Ieri sera alla sala Don Ticozzi il dibattito in vista del voto del 24 e 25 maggio
Una formula innovativa tra domande tematiche, video domande, confronto incrociato e finale ironico: al centro del dibattito mobilità, sicurezza, commercio, casa e servizi
LECCO – La sala Don Ticozzi gremita in ogni ordine di posto, con molte persone rimaste in piedi e un confronto che, per ritmo e formula, ha segnato una netta discontinuità rispetto ai tradizionali dibattiti elettorali. È andato in scena ieri sera il confronto pubblico tra i cinque candidati sindaco della città di Lecco organizzato dal nostro giornale, Lecconotizie, in vista delle elezioni comunali in programma domenica 24 e lunedì 25 maggio.
Ad aprire la serata sono stati i saluti introduttivi del direttore Lorenzo Colombo, seguiti dalla moderazione della giornalista Caterina Franci, che ha guidato il confronto presentando i candidati seduti sul palco in ordine alfabetico, da sinistra a destra: Filippo Boscagli (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Filippo Boscagli Sindaco), Giovanni Colombo (Patto per il Nord), Mauro Fumagalli (Orizzonte per Lecco), Mauro Gattinoni (Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Fattore Lecco, Ambientalmente Lecco) e Francesca Losi (Losi Sindaco – Lista Civica per l’Identità). Lo stesso criterio alfabetico è stato mantenuto per tutto il corso della serata anche nell’ordine delle risposte dei candidati alle domande poste dalla moderatrice e dai cittadini.
Più che un semplice dibattito politico, quello organizzato da Lecconotizie si è trasformato in un confronto dinamico, scandito da tempi serrati, momenti di interazione diretta e una formula innovativa condivisa dagli stessi candidati. Una scelta che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione del pubblico per tutta la durata della serata, alleggerendo progressivamente anche il clima sul palco grazie a un finale capace di strappare sorrisi e risate ai presenti.

La prima parte: due domande su rioni, decoro urbano, viabilità e parcheggi
Ad aprire il confronto sono state le domande della giornalista Caterina Franci, con due temi centrali per il futuro della città: la condizione dei rioni e il nodo traffico-parcheggi.
La prima domanda ha posto l’attenzione sulle periferie e sui rioni, spesso percepiti come marginali rispetto al centro: “Quali interventi specifici intendete attuare per migliorare decoro urbano, servizi di prossimità e manutenzione, e come misurerete pubblicamente i risultati?”.

Filippo Boscagli ha puntato molto sul valore identitario dei quartieri cittadini, parlando della necessità di intervenire sul degrado urbano, sui parchi pubblici e sulla manutenzione ordinaria di strade e illuminazione. Ha richiamato anche il tema dell’invecchiamento della popolazione e della solitudine degli anziani, proponendo nuovi luoghi di aggregazione e il rilancio dei negozi di prossimità. Sul piano operativo ha annunciato la volontà di reintrodurre i consiglieri di quartiere, con un eletto incaricato di seguire stabilmente ciascun rione e riferire periodicamente in consiglio comunale criticità e richieste dei cittadini.

Giovanni Colombo ha insistito sulla necessità di “conoscere davvero” i rioni e le tante località che compongono la città. Ha rivendicato esperienze amministrative del passato, ricordando la realizzazione di piazze nei quartieri e proponendo di destinare una quota fissa del bilancio comunale ai rioni, in modo uniforme. Tra le sue priorità anche il ritorno del poliziotto di quartiere e interventi concreti per collegare meglio le diverse zone della città.

Mauro Fumagalli ha affrontato il tema del decoro distinguendo tre aspetti: organizzazione, controllo e prevenzione. Da una parte ha riconosciuto il funzionamento generale del sistema di raccolta rifiuti, dall’altra ha proposto più presidio sul territorio, con vigili di quartiere e strumenti come le fototrappole contro l’abbandono dei rifiuti e gli episodi di inciviltà. Centrale anche il tema educativo, con un rafforzamento dell’educazione ambientale nelle scuole e percorsi di integrazione per i nuovi residenti.

Mauro Gattinoni ha rivendicato gli interventi già realizzati nei rioni durante il mandato amministrativo, dal piano per la riqualificazione delle viottole ai cantonieri di comunità per la manutenzione diffusa di arredi urbani e spazi pubblici. Ha parlato della necessità di uno “spazzino di quartiere” più che di un poliziotto di quartiere, sottolineando l’importanza della cura quotidiana degli spazi pubblici. Ha inoltre ricordato la nascita di nuovi luoghi di comunità nei rioni, anche attraverso il recupero di edifici esistenti in collaborazione con oratori e associazioni.

Francesca Losi ha messo invece la sicurezza al centro del ragionamento sui quartieri, parlando di un diffuso senso di insicurezza in città. La sua proposta principale è stata quella del controllo di vicinato coordinato dal Comune e dalla Prefettura, con gruppi di cittadini volontari attivi nei quartieri. Ha poi descritto i rioni come “micro città” dotate di servizi di prossimità, negozi e attività artigianali, indicando nella valorizzazione turistica e culturale della città uno strumento per reperire nuove risorse da investire sul territorio.
Il secondo quesito si è invece concentrato su uno dei temi più sentiti dai lecchesi: traffico e parcheggi. Ai candidati è stato chiesto di indicare una soluzione immediata e un progetto strutturale di lungo periodo per affrontare la questione mobilità.
Giovanni Colombo ha criticato duramente alcune scelte infrastrutturali degli ultimi anni, a partire dal nuovo ponte a senso unico, definito un errore costoso per la città. Ha ribadito la necessità di intervenire sulla Lecco-Bergamo, che considera irrealizzabile nell’attuale configurazione, e ha rilanciato l’idea di un sistema parcheggi moderno con nuovi stalli, tra cui il progetto nell’area di piazza Sassi e il collegamento tra le Meridiane e il centro città.
Mauro Fumagalli ha chiesto interventi immediati per correggere alcune criticità viabilistiche, citando restringimenti e modifiche alla circolazione introdotte negli ultimi anni. Ha insistito sulla necessità di un piano del traffico sovracomunale condiviso con i comuni vicini e con ANAS, oltre a una riflessione sull’attraversamento cittadino per alleggerire il lungolago dal traffico pesante. Sul fronte parcheggi ha sostenuto la necessità di nuovi posti auto e di una maggiore tutela per i residenti.
Mauro Gattinoni ha difeso le scelte compiute durante il mandato, ricordando la rimozione di semafori e la creazione di nuove rotonde per fluidificare la circolazione. Ha però ribadito la necessità di una collaborazione istituzionale sulla grande viabilità, tornando sul tema del quarto ponte e delle promesse legate alla seconda corsia. Sul fronte della sosta ha ricordato l’esistenza dell’app Fast and Park e annunciato la previsione di circa 920 nuovi posti auto tra serpentino, Villa Brick e parcheggi interrati nell’area della Piccola.
Francesca Losi ha attaccato duramente la gestione del lungolago e della viabilità cittadina da parte dell’amministrazione uscente, parlando di danni per commercio, turismo e qualità della vita. Tra le sue proposte il ripristino dei parcheggi eliminati, tariffe agevolate per i lecchesi, la riapertura del Ponte Vecchio in uscita, il ritorno del doppio senso sul Ponte Kennedy e una revisione della ZTL in stazione. Nel lungo periodo ha indicato la realizzazione di parcheggi interrati attraverso partnership pubblico-private.
Filippo Boscagli ha riportato il tema sul “dato di realtà”, sostenendo che a Lecco l’automobile sia spesso una necessità quotidiana per lavoro, famiglia e servizi. Ha criticato la riduzione dei parcheggi senza la creazione preventiva di alternative e rilanciato il progetto del serpentino come soluzione concreta già disponibile. Per Boscagli il tema della mobilità è strettamente legato anche alla competitività economica della città e alla sopravvivenza del commercio locale.
Il “Minuto del cittadino”
Uno dei momenti più apprezzati della serata è stato il “Minuto del cittadino”, segmento costruito attraverso tre videodomande registrate da altrettanti cittadini lecchesi, chiamati a sottoporre ai candidati problematiche concrete del vivere quotidiano.
A intervenire per primo è stato Oscar Riva, presidente di Federmoda Lecco e commerciante, che ha posto l’attenzione sulle difficoltà del commercio cittadino, tra chiusure di negozi, perdita di attrattività del centro e crescente degrado urbano. Ai candidati è stato chiesto quali misure intendano adottare per rilanciare il tessuto commerciale lecchese.
Mauro Fumagalli ha parlato della necessità di sfruttare meglio bandi e finanziamenti pubblici, oltre a rafforzare il confronto con le associazioni di categoria. Mauro Gattinoni ha rilanciato il ruolo del Distretto urbano del commercio e la possibilità di estendere il centro commerciale naturale verso altre aree della città. Francesca Losi ha legato il rilancio economico alla valorizzazione turistica e culturale di Lecco come città manzoniana, chiedendo anche più parcheggi e maggiore sicurezza. Filippo Boscagli ha individuato nei problemi di viabilità, parcheggi e sicurezza i principali ostacoli al commercio cittadino, mentre Giovanni Colombo ha proposto agevolazioni TARI e stalli dedicati per artigiani e attività commerciali.
La seconda domanda è arrivata dalla signora Anna, che ha affrontato il tema della digitalizzazione dei servizi e delle difficoltà incontrate da molti anziani nell’accesso alle procedure online. Un quesito che ha aperto il confronto sul supporto alle fasce più fragili della popolazione e sulla possibilità di creare strumenti di assistenza dedicati.
Mauro Gattinoni ha ricordato l’attivazione di punti di assistenza digitale e corsi organizzati con associazioni come Auser e Anteas. Francesca Losi ha parlato della necessità di rafforzare gli sportelli di supporto e valorizzare il volontariato degli over 60. Filippo Boscagli ha insistito sull’importanza di un accompagnamento umano negli uffici pubblici e di un rapporto più vicino ai cittadini. Giovanni Colombo ha riportato l’attenzione anche sulle difficoltà pratiche quotidiane degli anziani, come marciapiedi e accessibilità urbana. Mauro Fumagalli ha infine sottolineato come anche la tecnologia e l’intelligenza artificiale possano liberare risorse umane da destinare proprio ai servizi di assistenza.
Infine Adam, 25 anni, ha portato all’attenzione il tema della casa e del costo della vita a Lecco. Pur lavorando, il giovane ha spiegato di non riuscire ad acquistare un’abitazione in città, chiedendo ai candidati quali politiche intendano mettere in campo per favorire gli under 30 e consentire loro di continuare a vivere a Lecco.
Francesca Losi ha parlato della necessità di costruire un piano di attrattività per trattenere giovani e studenti in città. Filippo Boscagli ha annunciato un contributo economico mensile per gli under 35 che scelgono di vivere a Lecco, oltre a strumenti di garanzia per mutui e affitti. Giovanni Colombo ha insistito soprattutto sul tema del lavoro e sul rilancio di startup e nuove opportunità per i giovani, rilanciando anche l’idea di una “università dei laghi”. Mauro Fumagalli ha proposto un vero e proprio piano casa con un’agenzia sociale dedicata e un osservatorio comunale sull’abitare. Mauro Gattinoni ha ricordato le misure previste per giovani coppie e under 36, il recupero degli alloggi comunali sfitti e gli strumenti urbanistici già inseriti nel PGT per incrementare l’edilizia sociale.
La terza domanda: i primi 100 giorni
L’ultima domanda posta da Caterina Franci prima del confronto incrociato ha chiesto ai candidati quale sarebbe il primo intervento concreto da realizzare nei primi cento giorni di mandato. Un passaggio che ha permesso ai cinque aspiranti sindaco di indicare le priorità immediate della futura amministrazione.
Filippo Boscagli ha indicato come primo provvedimento la riapertura del Ponte Vecchio in uscita, definendola una misura attuabile fin da subito per alleggerire il traffico cittadino. Secondo il candidato del centrodestra, Lecco soffre di un problema strutturale di accessi e uscite dalla città aggravato dalle modifiche viabilistiche degli ultimi anni. Per Boscagli la priorità è quindi utilizzare tutte le infrastrutture esistenti per fluidificare il traffico, tema che considera strettamente collegato anche alla competitività economica della città e alla sostenibilità del commercio locale.
Giovanni Colombo ha parlato di un ritorno alla presenza quotidiana sul territorio, indicando come priorità il decoro urbano, la manutenzione straordinaria e il presidio delle aree più critiche della città. Ha richiamato in particolare il tema sicurezza, citando la stazione ferroviaria e le cosiddette “zone rosse”, ma anche la necessità di convocare immediatamente ANAS e Regione Lombardia per ottenere risposte chiare sul futuro della Lecco-Bergamo e delle grandi opere infrastrutturali legate alla viabilità cittadina.
Mauro Fumagalli ha scelto un approccio più prudente, spiegando che i primi giorni di amministrazione dovrebbero servire soprattutto ad ascoltare, comprendere la macchina comunale e verificare la situazione reale dei conti e delle priorità. La prima vera azione politica, secondo Fumagalli, dovrà riguardare il bilancio comunale e l’utilizzo delle risorse che si libereranno nei prossimi anni per sostenere famiglie e fasce più fragili, intervenendo su tariffe, servizi e sostegni concreti. Ha inoltre indicato la necessità di riaprire il dialogo con possibili investitori privati per finanziare opere strategiche per la città.
Mauro Gattinoni ha individuato nel Bione la priorità assoluta del possibile secondo mandato. Il sindaco uscente ha spiegato che il progetto di riqualificazione complessiva dell’impianto sportivo sarebbe già pronto, con una copertura economica parziale già accantonata dal Comune e un piano di collaborazione con un soggetto privato. Per Gattinoni il rilancio del centro sportivo rappresenta un investimento strategico per migliaia di giovani, associazioni e società sportive cittadine. Prima ancora dei cento giorni, ha però rilanciato anche il tema della seconda corsia sul ponte, annunciando l’intenzione di chiedere chiarimenti direttamente al ministro Salvini durante la visita prevista in città.
Francesca Losi ha invece posto al centro le politiche familiari e il sostegno alla classe media lavoratrice. Nei primi mesi di amministrazione, ha spiegato, il Comune dovrebbe intervenire per calmierare i costi di asili nido, scuole dell’infanzia e centri estivi, sostenendo in particolare le famiglie e le donne che lavorano. Accanto al tema sociale, Losi ha indicato anche la cultura e il turismo come priorità strategiche, ribadendo la volontà di costruire una forte identità culturale e turistica per Lecco legata alla dimensione manzoniana e letteraria della città.
Il confronto incrociato
Tra i momenti più originali della serata anche il confronto incrociato tra i candidati. Ognuno aveva preparato in anticipo quattro domande rivolte agli avversari politici. Attraverso il sorteggio di due urne — una contenente i nomi di chi poneva la domanda e l’altra quelli di chi avrebbe dovuto rispondere — si sono create combinazioni casuali che hanno dato vita a botta e risposta diretti e in alcuni casi particolarmente vivaci.
Il primo scambio ha visto Francesca Losi rivolgere una domanda a Mauro Fumagalli sul tema della laicità in politica e sul rapporto tra amministrazione e religione, prendendo spunto da alcune polemiche emerse nel corso della campagna. La risposta di Fumagalli è stata netta nel ribadire una visione laica dell’azione politica, fondata sulla responsabilità personale e sulla distinzione tra istituzioni e appartenenze religiose.
Poi è toccato a Mauro Gattinoni porre una domanda a Giovanni Colombo, riportando il confronto sul terreno delle grandi infrastrutture. Al centro, ancora una volta, la Lecco-Bergamo e la sua progettazione, sulla quale Colombo ha ribadito la sua contrarietà all’impostazione attuale, definendola non sostenibile nei tempi e nei costi. Il tema ha riaperto un fronte già molto acceso nel corso della serata, confermando quanto la viabilità resti uno dei nodi più divisivi della campagna elettorale.
Filippo Boscagli ha invece chiesto a Francesca Losi quale sarebbe stato il regalo da fare ai lecchesi già dal giorno successivo all’eventuale vittoria. La candidata ha risposto richiamando subito il tema della viabilità, indicando come priorità la riapertura e lo scorrimento più rapido delle strade di accesso e uscita dalla città, con piani di emergenza per evitare blocchi e code.
Uno dei momenti più delicati è stato il confronto tra Fumagalli e Gattinoni sul tema degli errori amministrativi e delle scelte compiute negli ultimi anni. Gattinoni, chiamato a riconsiderare una decisione del passato che avrebbe cambiato, ha ammesso che qualche errore c’è stato, ma ha difeso l’operato della sua amministrazione spiegando che molte scelte sono state condizionate dalla necessità di rispettare i tempi del PNRR. Una scelta che, ha riconosciuto, ha imposto una forte concentrazione di cantieri e interventi in un tempo molto ristretto.
Più acceso ancora il passaggio tra Giovanni Colombo e Filippo Boscagli, con una domanda sui progetti urbanistici lasciati incompiuti o rimasti fermi nei cassetti, in particolare il collegamento Caleotto-centro. Boscagli ha risposto ribadendo la propria posizione favorevole a bypass e collegamenti utili a alleggerire la viabilità cittadina, soprattutto nelle aree più congestionate, insistendo sulla necessità di superare le criticità delle rotonde e degli attraversamenti della zona Meridiana.
Nel complesso, il confronto incrociato ha dato alla serata il taglio più politico e meno prevedibile, mettendo i candidati di fronte non soltanto al pubblico, ma anche alle differenze di visione reciproche. Una fase che, pur nei tempi brevi imposti dal format, ha restituito bene le distanze tra i cinque aspiranti sindaco su infrastrutture, urbanistica, viabilità e impostazione generale dell’amministrazione.
Il finale tra ironia e sorrisi: il dono agli avversari
Francesca Losi ha aperto il giro consegnando ai suoi avversari doni fortemente simbolici e accompagnati da battute pungenti: a Giovanni Colombo ha regalato un blocco di cemento, richiamando la sua idea di concretezza; a Filippo Boscagli ha consegnato una tessera simbolica del “Partito Popolare del Nord”; a Mauro Fumagalli ha attribuito il premio di “Bravo Bagài”, in omaggio al suo stile pacato e civile. Il tono scherzoso ha strappato risate in sala, anche grazie alle spiegazioni che hanno accompagnato ogni omaggio. Più provocatorio il dono destinato a Mauro Gattinoni: il libro “Sottomissione” di Michel Houellebecq, accompagnato da una battuta legata ai temi dell’integrazione e alle polemiche politiche emerse nelle ultime settimane.


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