Orizzonte per Lecco e il candidato sindaco Mauro Fumagalli: “Non siamo contrari al progetto, ma il metodo è inaccettabile”
Carlo Piazza candidato sindaco per Lega e Forza Italia solleva dubbi su parcheggi perchè carenti, viabilità e costi dell’operazione legata anche alla nuova sede comunale
LECCO – Il progetto di rigenerazione dell’ex Deutsche Bank di piazza Garibaldi, destinato a diventare un hotel nel cuore della città, incassa il via libera del Consiglio comunale ma apre un doppio fronte di polemica politica. A intervenire sono i consiglieri di Orizzonte per Lecco e il candidato sindaco Mauro Fumagalli da un lato, e il candidato sindaco in quota Lega e Forza Italia Carlo Piazza dall’altro, entrambi critici non tanto sull’idea di riqualificare l’immobile quanto sulle modalità e sulle ricadute dell’operazione.

Nel corso della seduta consiliare di lunedì scorso che ha approvato la proposta di rigenerazione urbana, i consiglieri di Orizzonte per Lecco hanno lasciato l’aula al momento del voto. Una scelta che, spiegano, non è un no al progetto ma una presa di posizione sul metodo seguito dalla Giunta. “Pur non essendo contrari al valido progetto di riqualificazione del prestigioso immobile da anni abbandonato in piazza Garibaldi, riteniamo inaccettabile il metodo che ancora una volta è stato seguito su un progetto così strategico”, affermano, sottolineando come la pratica sia stata sottoposta “in pochi giorni all’analisi e al voto” con un solo passaggio in commissione prima dell’approdo in Consiglio.
Secondo il gruppo, l’iter avrebbe compresso gli spazi di approfondimento e confronto su temi ritenuti centrali, a partire dalla convenzione tra operatore privato e Comune e dalle due ipotesi di riqualificazione della piazza. “Non sarebbe stato più opportuno portare tutto il pacchetto in commissione con maggiore anticipo, ricorrendo magari a un paio di sedute in più? Non sarebbe stato doveroso sottoporre una bozza di convenzione su cui intervenire con eventuali modifiche migliorative?”, chiedono, evidenziando come anche dai banchi della maggioranza siano emerse perplessità, testimoniata dall’astensione di un consigliere.
Tra i nodi indicati, quello dei parcheggi. Orizzonte per Lecco contesta che il tema sia stato ridimensionato a “non problema” durante la conferenza stampa successiva al voto. “Quando si parla di parcheggi convenzionati, le auto degli ospiti finiranno in concorrenza con gli stalli utilizzati dai lecchesi. Più persone in città significa ricchezza ma anche più traffico e più complessità, che andrebbe prevista e gestita prima, non poi”, osservano, richiamando quanto accaduto sul lungolago con la riorganizzazione degli spazi per bus e moto. Sullo sfondo, una riflessione più ampia: “Che città vogliamo consegnare ai lecchesi del futuro, una città a misura di lecchese o una location buona solo come meta turistica meno costosa della cerchia milanese o del vicino comasco?”.

Sulla stessa operazione interviene anche Carlo Piazza, candidato sindaco sostenuto da Lega e Forza Italia, che ricostruisce il percorso amministrativo legandolo alla scelta della nuova sede comunale. “Finalmente il sipario si è alzato. Oggi scopriamo il progetto sull’area ex Deutsche Bank, uno spettacolo che ai lecchesi è già costato oltre 7 milioni di euro per la nuova sede del Comune”, afferma, riferendosi alla decisione dell’amministrazione di rinunciare a via Marco d’Oggiono. Piazza mette in fila i numeri: un milione di euro di oneri di urbanizzazione annunciati a fronte, sostiene, di “zero nuovi parcheggi per i lecchesi”.
Anche in questo caso il focus è sulla sosta e sulla viabilità. “Il sindaco Gattinoni sostiene che i parcheggi non siano un problema e che il futuro sia la città post-auto, ma lavoratori, famiglie, artigiani e commercianti vivono una realtà diversa”, dichiara, osservando che i posti in convenzione con il Comune sarebbero “in fase di definizione” e quindi, allo stato, non ancora concreti. Da qui la proposta: destinare gli oneri di urbanizzazione dei nuovi alberghi alla realizzazione, nell’area del Serpentino, di un parcheggio multipiano da almeno 250 posti, “di giorno riservato ai lavoratori con abbonamenti parametrati all’Isee, la sera e nei festivi ai residenti”.
Piazza solleva inoltre un interrogativo sull’operazione immobiliare: “Gli 11 milioni di euro che l’amministrazione aveva proposto alla precedente proprietà sono superiori rispetto al prezzo effettivamente pagato dall’attuale acquirente? Se così fosse, la differenza sarebbe stata denaro pubblico sprecato”. E aggiunge un rilievo sugli standard urbanistici, chiedendo perché in interventi recenti, come l’ex vellutificio Redaelli, non siano previsti spazi di edilizia convenzionata.
Due posizioni distinte, dunque, che convergono su un punto: la richiesta di maggiore chiarezza e di una pianificazione complessiva sugli effetti del nuovo hotel nel centro cittadino. La maggioranza ha approvato l’intervento rivendicandone la valenza strategica; dalle opposizioni arriva l’invito a discutere più a fondo metodo, convenzione e impatto sulla città.

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