A Oto Lab la presentazione del programma del candidato sindaco Giovanni Colombo: “Non contro qualcuno, ma per Lecco”, con focus su Bione, parcheggi, viabilità e sicurezza
L’ex sindaco Bodega, capolista, rilancia la metropolitana leggera: “Un riferimento utile per una mobilità più efficiente e connessa”
LECCO – Questa mattina, negli spazi di Oto Lab nel rione di Rancio, il candidato sindaco Giovanni Colombo ha presentato il programma elettorale della lista “Patto per il Nord”, aprendo ufficialmente la sua campagna in vista delle elezioni comunali di Lecco in calendario il 24 e 25 maggio.
All’incontro erano presenti i vertici del movimento: il segretario federale Paolo Grimoldi, il presidente federale Roberto Bernardelli, il vice segretario Jonny Crosio e il responsabile Lombardia Matteo Raffaele Baraggia nonché sindaco di Aicurzio. Presenti anche i candidati della lista, tra cui il capolista Lorenzo Bodega, già sindaco della città dal 1997 al 2006.

Un intervento lungo, a tratti diretto e volutamente concreto, costruito su un forte richiamo personale alla città e su un’impostazione operativa. “Non siamo qui per caso”, esordisce Colombo, spiegando come la scelta di Oto Lab non sia casuale ma legata alla storia produttiva di Lecco: un luogo che “racconta le radici del territorio” e che per questo assume un valore simbolico. Da qui la motivazione della candidatura, maturata “dopo oltre trent’anni di attività lavorativa” con l’idea di mettere a disposizione esperienza e conoscenza diretta della città: “Quando il mio movimento, di cui sono socio fondatore, mi ha chiesto la disponibilità, ho accettato subito. È una sfida che va affrontata“.
Nel suo intervento entra anche la dimensione personale e politica che lo lega a Bodega, evocata attraverso un aneddoto familiare: i loro padri che “si incontravano per parlare di Lecco”, a indicare una continuità di attenzione verso la città che oggi prosegue con una nuova fase amministrativa. Una candidatura costruita in poche settimane — “siamo partiti tre settimane fa” — ma rivendicata come scelta precisa: “non fare una campagna contro qualcuno, ma per Lecco e per i lecchesi, mettendo al centro progetti, competenze e visione”.
Il programma illustrato si articola attorno a cinque direttrici — “una città ambita, magnetica, innovativa, efficiente e unita” — che Colombo declina con un linguaggio volutamente concreto. “L’idea di fondo è quella di una città che torni a essere ‘casa’, quindi pulita, curata, rispettata, capace di attrarre senza rinunciare alla propria identità”. In questo senso si inserisce anche la proposta di posizionamento del lago come “Fiordo d’Italia”, “un marchio distintivo per collocare Lecco su un piano internazionale”.
Accanto alla visione, il candidato insiste sul metodo: non ripartire da zero ma “migliorare ciò che funziona e cambiare ciò che non funziona”. È il caso dei parcheggi, tema ricorrente nel dibattito cittadino: Colombo cita il progetto parcheggi di Piazza Mazzini, “fermo da vent’anni in un cassetto”, sostenendo che “si può realizzare lì, un parcheggio da 300 posti in meno di due anni senza necessità di nuove idee ma con la capacità di decidere”. Lo stesso approccio viene applicato ad altri interventi già previsti ma mai completati, come la passerella di collegamento tra le Meridiane e il centro, “già finanziato e mai realizzato. Fondamentale per una città che — sottolinea — deve essere connessa, non spezzata”.
Il nodo delle infrastrutture diventa centrale nella sua analisi, in particolare sulla Lecco-Bergamo, definita “un esempio evidente di inefficienza”: dodici anni di blocco e disagi continui per i residenti. Qui il tono si fa più netto: “non è più accettabile”. L’impegno è operativo: “la prima cosa che farò da sindaco sarà chiamare Anas e chiedere tempi certi”. E se necessario, aggiunge, si adotteranno azioni eclatanti per sbloccare la situazione, richiamando esplicitamente l’esperienza del sindaco di Dante De Capitani: “Se sarà necessario sarò io il primo a scendere in strada e bloccare la viabilità per protesta finchè non ci daranno retta”.
La stessa logica viene applicata al tema del nuovo ponte di ingresso alla città, giudicato incompleto e inefficace. “Non esiste un ponte monodirezionale”, osserva, utilizzando un’immagine semplice: “lo sa anche un bambino quando gioca coi Lego che i ponti hanno due corsie: una in entrata e una in uscita”. Senza un sistema viabilistico completo, sostiene, l’opera “non ha risolto il problema”, nonostante le risorse investite. Da qui la richiesta di maggiore coordinamento tra istituzioni e la necessità di “seguire i progetti fino in fondo”.

In questo quadro infrastrutturale si inserisce anche il contributo di Bodega, richiamando un progetto già ipotizzato in passato per una metropolitana leggera di superficie a servizio del territorio. L’idea, elaborata a suo tempo dall’architetto Roberto Rizzini, prevedeva una linea con fermate intermedie diffuse e collegamenti da Vercurago e Calolziocorte verso Abbadia e Mandello, attraverso stazioni essenziali ma funzionali. “Un sistema pensato come trasporto metropolitano leggero, in grado di migliorare l’accessibilità in entrata e in uscita da Lecco e di integrarsi anche con la direttrice verso Oggiono, dove già oggi i collegamenti ferroviari consentono tempi di percorrenza contenuti su tratte brevi”. Un’ipotesi che, nelle parole di Bodega, resta un riferimento utile per ripensare la mobilità locale in chiave più efficiente e connessa.
Ampio spazio anche al tema della sicurezza, affrontato in chiave strutturale. Colombo parla di un modello stabile — definito “modello Giuliani” — e della necessità di garantire continuità nei controlli, in particolare nell’area della stazione: “la zona rossa deve esserci sempre”. Il ragionamento si lega direttamente allo sviluppo della città: “se vogliamo attrarre turismo e investimenti, anche di fascia alta, non possiamo avere degrado sotto le finestre”. Ma la sicurezza, sottolinea, passa anche dalla qualità urbana: “più la città è curata, meno spazio c’è per il degrado”.
Nel suo intervento emergono anche esempi concreti di gestione dello spazio pubblico, come quello delle moto sul lungolago: “servono regole chiare”, anche impopolari se necessario, perché “non si può occupare ogni spazio senza criterio”. Un approccio che Colombo rivendica apertamente, sostenendo che “anche piccole scelte possono cambiare la qualità della vita”.
Tra i progetti strategici figura il rilancio del Bione, definito senza mezzi termini una struttura oggi inadeguata, da trasformare in una vera “Sport Arena” attraverso una collaborazione tra pubblico e privato. “È così che si creano strutture moderne”, osserva, indicando nella sinergia con operatori economici una leva per riqualificare servizi e attrattività.
Non manca il capitolo sulla formazione e sull’identità futura della città: Colombo propone una facoltà di “Economia dei laghi”, sul modello di esperienze europee, per attrarre studenti e rafforzare il legame tra università e territorio, mettendo in rete realtà già presenti come Politecnico e CNR.
Il filo conduttore resta quello dell’efficienza e della capacità decisionale. “I problemi vanno affrontati e risolti”, ripete più volte, contrapponendo la propria impostazione a una gestione che, a suo giudizio, si è fermata alla fase dei finanziamenti senza portare a termine le opere. La campagna elettorale si muove su questa linea: “non contro qualcuno, ma per la città”, senza entrare nel merito degli avversari. “Non mi interessa da che parte stai — conclude — io sto con Lecco, con chi lavora e con chi vive ogni giorno questa città”.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il segretario federale Paolo Grimoldi, che ha collocato la proposta locale in un quadro più ampio, denunciando “la mancanza di rappresentanza per la parte produttiva del Paese” e indicando come priorità la riduzione della pressione fiscale e gli investimenti nella sanità. Un’impostazione che il movimento porta avanti a livello territoriale, presentandosi “in circa cinquanta comuni” con l’obiettivo di costruire una proposta politica radicata nei territori e alternativa a dinamiche decisionali centralizzate.
In chiusura Lorenzo Bodega ha richiamato il lavoro organizzativo svolto in queste settimane, ringraziando candidati, volontari e amministratori. Un passaggio accompagnato da una riflessione sul metodo: “Noi lavoriamo all’interno di un contenitore politico e dentro una cornice ben definita, ma quello che conta è la determinazione nel fare le cose. Quando si decide di fare qualcosa, la si fa”.
Un passaggio che si accompagna a una presa di posizione sui precedenti amministratori: “Ho fatto il sindaco e non mi permetto di criticare chi è venuto dopo di me. Sono convinto che tutti abbiano lavorato per il bene della città, non contro qualcosa”. Tuttavia, la differenza viene indicata nella capacità di portare a termine le scelte: “Quando si inserisce un’opera nel programma elettorale, la si realizza”.
Da qui anche una sottolineatura politica a chiusura della presentazione: “Forse siamo più fortunati perché siamo una lista unica, non dobbiamo rispondere alle segreterie di partito o a equilibri interni. Possiamo agire subito, senza attendere indicazioni dall’alto”. La conclusione è netta: “C’è un programma, lo seguiremo con determinazione e fermezza. Pensiamo di avere la capacità per farlo, e Giovanni ha anche la competenza tecnica per riuscirci”.


RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL




































