Fragomeli: “Trenord arrogante con chi fa i conti tutti i giorni con il servizio”

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Gian Mario Fragomeli

La lettera di Trenord ai pendolari, le critiche dell’onorevole lecchese Fragomeli (PD)

“Chi non è stato in grado di gestire l’ordinario, sarà capace di gestire il rilancio del servizio con i fondi del PNRR?”

LECCO – “È sinceramente sconfortante l’arroganza con cui i vertici Trenord hanno tentato di screditare il giudizio dato loro da chi il treno lo utilizza quotidianamente per recarsi al lavoro e a scuola. Non si tratta solo di numeri ma di persone che hanno la reale percezione della gravità della situazione e che hanno quindi tutto il diritto di denunciare quanto sia in realtà avvilente la situazione del trasporto ferroviario lombardo”.

Gian Mario Fragomeli, deputato lecchese della Brianza e capogruppo PD in Commissione Finanze alla Camera, commenta così la risposta data da Trenord alla lettera recentemente inviata all’azienda dalle associazioni dei pendolari per lamentare disagi e disservizi.

“È del tutto inutile negarlo – prosegue il parlameAntare dem – la responsabilità è da attribuirsi totalmente a Trenord e alla sua mancanza di organizzazione e di visione, soprattutto in un periodo come quello attuale che avrebbe al contrario richiesto una maggiore attenzione ai bisogni degli utenti. Da sottolineare, poi, il silenzio di Regione Lombardia e dell’Assessore ai Trasporti Trezzi, di fatto parimenti responsabili di una situazione divenuta oramai insostenibile. Ritengo sia indispensabile – e quanto mai urgente, tanto da parte di Trenord quanto della Regione – un cambio di modalità nella gestione di quello che è un servizio fondamentale per tutto il nostro territorio”.

“L’ammodernamento della reti ferroviarie è uno dei principali obiettivi del PNRR per la riduzione delle emissioni e dell’inquinamento ambientale. Alla Lombardia, a questo scopo, saranno erogati 1,7 miliardi di euro, da destinarsi alla realizzazione di diverse infrastrutture e di opere per la mobilità sostenibile. Di questi, circa 442 milioni saranno destinati agli interventi tecnici di RFI, Rete Ferroviaria Italiana; 79,4 milioni agli interventi sulle linee ferroviarie regionali; 64,6 milioni al rinnovo dei treni per il trasporto pubblico locale e 6,1 milioni alle ferrovie storiche”.

“A questo punto, quindi – conclude Fragomeli – credo sia più che lecito porsi una domanda: chi non è stato in grado di garantire una corretta amministrazione dell’ordinario servizio ferroviario, sarà in grado di gestire il rilancio di tutto il settore del trasporto pubblico attraverso i fondi messi messi a disposizione dal PNRR? Ho i miei dubbi che la risposta possa essere positiva. E di questo sono sinceramente preoccupato”.