La Nuova Abbadia Lariana torna sul progetto di innesto della ciclopedonale Lecco–Abbadia sulla Provinciale
“Siamo favorevoli all’opera, ma restano criticità sostanziali su tracciato, elaborati e impatto”. Apertura sulla proposta di una tavola rotonda con tutti i soggetti coinvolti
ABBADIA – Continua il dibattito sul ponte ciclopedonale di Abbadia. Dopo la presa di posizione del sindaco Roberto Azzoni, in risposta alla relazione di Italia Nostra che definiva l’opera un possibile “danno paesaggistico”, il gruppo di minoranza La Nuova Abbadia Lariana interviene con una nota articolata, nella quale ribadisce il proprio sì alla pista ciclopedonale ma chiede con forza di fermare l’iter del progetto attuale, ritenuto ancora carico di nodi irrisolti.
Il gruppo consiliare precisa di aver “più volte richiesto un confronto approfondito” sul progetto relativo all’innesto della pista ciclopedonale Lecco–Abbadia sulla Strada Provinciale. Una posizione che la minoranza rivendica come coerente: favore all’infrastruttura, ma non senza una verifica puntuale delle criticità legate al tracciato, alle interferenze e alle problematiche storicamente presenti nell’area. Secondo La Nuova Abbadia Lariana, il tema non sarebbe mai stato affrontato fino in fondo in un tavolo dedicato, nonostante richieste ripetute rivolte all’assessore ai Lavori pubblici, a consiglieri comunali e al capogruppo di maggioranza.
Nel comunicato, la minoranza sottolinea di aver mantenuto fin dall’inizio un approccio “costruttivo e propositivo”, arrivando anche a presentare ipotesi progettuali alternative. Un riferimento che richiama una discussione già esplosa in campagna elettorale nel 2024, quando il gruppo aveva contestato il ponte sopraelevato proponendo, al suo posto, una soluzione con rotonda, giudicata però infattibile dalla lista del sindaco Azzoni. Già allora il confronto si era acceso sul modo migliore per raccordare il tracciato ciclopedonale con la viabilità ordinaria e sull’impatto dell’opera all’ingresso del paese.
Il nuovo affondo della minoranza arriva in una fase delicata della vicenda. Il progetto del raccordo tra la futura ciclabile a lato della SS36 e la viabilità comunale è stato infatti approvato dal Consiglio comunale il 29 novembre 2025, passaggio che ha dato il via libera al progetto definitivo, alla variante urbanistica e al vincolo preordinato all’esproprio. In quei giorni si annunciava anche l’avvio della cantierizzazione del tratto Pradello–Abbadia, tassello dell’itinerario regionale PCIR 3 “Adda”, opera inserita in un quadro infrastrutturale più ampio e dal valore strategico per la mobilità lenta sul lago.
Proprio su quella seduta consiliare si concentra oggi una delle contestazioni più pesanti mosse da La Nuova Abbadia Lariana. Dalle dichiarazioni rese dal sindaco, sostiene il gruppo, emergerebbe che in Consiglio sarebbero stati approvati elaborati e allegati non aggiornati e non corrispondenti alle modifiche e integrazioni richieste dagli enti competenti. Un rilievo che la minoranza giudica tutt’altro che formale. “Già durante la seduta di Consiglio Comunale era stato richiesto il rinvio del punto per discrepanze tra gli elaborati — scrive il gruppo — e a maggior ragione oggi se ne richiede l’annullamento per le comprovate differenze che non sono più formali come sostenuto ma sostanziali”.
Nel merito tecnico, la minoranza richiama anche uno degli aspetti più discussi negli ultimi mesi: la quota del ponte. Già a fine 2024 era emerso che, al termine dei confronti tra Comune, Anas e Provincia, si era deciso di abbassare l’arcata della struttura di circa un metro, con conseguente accorciamento delle rampe di accesso. Ora La Nuova Abbadia Lariana evidenzia che, pur essendo stata modificata la quota del ponte con un abbassamento di 75 centimetri, la rappresentazione grafica non risulterebbe aggiornata in modo coerente. Un elemento che, nella lettura del gruppo, rafforza i dubbi sulla corrispondenza tra il progetto approvato e gli elaborati effettivamente circolati.
Nella nota non manca però un’apertura politica. La minoranza accoglie con favore l’ipotesi, evocata dal sindaco, di costituire una tavola rotonda che coinvolga tutte le realtà direttamente interessate dall’opera: Italia Nostra, Soprintendenza, associazioni ciclistiche, comitati e altri soggetti portatori di interesse. Per La Nuova Abbadia Lariana, tuttavia, il confronto pubblico dovrebbe essere accompagnato da un atto amministrativo preciso: la sospensione dell’iter progettuale, da formalizzare già nel prossimo Consiglio comunale, in nome della “massima trasparenza amministrativa”.
La richiesta finale è la più netta: annullare la delibera del 29 novembre 2025 e, di conseguenza, tutti gli atti di Consiglio e di Giunta collegati alla sua approvazione. Una domanda che alza ulteriormente il livello dello scontro su un’opera che, pur condivisa nelle finalità generali, continua a dividere sulla forma e sulle modalità realizzative.
Il caso del ponte ciclopedonale di Abbadia, del resto, non nasce oggi. Il progetto del collegamento tra Lecco e Abbadia è in discussione da anni e già nel 2023 il Comune parlava di una passerella sospesa “rivista strutturalmente e potenziata” rispetto alle prime versioni. Da allora il tracciato è stato aggiornato, il raccordo con la viabilità comunale ha generato nuove discussioni e il tema dell’impatto paesaggistico è diventato sempre più centrale nel confronto pubblico. Oggi, con l’intervento di Italia Nostra, la replica del sindaco e la controreplica della minoranza, quella discussione si riaccende in tutta la sua portata politica e amministrativa.
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