Chiusura guardia medica a Mandello: petizione per il ripristino, scontro sui ritardi

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Il gruppo di maggioranza “Il Paese di Tutti” lancia una raccolta firme per mantenere la continuità assistenziale

Dura la replica di Casa Comune: “Iniziativa tardiva, i cittadini non sono stati difesi per tempo”

MANDELLO – Con l’orizzonte del trasferimento della guardia medica da Mandello a Bellano, indicato sul territorio come imminente e collegato all’apertura della Casa di Comunità finanziata dal PNRR, in paese si apre ora una nuova fase: quella della mobilitazione pubblica. Nei giorni scorsi erano arrivati gli appelli istituzionali dei sindaci del territorio e le prime prese di posizione della politica locale; adesso è la maggioranza consiliare a chiamare direttamente in causa i cittadini con una petizione per il ripristino del servizio.

Il gruppo di maggioranza Il Paese di Tutti ha infatti lanciato la raccolta firme con un messaggio netto: “PETIZIONE PER IL RIPRISTINO DEL SERVIZIO DI GUARDIA MEDICA. È notizia ufficiale che il servizio di Guardia Medica venga spostato da Mandello. Insieme agli sforzi che faremo come gruppo di maggioranza in consiglio comunale e attraverso ogni possibile interlocutore, riteniamo importante che venga rappresentata anche la voce diretta dei cittadini. Il servizio deve essere assolutamente ripristinato”. L’invito è a firmare subito oppure a recarsi lunedì al gazebo previsto al mercato.

Nello stesso solco si inseriscono le parole del sindaco Riccardo Fasoli, che rivendica di aver posto il problema fin dall’inizio: “Sapevo personalmente della necessità della casa di comunità, ma ho fin da subito espresso le necessità mandellesi chiedendo che venisse trovata una soluzione, anche parziale, al nostro problema. Forse non ho gridato abbastanza. Facciamo capire quanto questa problematica sia importante anche senza alzare i toni”.

Già ieri i sindaci di Mandello, Abbadia e Lierna si erano schierati per chiedere il mantenimento del presidio (oggi ospitato in via degli Alpini nel 23 marzo e che dovrebbe trasferirsi a Bellano il 23 marzo), ritenuto essenziale per un bacino di oltre 15 mila abitanti e per la collaborazione con il Soccorso degli Alpini nelle visite domiciliari. Nelle stesse ore, anche Casa Comune per Mandello democratica e il consigliere regionale Giacomo Zamperini avevano sollevato pubblicamente il caso.

Ed è proprio da Casa Comune per Mandello democratica che oggi arriva la replica più dura all’iniziativa della maggioranza. La minoranza parla di “comportamento politico sconcertante” e punta il dito contro i tempi dell’operazione. “La chiusura della guardia medica di Mandello, prevista dal 23 marzo, evidenzia un comportamento politico sconcertante e che indigna”, scrive il gruppo. Nel mirino c’è soprattutto la scelta della maggioranza di promuovere una petizione solo adesso, quando – sostiene l’opposizione – la decisione sarebbe già stata assunta.

La domanda posta dalla minoranza è diretta: “Perché solo adesso?”. Secondo Casa Comune, il sindaco sarebbe stato a conoscenza della situazione da tempo, senza che i cittadini venissero informati con anticipo né coinvolti in un confronto pubblico. Da qui l’accusa politica più pesante: la raccolta firme arriverebbe non per difendere il territorio, ma “per salvare la faccia politicamente quando i giochi sono ormai fatti”.

Nel comunicato, la minoranza insiste anche su un secondo punto, quello del rapporto con i livelli istituzionali superiori. La vicenda viene definita “ancora più paradossale” perché la maggioranza che governa Mandello sarebbe politicamente collegata alle stesse forze che guidano Regione Lombardia, cioè l’ente da cui dipende la programmazione della sanità territoriale. Una sottolineatura con cui Casa Comune cerca di spostare il confronto dal piano locale a quello delle responsabilità politiche più ampie.

Resta però, al di là dello scontro, il nodo sostanziale: la preoccupazione dei cittadini per la perdita di un presidio di prossimità nelle ore notturne, festive e prefestive. Su questo, anche la minoranza sceglie di distinguere la critica politica dal giudizio sulla mobilitazione popolare: “I cittadini che stanno firmando la petizione non meritano alcuna critica. La loro preoccupazione è reale e pienamente legittima”.

Così, mentre Mandello si prepara a una raccolta firme che punta a dare forza alla richiesta di mantenere il servizio in paese, il quadro politico locale si irrigidisce. Da una parte la maggioranza prova a costruire una pressione dal basso per ottenere il ripristino della guardia medica; dall’altra la minoranza denuncia un’iniziativa tardiva e chiama in causa le responsabilità di chi governa il Comune. In mezzo resta il territorio, che chiede una risposta chiara e soprattutto rapida su un servizio considerato essenziale.