“Ha vinto la Costituzione della Repubblica italiana”, commenta Gian Mario Fragomeli dopo il risultato del referendum sulla giustizia
Il Comitato del NO: “la carta costituzionale è un patrimonio collettivo e non solo di una parte”
LECCO – Con gli scrutini ormai in via di conclusione, il referendum sulla giustizia sancisce la vittoria del “No”, con un esito che respinge le modifiche proposte e riapre il confronto politico sul tema delle riforme istituzionali. Dal territorio lecchese arrivano le prime reazioni.

“Ha vinto la Costituzione della Repubblica italiana, ha preso una spallata chi voleva cambiarla a colpi di maggioranza, facendo venire meno l’equilibrio dei poteri e il riconoscimento del ruolo di garanzia della magistratura. Oggi è una giornata felice e importante, che segna la storia del Paese. Lo è per il risultato, che è netto, ma anche per la partecipazione, che rinvigorisce la nostra democrazia”, dichiara Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale e vicesegretario regionale del Partito democratico.
Sulla stessa linea il Comitato provinciale lecchese “Società civile per il No”, che parla di “una scelta consapevole da parte delle cittadine e dei cittadini” e di “un risultato importante” maturato anche grazie a “una più ampia partecipazione al voto”. Il Comitato sottolinea come “non lo consideriamo un punto di arrivo, bensì il risultato di un percorso costruito giorno dopo giorno sul territorio”, rivendicando una campagna “fondata sul confronto, sull’ascolto e sull’approfondimento”.
Nel merito, viene evidenziato che “non abbiamo cercato scorciatoie né semplificazioni”, ma “provato a entrare nel merito delle questioni, evidenziando le criticità delle modifiche proposte e le possibili conseguenze sul sistema della giustizia e sull’equilibrio tra i poteri”. Per i promotori del No, “la carta costituzionale è un patrimonio collettivo e non solo di una parte”.
Il Comitato sottolinea inoltre che “la vittoria del No non chiude il tema della giustizia. Lo riapre”, indicando la necessità di “interventi seri, equilibrati e condivisi”, tra cui il rafforzamento degli organici, la stabilizzazione del personale e l’efficientamento delle procedure.
Infine, l’avvertimento sul piano politico-istituzionale: “ogni tentativo di distorcere il nostro quadro istituzionale verso un disegno autoritario ci vedrà sempre pronti alla mobilitazione”.



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