Multe agli antifascisti, il PRC Lecco attacca: “Oltre al danno, la beffa”

Tempo di lettura: 2 minuti

Rifondazione Comunista interviene sulla vicenda delle sanzioni notificate a una quarantina di antifascisti che contestarono la commemorazione dei repubblichini allo stadio Rigamonti-Ceppi

“Deriva liberticida, piena solidarietà ai manifestanti”

LECCO – Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea di Lecco (PRC-SE) e i Giovani Comunisti di Lecco intervengono sulla vicenda delle sanzioni amministrative notificate in questi giorni a una quarantina di persone che, il 27 aprile 2026, avevano preso parte alla manifestazione di protesta contro la celebrazione dei repubblichini fascisti organizzata allo stadio Rigamonti-Ceppi di Lecco.

In un comunicato diffuso dal segretario federale Lorenzo Lunardi, il partito esprime una netta presa di posizione nei confronti dei provvedimenti adottati dalla Questura, definendo la vicenda con una formula eloquente: “Oltre al danno, la beffa”.

Secondo quanto riportato da PRC Lecco, le sanzioni notificate avrebbero un importo compreso tra un minimo di 3.000 euro e un massimo di 10.000 euro e riguarderebbero circa quaranta persone presenti alla contestazione.

Nel documento, Rifondazione Comunista distingue due aspetti della vicenda. Da una parte il “danno”, rappresentato, secondo il partito, dal fatto che sia stata consentita la celebrazione dei “nostalgici di un regime liberticida e autoritario come quello dell’Italia fascista e della Repubblica Sociale Italiana” in una città come Lecco, ricordando come il capoluogo sia stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Civile per la Resistenza.

Dall’altra, quella che il PRC definisce la “beffa”: la notifica delle sanzioni a coloro che avevano partecipato alla contestazione, descritta nel comunicato come una protesta pacifica, caratterizzata da cori antifascisti e priva, secondo il partito, di episodi di scontro fisico.

Rifondazione Comunista collega inoltre l’adozione delle sanzioni all’entrata in vigore del Decreto Sicurezza, sostenendo che il provvedimento rappresenti “l’ennesimo esempio di uno Stato che impedisce di contestare chi quell’Italia la voleva svendere alla barbarie nazifascista”, mentre, sempre secondo il comunicato, verrebbe concesso spazio a persone che esprimono posizioni nostalgiche nei confronti del fascismo.

Nel testo viene inoltre richiamato il carattere antifascista della Costituzione italiana, insieme alle leggi Scelba e Mancino, che secondo il partito dovrebbero impedire manifestazioni di nostalgia verso il fascismo.

Il comunicato amplia poi la riflessione sul piano politico nazionale, esprimendo una dura critica nei confronti dell’attuale Governo, accusato di perseguire una “deriva liberticida” attraverso misure repressive rivolte agli antifascisti. Nel documento viene inoltre contestata la gestione dei rapporti economici con aziende estere che, secondo PRC Lecco, sarebbero complici del “genocidio del popolo palestinese”, criticando al contempo quella che definisce la “dialettica patriottica” della destra, ritenuta incoerente rispetto agli interessi economici.

In conclusione, Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Lecco e i Giovani Comunisti ribadiscono la propria solidarietà ai manifestanti sanzionati, precisando che tra le persone raggiunte dalle notifiche figura anche un proprio compagno di partito

Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.

Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.

AGGIUNGI ORA