AVS Lecco contro Regione: “Tempi di prenotazione e nuovi annunci non risolvono una crisi che parte dalla mancanza di personale e risorse”
Nel mirino il rapporto con il privato accreditato, il CUP, le Case di Comunità e il ricorso ai gettonisti. Caglio: “Invertire subito la rotta”
LECCO – Un attacco netto alla politica sanitaria di Regione Lombardia e, in particolare, agli ultimi provvedimenti annunciati dalla Giunta sul fronte delle liste d’attesa. A intervenire è Milva Caglio, responsabile sanità di Alleanza Verdi e Sinistra Lecco, che contesta la delibera regionale del 3 agosto 2026 e parla di “annunci programmatici e scadenze fittizie”.
Nel mirino di AVS ci sono soprattutto le nuove tempistiche per le prenotazioni, con l’obiettivo di garantire dal 15 settembre tempi più stringenti per alcune classi di priorità. Secondo Caglio, però, il problema resta a monte: «Senza finanziamenti strutturali e senza la volontà politica di difendere il pubblico, ogni piano regionale è pura propaganda sulla pelle dei malati».
Uno dei nodi sollevati riguarda il sistema di prenotazione regionale e il rapporto con le strutture private accreditate. «Il cittadino è ancora costretto a una caccia al tesoro telefonica tra i vari ospedali», sostiene Caglio, chiedendo che tutte le agende del privato accreditato vengano inserite in un sistema unico di prenotazione. Per AVS, senza una reale integrazione delle disponibilità, il rischio è che chi non riesce a ottenere una prestazione nei tempi indicati finisca per rivolgersi al privato pagando di tasca propria.
Il documento interviene poi sul finanziamento alle strutture private accreditate, accusando Regione di utilizzare risorse pubbliche senza un sufficiente controllo sui risultati ottenuti. Secondo AVS, il sistema dovrebbe essere sottoposto a una «regia pubblica rigorosa», con criteri più stringenti sulla distribuzione delle risorse e sull’effettivo contributo alla riduzione delle liste d’attesa.
Altro punto centrale è quello delle Case di Comunità e, più in generale, della carenza di medici, infermieri e personale sanitario. «Le Case di Comunità rischiano di restare scatole vuote se non vengono accompagnate da nuove assunzioni», afferma Caglio. La critica riguarda in particolare il possibile spostamento di personale dagli ospedali e dagli ambulatori verso le nuove strutture territoriali, senza un contestuale rafforzamento degli organici. AVS richiama inoltre la carenza di medici di medicina generale e la difficoltà, in alcune aree, nel garantire continuità assistenziale.
Nel documento si torna anche sul tema dei medici a gettone, indicati come uno dei segnali più evidenti della fragilità del sistema. Secondo Caglio, il ricorso alle cooperative non può rappresentare una soluzione strutturale: «Gli ospedali e i servizi territoriali non si salvano con i gettonisti o svuotando i reparti, ma sbloccando i concorsi pubblici».
AVS chiede inoltre una revisione delle retribuzioni di medici e infermieri per rendere il servizio sanitario pubblico più competitivo e ridurre la fuga di professionisti verso il privato o verso l’estero.
Quattro i punti indicati da Alleanza Verdi e Sinistra: maggiore controllo nel rapporto tra pubblico e privato accreditato, un piano straordinario di assunzioni, una revisione degli stipendi e il progressivo superamento del ricorso alle cooperative e ai medici a gettone.
«La favola del modello lombardo è finita», conclude Caglio, annunciando che il tema continuerà a essere portato avanti «in Consiglio regionale e in ogni piazza della Lombardia» a difesa di un servizio sanitario pubblico, universale e accessibile.
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