Referendum giustizia 2026: Lecco dice Sì, ma l’Italia boccia la riforma

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Provincia di Lecco e Lombardia favorevoli, mentre a livello nazionale prevale il No

Affluenza alta in Provincia di Lecco (64,95%) e vittoria del Sì al 55,30%, ma il dato nazionale ribalta l’esito con il No al 53,74%

LECCO – Il voto in Provincia di Lecco e, più in generale, in Lombardia si muove in controtendenza rispetto al resto del Paese: qui prevale il , mentre a livello nazionale vince il No. Il Referendum 2026 sulla riforma della giustizia ha restituito un quadro articolato e per certi versi contraddittorio, mettendo in luce profonde differenze territoriali.

Gli italiani erano chiamati a esprimersi su una revisione costituzionale che interveniva su sette articoli della Carta, con l’obiettivo di introdurre la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, istituire due distinti Consigli superiori della magistratura e creare una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari. Una riforma tecnica, ma dal forte impatto politico e istituzionale.

Lecco: partecipazione alta e consenso netto al Sì

In Provincia di Lecco il dato più evidente è l’elevata partecipazione: su 262.117 elettori, hanno votato 170.236 cittadini, pari a un’affluenza del 64,95%. Le schede valide sono state 169.164, con 679 schede nulle, 389 schede bianche e 4 schede contestate.

Sul piano politico, il risultato è chiaro: il ha ottenuto 93.550 voti (55,30%), contro i 75.614 voti del No (44,70%). Uno scarto di oltre 10 punti percentuali che indica una maggioranza solida, anche se non schiacciante.

Questo dato suggerisce una provincia orientata al cambiamento, ma senza una polarizzazione estrema: il consenso alla riforma esiste, ma convive con una quota significativa di elettorato contrario.

Lombardia: conferma del trend favorevole

Il quadro regionale rafforza questa lettura. In Lombardia, su 7.573.434 elettori, il ha raccolto 2.559.400 voti (53,60%), mentre il No si è fermato a 2.215.586 voti (46,40%).

Anche qui il margine è contenuto, ma sufficiente a confermare una tendenza: la regione si colloca tra le aree più favorevoli alla riforma.

Italia: il No prevale 

A livello nazionale, però, lo scenario cambia radicalmente. Su 45.944.053 elettori, il No prevale con 14.414.488 voti (53,74%), mentre il si ferma a 12.408.190 voti (46,26%).

Uno scarto di oltre 7 punti percentuali che segna una bocciatura della riforma e che ribalta completamente il dato lombardo e lecchese.