol dire miglior qualità della vita”, ha concluso.

In chiusura, Mauro Gattinoni è tornato a sintetizzare il significato politico della serata: “Credo però che quello che abbiamo detto, che vi abbiamo illustrato, davvero tratteggi un percorso coerente, bello, armonico rispetto a quanto abbiamo già fatto e che ci dà una reputazione forte e anche una responsabilità forte”. Un passaggio con cui il sindaco uscente ha voluto sottolineare il filo che lega il lavoro svolto dall’amministrazione uscente alla proposta per il futuro.
L’ultimo messaggio è stato affidato a una formula volutamente semplice e diretta: “Lecco ci aspetta, Lecco vi aspetta, noi insieme guardiamo avanti“. Una dichiarazione che riassume l’ambizione della coalizione di centrosinistra: presentarsi alle elezioni comunali del 2026 con un progetto organico, costruito attorno a una città che vuole crescere, proteggere, respirare e ispirare.
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