A seguito del pestaggio, l’iniziativa dei giovani del carroccio
“Servono educazione, regole chiare e maggiore presenza delle istituzioni sul territorio”
LECCO – Nella serata di lunedì, la Lega Giovani di Lecco ha affisso nei pressi dell’Istituto Badoni due manifesti con messaggi chiari: “Fuori la violenza dalle scuole” e “Remigrazione, unica soluzione”.
L’iniziativa arriva a pochi giorni dall’episodio di violenza avvenuto nella zona compresa tra gli istituti Parini e Badoni, dove uno studente è stato aggredito da due coetanei: “Abbiamo scelto di esserci e di metterci la faccia – dichiara Matteo Perillo, coordinatore cittadino della Lega Giovani Lecco – perché davanti a episodi come quello avvenuto pochi giorni fa non possiamo limitarci al silenzio. Abbiamo voluto lasciare un messaggio visibile proprio davanti a una scuola: la violenza deve stare fuori dalle scuole”.
“Non è una provocazione fine a sé stessa – prosegue Perillo – ma un modo per richiamare l’attenzione su un problema che riguarda direttamente i nostri ragazzi. La scuola deve essere un luogo sicuro, dove si va per studiare, crescere e costruire il proprio futuro. E fa riflettere che troppo spesso episodi di violenza giovanile vedano protagonisti gruppi di cosiddetti maranza, spesso composti anche da ragazzi di seconda generazione: un segnale che dimostra come il tema dell’integrazione non possa essere ignorato o affrontato soltanto con slogan. Servono educazione, regole chiare e maggiore presenza delle istituzioni sul territorio”.
Il dibattito sul rapporto tra integrazione e scuola è tornato al centro dell’attenzione politica dopo le ultime dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il Governo sta lavorando a una norma che prevede un tetto del 30% alla presenza di studenti stranieri nelle classi, con particolare riferimento agli alunni di recente immigrazione che non possiedono un’adeguata conoscenza della lingua italiana. Secondo il Ministro, l’obiettivo è evitare la formazione di classi ghetto, migliorare l’apprendimento e favorire un’integrazione più efficace attraverso la piena padronanza dell’italiano. La proposta ha acceso un confronto politico a livello nazionale. Sul tema interviene Andrea Bettega, coordinatore provinciale della Lega Giovani Lecco, che rilancia con convinzione la proposta del ministro.
“La realtà delle scuole italiane non può più essere ignorata. La proposta del ministro Giuseppe Valditara di introdurre un tetto del 30% agli studenti stranieri che non conoscono adeguatamente l’italiano è una misura di buon senso. Chi nega l’esistenza del problema finisce per penalizzare studenti, insegnanti e famiglie”.
Secondo il coordinatore provinciale della Lega Giovani, il punto centrale della questione non riguarda la provenienza degli studenti, ma la qualità del percorso educativo e l’effettiva capacità del sistema scolastico di favorire l’integrazione: “Non è una questione di discriminazione, ma di integrazione reale. Senza una solida conoscenza della lingua italiana è più difficile apprendere, partecipare alla vita scolastica e costruire un percorso di crescita efficace. Per questo riteniamo necessario affrontare il tema senza pregiudizi ideologici”.
Bettega annuncia quindi una campagna informativa che coinvolgerà l’intera rete della Lega Giovani Lombardia nelle prossime settimane: “La Lega Giovani porterà avanti una mobilitazione su tutto il territorio lombardo per raccontare ai cittadini la proposta del ministro Valditara e le ragioni che la sostengono. Saremo nelle piazze, davanti alle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile, con un’azione coordinata tra le diverse province lombarde, per promuovere un confronto serio su scuola, integrazione e qualità dell’insegnamento. Vogliamo spiegare una proposta concreta che mette al centro il diritto di tutti gli studenti a ricevere una formazione efficace e in un contesto educativo equilibrato”.
Per il movimento giovanile del Carroccio, il tema dell’integrazione continuerà a essere al centro dell’attività politica e del confronto con i ragazzi del territorio: “Il messaggio è chiaro: l’integrazione passa innanzitutto dalla conoscenza della lingua italiana, dal rispetto delle regole e dalla volontà di partecipare alla vita della comunità – conclude Bettega -. Una scuola che riesce a trasmettere questi valori è una scuola che funziona meglio per tutti. Per questo continueremo a promuovere iniziative e momenti di confronto con i giovani del territorio”.
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