Turismo e cultura, Fazzini (Fattore Lecco): “Ricerca di qualità e destagionalizzazione”

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Gerolamo Fazzini

LECCO – Riceviamo e pubblichiamo:

Meritano ulteriore approfondimento i dati sul calo di presenze sul ramo lecchese e alcune recenti riflessioni apparse sui media locali, relative a situazione e prospettive del turismo nella nostra città (ieri l’interessante contributo di Fabio Dadati, presidente di Confcommercio). Nel vivace dibattito scaturito sono emerse parole-chiave che condivido, in primis qualità e destagionalizzazione. Il turismo “mordi e fuggi” è un segnale di interesse per il nostro territorio e come tale positivo. Ma per una strategia lungimirante non può bastare, detto che – per quanto importante sia la risorsa-turismo – Lecco ha una vocazione e una storia industriale che non può essere messa in secondo piano, anzi!

L’Amministrazione comunale guidata da Mauro Gattinoni ha fatto molto nella direzione di un variegato sviluppo turistico della città, soprattutto grazie all’impegno dell’allora assessore all’Attrattività territoriale Giovanni Cattaneo (ricordo il nuovo brand con relativa immagine coordinata e il portale Lecco Tourism). Nel corso degli anni si è dispiegata una strategia mirata, che, oltre alla creazione di nuove strutture e al potenziamento di altre esistenti, ha visto la realizzazione di varie iniziative condotte in tandem da pubblico e privato, “⁠grandi eventi” come il Nameless, il Festival Geocult e i Master Games sportivi previsti per il 2027.

Ora è tempo di governare ulteriormente il fenomeno-turismo, che a Lecco, come altrove, indubbiamente presenta anche disagi e aspetti problematici per i residenti, e provare a indirizzarlo secondo alcuni criteri precisi. Con la speranza di contribuire a un dibattito costruttivo, con un orizzonte politico di medio-lungo periodo, provo a enucleare alcune proposte, frutto di una riflessione condivisa nel gruppo consiliare di Fattore Lecco, per un turismo CDC (culturale, didattico e congressuale), nella direzione della ricerca della qualità e nell’ottica della destagionalizzazione.

1) Turismo culturale significa, anzitutto, mettere in rete e valorizzare al meglio una serie di luoghi significativi per costruire altrettante opportunità di conoscenza di Lecco, della sua storia, della sua gente. L’elenco non può non comprendere Teatro Sociale, Villa Manzoni, Villa Gomes, Officina Badoni, Valle del Gerenzone, lungolago, Piani d’Erna e, last but not least, il Politecnico. Oggi che alcune di queste eccellenze sono state restituite alla città, dopo lunghi anni di lavori e restauri, è più facile progettare a medio e lungo termine e proporre eventi (anche in agosto), percorsi e iniziative di vario genere, per tutte le età e… tutte le tasche.

2) Lecco non è Venezia né Roma: le è quindi preclusa la possibilità di ospitare scolaresche che non si accontentino di apprezzare la nostra solo come “la città dei Promessi Sposi”? Fino a qualche anno fa avrei risposto positivamente, oggi penso proprio di no. Realizzando opportune connessioni fra i luoghi citati e altri, si possono predisporre itinerari didattici specifici, legati a filoni diversi. Incentivare il turismo didattico – ancorché “povero” rispetto ad altri target – vuol dire contribuire, almeno un po’, alla destagionalizzazione. Aggiungo che – se vogliamo investire su un processo culturale che abbia sbocchi turistici nuovi e che, al tempo stesso, aiuti a riscoprire le nostre radici – un’alleanza fra le diverse scuole del territorio (statali e paritarie), Lecco Hostel & Rooms e il Comune potrebbe essere interessante per tutti. Spero ci sarà la possibilità di approfondire il tema in Consiglio comunale nei prossimi mesi.

3) Infine, una parola sul turismo congressuale. Oggi Lecco non rientra nel circuito delle mete di questo tipo, ma avrebbe le carte per farlo: oltre alla bellezza del paesaggio, la vicinanza con Milano, con Orio al Serio e con la Svizzera. Perché la città diventi appetibile sotto questo profilo occorrono però strutture ricettive adeguate (alberghi a 4 stelle) e un Centro congressi degno di tale nome (vedi l’idea del PalaLecco, lanciata dalla precedente Amministrazione). Anche la politica locale è chiamata, da questo punto di vista, a fare la sua parte.

Gerolamo Fazzini, capogruppo di Fattore Lecco, membro della Commissione IV (Cultura e turismo)

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