Lecco. Parco Kennedy, Giovani Democratici: “Chiudere non è la soluzione”

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Giovani Democratici

La presa di posizione dei Giovani Democratici in merito alla chiusura del Parco Kennedy a Lecco

“Soluzione sproporzionata che racconta un modo di amministrare la città che, di fronte a un problema, preferisce sottrarre spazio invece di governarlo”

LECCO – “La sicurezza non si fa chiudendo gli spazi pubblici e isolando i più giovani, ma presidiando il territorio nel rispetto dei residenti e degli utenti del parco”.

Intervengono così i Giovani Democratici in merito alla decisione della Giunta Boscagli di chiudere l’area campi del Parco Eunice Kennedy fino alla riapertura delle scuole, dopo segnalazioni di episodi di vandalismo e di disturbo della quiete pubblica da parte dei residenti.

“Il problema del disturbo notturno è reale e i residenti hanno ragione a chiedere risposte, ma la soluzione scelta è sproporzionata: si chiude il parco 24 ore su 24, per due mesi, quando il problema segnalato riguarda le ore serali. Significa lasciare senza un campo da gioco un intero quartiere anche alle tre del pomeriggio, in pieno agosto” precisano i Giovani Democratici.

Che continuano: “Se il problema sono gli schiamazzi serali, la risposta dovrebbe essere sugli orari: fasce di apertura regolamentate, con chiusura serale, non l’eliminazione totale dello spazio per tutta l’estate”.

Per i GD la questione non è solo di metodo, ma anche di merito: “Il Parco Kennedy è frequentato soprattutto da adolescenti ed è proprio per questa fascia d’età che avere un posto dove giocare, stare insieme, fare sport fa la differenza. Uno spazio di aggregazione libera non è un dettaglio: è spesso ciò che tiene i ragazzi lontani da comportamenti peggiori. Chiudere il parco non fa sparire i giovani: li sposta altrove, in luoghi meno visibili e meno sicuri, dove lo stesso disagio si ripresenta in forme meno controllabili”.

Una considerazione che va di pari passo con una riflessione, questa volta, politica: “Questa scelta racconta un modo di amministrare la città che, di fronte a un problema, preferisce sottrarre spazio invece di governarlo. È la stessa logica con cui si è affrontata la sicurezza in centro: misure di allontanamento e chiusure, mai un investimento reale su presidio, socialità, prevenzione. Funziona nell’immediato perché sposta il problema nel tempo e altrove, ma manca di lungimiranza e progettualità”.

Da qui la chiosa finale: “Come Giovani Democratici di Lecco crediamo che una città che toglie spazi ai suoi adolescenti, invece di attrezzarli e presidiarli, stia rinunciando a una parte del proprio ruolo educativo. Continueremo a chiedere che questa città scelga di investire sugli spazi giovanili invece di sottrarli, perché ogni volta che si sceglie la seconda strada, a pagarne il prezzo sono i ragazzi che uno spazio per stare insieme, semplicemente, non ce l’hanno più”.

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