Un nuovo presidio per la pace, venerdì in piazza Cermenati

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Marcia della Pace da Olginate a Lecco
Marcia della Pace da Olginate a Lecco

L’iniziativa del Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione

Venerdì alle 18 in piazza Cermenati. Otto minuto di silenzio, uno per ogni mese trascorso dall’inizio della guerra

 

LECCO – Una nuova iniziativa per la pace: questo venerdì, 28 ottobre alle ore 18 in Piazza Cermenati a Lecco, sindaci, assessori e consiglieri, ma anche associazioni e realtà del territorio oltre che semplici cittadine e cittadini sono chiamate a partecipare ad un presidio contro la guerra in Ucraina, “perché la Pace – scrivono gli organizzatori – si costruisce anche a partire dalle proprie comunità”.

L’iniziativa è promossa Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli
Tavola della Pace. Durante il presidio verranno osservati 8 minuti di silenzio, uno per ogni mese passato dall’inizio del conflitto.

“A otto mesi dall’inizio del conflitto in Ucraina, facciamo nostro l’appello di Europe for Peace e chiediamo l’immediato cessate il fuoco e la convocazione di una Conferenza Internazionale di Pace – scrivono – Insieme con Papa Francesco dobbiamo dire convintamente che “tacciano le armi e si creino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili”.

“È urgente riflettere sulla portata disastrosa di questo conflitto, che si fa sempre più disumano e lascia profonde cicatrici che sarà difficile curare – dicono ancora – Questo conflitto va fermato subito perché la guerra è una follia e a rimetterci sono solo le persone; inoltre, si stanno configurando le condizioni per cui l’escalation potrebbe portare a un conflitto nucleare che mette in pericolo l’esistenza stessa del genere umano, a qualsiasi latitudine. L’articolo 11 della nostra Costituzione recita: ‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’. Chiediamo ai nostri rappresentanti politici che si facciano portavoce di queste parole con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, affinché venga urgentemente convocata una Conferenza Internazionale per la Pace”.