Lupo in Lombardia, Zamperini chiede piani di contenimento basati su dati aggiornati

Tempo di lettura: 2 minuti

Il coordinatore del gruppo di lavoro “Grandi Carnivori” chiede strategie concrete e dati aggiornati per tutelare allevatori e territori montani

Il prelievo di lupi previsto in Italia è tra il 3% e il 5%, contro il 21% registrato in Francia

LECCO – La gestione della presenza del lupo sul territorio lombardo torna al centro del dibattito politico regionale. Il tema è stato affrontato durante il Consiglio regionale di ieri, martedì 3 marzo, nel corso della discussione di un’interrogazione sulla gestione del predatore presentata dal consigliere Michele Schiavi.

Nel corso del confronto è intervenuto anche il consigliere regionale Giacomo Zamperini (Fratelli d’Italia), coordinatore del gruppo di lavoro “Grandi Carnivori” di Regione Lombardia e presidente della Commissione Montagna, che ha sottolineato la necessità di adottare strategie più concrete e proporzionate alla reale presenza della specie.

“Ringrazio il consigliere regionale Michele Schiavi per aver portato all’attenzione della Giunta regionale questo tema. Sono ormai due anni che lavoriamo senza sosta al piano di gestione dei grandi carnivori – ha commentato Zamperini –. Ora è tempo di agire coordinandosi con le altre regioni dell’arco alpino per arrivare al risultato voluto: il contenimento dei lupi, a salvaguardia dell’uomo, delle sue attività e al fine di conservare la specie senza ingenerare conflitti tra i lupi e il mondo rurale che chiede, semplicemente, di poter lavorare”.

Secondo Zamperini, i dati aggiornati sulla presenza della specie devono diventare la base per definire le politiche di intervento. “Ogni anno, grazie al Gruppo di lavoro Grandi Carnivori che presiedo, viene fornito un report aggiornato sulle popolazioni di lupo presenti sul territorio. È essenziale che questi dati guidino le strategie di contenimento, così da proteggere sia la biodiversità sia il lavoro degli allevatori”.

Il consigliere ha inoltre evidenziato la differenza tra i livelli di prelievo applicati nei diversi Paesi europei: “Non si capisce perché in Italia i tassi di prelievo siano pari al 3%, mentre nella vicina Francia si raggiunga addirittura il 21%”.

Durante la discussione, gli assessori regionali Gianluca Comazzi e Alessandro Beduschi hanno confermato la necessità di basare le decisioni su dati aggiornati e certi. Attualmente il prelievo di lupi previsto è compreso tra il 3% e il 5% della popolazione stimata, sulla base dei dati ISPRA relativi al periodo 2020-2021.

Per aggiornare il quadro della presenza della specie, ISPRA avvierà un nuovo censimento che consentirà di rilevare con maggiore precisione la distribuzione del lupo sul territorio e la presenza di eventuali ibridi, fornendo così elementi utili per aggiornare le strategie di gestione.