Non si placano le polemiche all’indomani della commemorazione davanti alla lapide di via Pascoli
“Nessuna giustificazione per chi auspica un ritorno alla violenza politica degli Anni ’70, in cui decine di ragazzi persero la vita sotto i colpi dell’odio ideologico”
LECCO – All’indomani della commemorazione in ricordo dei 16 repubblichini fucilati il 28 aprile 1945 nei pressi dello stadio di Lecco non si placano le polemiche. Dopo quanto accaduto il 28 aprile 2025, quest’anno è stato deciso di anticipare la commemorazione al fine di evitare tensioni con gli annunciati cortei organizzati dalla Rete Antifascista Lecchese (poi annullato) e dall’Anpi (in programma oggi alle 17).
Nonostante questo, ieri, un gruppetto di contestatori si è radunato all’imbocco di via Pascoli e, davanti alla Polizia schierata, avrebbe lanciato alcune minacce proprio all’indirizzo dei partecipanti alla manifestazione. E contro queste minacce ha preso posizione il consigliere provinciale Antonio Pasquini, anche lui tra i partecipanti alla commemorazione.
“Nessuna ambiguità davanti alla violenza e al mancato rispetto delle regole. La violenza va condannata sempre, senza zone grigie – ha detto -. L’Anpi e le istituzioni prendano le distanze dai cori urlati ieri allo stadio dagli antagonisti: ’10, 100, 1000 Acca Larentia’ (strage dove morirono nel 1978 a Roma 3 ragazzi ); ‘Ramelli assente’, minacce di morte e altre oscenità che richiamano l’odio politico e la stagione del terrorismo italiano, durante la quale negli Anni ’70 persero la vita decine e decine di ragazzi. Oggi tutto questo non può essere accettato, né tollerato o minimizzato: chi richiama la stagione del terrorismo tradisce i valori fondamentali della convivenza civile e del rispetto umano. Nessuna giustificazione per chi auspica un ritorno alla violenza politica degli Anni ’70, in cui decine di ragazzi persero la vita sotto i colpi dell’odio ideologico”.
Su quanto accaduto è intervenuto anche lo scrittore lecchese Paolo Gulisano con un articolo su suo blog dal titolo “A Lecco gli Antifa esaltano le stragi – Un altro esempio di inciviltà” (LEGGI QUI).


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