Intervista al neo sindaco Filippo Boscagli
“A maggio ho avuto la certezza che avremmo potuto davvero vincere le elezioni”
LECCO – Dopo quindici anni il centrodestra torna a guidare Lecco. Filippo Boscagli, eletto sindaco al ballottaggio, ha iniziato il suo mandato senza perdere tempo: proclamato martedì mattina, pochi minuti dopo era già in ufficio per affrontare le prime urgenze amministrative. Tra la formazione della giunta, i progetti sulla viabilità, il tema sicurezza e il rapporto con i lecchesi, il nuovo primo cittadino racconta i primi giorni alla guida della città e le priorità del suo mandato.
Sindaco, com’è cambiata la sua vita in questi giorni?
Umanamente c’è stato un cambio di vita radicale. Sono passato dall’essere un pendolare innamorato della politica locale a occuparmi a tempo pieno della città. Non avrei mai pensato di arrivare qui quando, vent’anni fa, mi sono seduto per la prima volta in aula come consigliere comunale. Ho iniziato a lavorare immediatamente: martedì alle 9.48 sono stato proclamato sindaco, alle 10 ero già in ufficio e ho iniziato a convocare tutte le aree del Comune. Per ora ho incontrato alcuni dipendenti di diversi settori, sono già stato anche in carcere e al centro diurno per disabili. Inoltre sto chiudendo e firmando atti urgenti che non potevano essere sottoscritti dalla precedente amministrazione per via della campagna elettorale. Sto lavorando tanto.
Che impressione ha avuto della macchina comunale dopo questi primi incontri?
Ho avuto incontri molto interessanti. Credo che la macchina comunale possa lavorare bene. È però ancora presto per fare una valutazione completa.
È stato difficile lasciare il suo lavoro alla Camera di Commercio di Milano?
Sì, perché il mio lavoro mi è sempre piaciuto tantissimo. La prossima settimana andrò a salutare i miei colleghi. Sono in aspettativa ormai da un mese e mezzo, la campagna elettorale è stata intensissima. Credo di aver vinto anche per come abbiamo fatto la campagna: una candidatura credibile, un lavoro di squadra importante. Abbiamo macinato chilometri e, in cinquanta giorni, organizzato più di 300 incontri incontrando circa 3.500 persone.
Secondo lei che errore ha commesso l’amministrazione precedente che lei non ripeterà?
Una cosa fondamentale: non bisogna mai interrompere il contatto diretto con le persone. Lecco ha una dimensione tale per cui, pur nella complessità, è necessario mantenere questa relazione. Gli incontri con i cittadini sono stati illuminanti per me e per tutta la squadra. Abbiamo integrato parti del programma strada facendo, sulla base di ciò che emergeva dai confronti. La gente bisogna incontrarla, altrimenti non si capisce davvero di cosa abbia bisogno. Tutti noi abbiamo concluso la campagna elettorale diversi da come l’avevamo iniziata, cresciuti. Abbiamo accumulato un patrimonio enorme di conoscenze e relazioni.
Che insegnamento porta con sé da suo zio Giulio Boscagli, già sindaco di Lecco dal 1986 al 1993?
Mio zio era un uomo di grande cultura e di enorme dedizione. Ricordo il sacrificio con cui affrontava ogni impegno. Ha sempre considerato la politica un servizio ed è sempre stato in mezzo alla gente. Non ha mai anteposto interessi di partito o personali a ciò che riteneva fosse la cosa migliore da fare per la città, non a caso si è ritirato relativamente giovane dalla vita politica.

La vittoria se l’aspettava o è stata una sorpresa?
A maggio ho capito che c’erano ottime possibilità di vincere. La risposta delle persone che incontravamo andava oltre ogni aspettativa iniziale. Al primo turno ero certo che saremmo arrivati davanti, con cinque candidati era praticamente impossibile vincere subito, era una questione statistica, ma ero convinto che avremmo chiuso in testa. Al ballottaggio avevamo davanti lo spettro di quei 31 voti di differenza che ci avevano fatto perdere nel 2020 e, va detto, anche la storica difficoltà del centrodestra nel riportare gli elettori alle urne. Durante le due settimane tra primo e secondo turno abbiamo assistito a una campagna molto aggressiva, soprattutto sui social, alla quale non ho mai voluto prestarmi. Girando per la città, però, non percepivamo alcun calo di consenso. I quasi mille voti in più ottenuti al ballottaggio parlano da soli. Vincere con circa 600 voti in più rispetto al primo turno può essere considerato un vero caso di scuola per il centrodestra a Lecco.
Ha sempre detto che da sindaco avrebbe riaperto il Ponte Vecchio in uscita. Quando accadrà?
Presto. Sto aspettando che sia pronto il decreto, questione di giorni. Inizialmente sarà una sperimentazione, anche perché la giunta non è ancora insediata e non possiamo procedere con una delibera. Oggi il ponte è chiuso per 14 ore al giorno e il nostro obiettivo è che in quelle 14 ore sia aperto in uscita. Il decreto prevede che il ponte resti aperto in entrata al mattino, come già avviene, dalle 6 fino alle 11. Da quell’ora fino alla mattina successiva sarà aperto soltanto in uscita, con una pausa di 15 minuti per evitare sovrapposizioni. Poi ci sarà un secondo passaggio: nell’ambito del rinnovo del piano del traffico vogliamo confrontarci con i comuni limitrofi per capire quale sia il modo più intelligente di tenerlo aperto, fermo restando che due corsie contemporaneamente non possono esserci.
E il Ponte Kennedy tornerà a tre corsie?
Quello della terza corsia sul Kennedy è un tema strutturale, non basta un decreto per ripristinarla. Interverremo coinvolgendo Acinque, alla quale chiederemo uno studio per un intervento strutturale. C’è poi il tema del nuovo ingresso da Malgrate, sul quale è già aperto un dialogo con Anas e con i comuni limitrofi. Si tratta di iter complessi, ma confido che il nostro rapporto diretto con il Governo e con gli enti regionali possa dare una mano importante nella gestione di partite che non sono soltanto infrastrutturali ma anche sociali. Ci piacerebbe che Lecco diventasse un luogo in cui nascono buone pratiche, anche sperimentali, sostenute dai livelli istituzionali superiori.

Quando sarà pronta la sua squadra? Ci sono ‘rumors’ che alludono a possibili disaccordi per la distribuzione delle deleghe.
Entro due settimane convocherò il Consiglio comunale e voglio che la giunta sia già seduta al tavolo. Il confronto è aperto ma voglio rassicurare tutti che il dialogo è serenissimo, anche per quanto riguarda la distribuzione delle deleghe in relazione ai risultati ottenuti dalle varie forze politiche. La squadra sarà composta da nove assessori, di cui quattro donne.
I parcheggi sono stati uno dei temi più sentiti dai lecchesi. Qual è il vostro piano?
Nel medio termine c’è il progetto del Serpentino in via Parini. I tempi della progettazione sono quelli che sono e difficilmente sarà pronto prima di due anni. Più in generale, il piano parcheggi parte da un dato di realtà: i lecchesi hanno l’auto e non si può fare finta che non sia così. Io personalmente la uso pochissimo, ma il tema è capire come garantire oggi maggiore sostenibilità e sollievo alla situazione esistente. Possiamo e dobbiamo lavorare per disincentivare l’uso dell’auto, ma resta il fatto che oggi esiste una carenza di posti che va affrontata. Nell’immediato non ho una soluzione pronta, ma stiamo lavorando per trovarla, ragionando e soprattutto confrontandoci con i cittadini.
La sicurezza è stato uno dei vostri cavalli di battaglia. Vedremo presto i militari in città?
Il giorno stesso della proclamazione ho incontrato il prefetto Paolo Ponta, al quale ho già anticipato la volontà di convocare il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza. Presenterò la richiesta ufficiale il prima possibile per un confronto a 360 gradi sulla situazione della città.
Si sta sentendo con l’ex sindaco Mauro Gattinoni in questi giorni?
Sì, certamente. Lunedì è stato il primo a chiamarmi per congratularsi quando l’esito del voto era ormai chiaro e ho apprezzato molto il gesto. Ieri ci siamo incontrati per un paio d’ore: è stato un confronto cordiale e amichevole durante il quale abbiamo analizzato insieme le principali scadenze e le priorità aperte.
Che rapporto avrà con l’opposizione?
Mi auguro ottimo. Da parte mia e della maggioranza c’è la massima disponibilità. Chiunque voglia contribuire in modo costruttivo, senza pregiudiziali, sarà sempre ascoltato e accolto, naturalmente nel rispetto dei ruoli e del mandato che i cittadini hanno espresso con il voto.
Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.
Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.



RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL































