Dervio, nuove regole e sanzioni. Scontro sul regolamento di polizia urbana

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Il sindaco: “Si attendeva da trent’anni, stabilisce regole chiare di convivenza”

L’opposizione: “Nuovi divieti con sanzioni elevate, regole incomprensibili”

 

DERVIO – Dal 1990 era obbligatorio il Regolamento di polizia urbana ma il Comune di Dervio non lo aveva mai adottato e nella seduta del 23 il Consiglio comunale ha approvato il primo regolamento del genere in paese. Il regolamento conta oltre 200 articoli con tante novità che non hanno mancato però di sollevare qualche polemica dall’opposizione.

“Il regolamento di Polizia urbana è importante per stabilire regole chiare di convivenza e per questo sono inclusi una serie di aspetti molto vari che possono sembrare lontani dal quotidiano di Dervio ma che se previsti potranno evitare problemi futuri” ha spiegato il sindaco Stefano Cassinelli.

Stefano Cassinelli, sindaco di Dervio

“Nel regolamento – aggiunge – sono previste una serie di attività che è giusto normare perchè in assenza di un regolamento si deve procedere continuamente con ordinanze che spesso arrivano in ritardo rispetto alla problematica trattata. Dalle aiuole private non potate ai fuochi d’artificio, dalle deiezioni canine al decoro pubblico passando per pratiche come il soft air, l’occupazione di suolo pubblico, la pratica del kite surf, ai barbecue e così via”.

Oltre a questo, sono stati approvati anche altri regolamenti che non erano più a norma da diversi anni, tra questi anche quello sulla Privacy: “Dal 2006 non a norma – spiega il sindaco – ma nonostante questo ha ricevuto il voto contrario della minoranza”.

E proprio dalla minoranza, guidata dall’ex sindaco Davide Vassena giungono le critiche alle novità raccolte nel regolamento: “Si introducono per i cittadini decine di nuovi divieti, con sanzioni molto salate. Per installare una semplice tenda si dovranno rispettare numerose prescrizioni, e su spazi soggetti ad uso pubblico in ambiti di interesse monumentale o storico un cittadino dovrà chiedere il parere degli organi comunali e delle altre autorità competenti (sanzione da 100 a 500 euro). È vietata dalle ore 20 alle 7 la somministrazione e la vendita di bevande in contenitori di vetro (sanzione da 200 a 500 euro): ma rispettando la norma dovrebbero essere vietati anche i bicchieri di vetro nei bar. Vietato scuotere, spolverare e battere, da balconi e finestre prospicienti vie e piazze pubbliche, tappeti, panni, materassi o biancheria (sanzione da 200 a 500 euro); l’operazione può essere fatta solo dalle 8 alle 10 esclusivamente nei cortili interni, per chi li ha”.

Il gruppo di opposizione aggiunge: “È vietato versare o immettere, anche occasionalmente, le acque piovane provenienti da tetti e grondaie in fossi e corsi d’acqua (sanzione da 200 a 500 euro). Nell’abitato nessuno può, senza speciale autorizzazione, accendere fuochi artificiali. Il 31 dicembre ci sarà quindi una corsa in Comune a farsi autorizzare o si pagheranno sanzioni tra 200 e 500 euro?  Sono vietate le comunicazioni effettuate all’aperto tramite impianti acustici installati su mezzi: il povero rappresentante della pro loco che pubblicizzerà la tombola nelle vie del paese rischia una sanzione da 100 a 500 euro”.

Davide Vasseina

Altri divieti appaiono per la minoranza “incomprensibili per la nostra realtà. Ad esempio ‘è assolutamente vietato riscaldare la cera naturale e artificiale, specialmente se in miscela con acquaragia, sopra fiamma libera o focolare; tale riscaldamento dovrà essere fatto a bagnomaria con acqua calda’. Ci risulta difficile pensare a chi voglia infrangere tale divieto, ma in tal caso lo attenderà una sanzione da 200 a 500 euro. In compenso viene regolamentata la costruzione di magazzini di sale, le distanze delle api dagli… impianti di produzione di zucchero, le regole per mercanti, negozianti, produttori o gente d’affari che si radunano periodicamente sul suolo pubblico per contrattazioni di mercato: ma chi ha mai visto in paese tutto questo?”