In sala civica a Molina il sindaco uscente ha presentato squadra e linee guida in vista del voto del 24 e 25 maggio
Una squadra che unisce esperienza e nuovi ingressi, nel programma focus su frazioni, opere pubbliche, viabilità, giovani, turismo e servizi
MANDELLO – “Abbiamo dato tutto per questo paese in questi dieci anni. Ora vogliamo continuare e completare il lavoro iniziato, con nuove idee e con una squadra ancora più rappresentativa di tutto il territorio“. Così Riccardo Fasoli, sindaco uscente e candidato per la terza volta alla poltrona di primo cittadino, ha aperto in sala civica a Molina (Mandello) la serata di presentazione della lista “Il Paese di Tutti”, dando ufficialmente il via alla campagna elettorale in vista del voto del 24 e 25 maggio. La coalizione civica uscente ha cercato di mettere in fila il lavoro svolto, il metodo con cui è stata costruita la nuova squadra e le priorità dei prossimi cinque anni
Il criterio seguito, ha rivendicato il sindaco, è stato duplice: equilibrio generazionale e rappresentanza territoriale. “Come sempre abbiamo cercato di fare il possibile per avere un po’ tutte le età all’interno della nostra compagine – ha spiegato, aggiungendo che per “Il Paese di Tutti” è fondamentale “cercare di avere rappresentanti per ogni frazione, per ogni territorio di Mandello“, perché conoscere i problemi soltanto per sentito dire non basta: “Avere qualcuno all’interno del gruppo che ti aiuta o anche solo ti segnala costantemente le problematiche è una cosa importante, magari impegnativa, però veramente importante”.

Ha anche ricordato il contesto in cui è maturata l’azione amministrativa degli ultimi cinque anni: “Sono stati impegnativi, siamo usciti dal Covid, abbiamo avuto una serie di cantieri anche decisamente importanti, una serie di fragilità, anche sociali, non indifferenti. C’è un cambio epocale in corso anche sotto il profilo economico che tocca il nostro territorio e lo sappiamo, per esempio nel sistema industriale, e c’è un comparto turistico tutto da costruire”. A questo si è aggiunta la riorganizzazione della macchina comunale: “Negli ultimi cinque anni è cambiato tanto personale, tanti sono andati in pensione e soprattutto abbiamo cambiato cinque responsabili su sette. Non è facile perché vuol dire in alcuni settori perdere della memoria storica e doversi riorganizzare”. Eppure, ha aggiunto, la risposta è stata positiva: “Chi non lavora più in Comune e chi è arrivato dopo si è inserito molto bene e sta veramente dimostrando di lavorare per il territorio”.
I candidati: uscenti, nuovi ingressi e un’idea di lista radicata nel paese
Dopo l’introduzione del sindaco, la parola è passata ai candidati. Fasoli ha scelto di far parlare prima gli uscenti e poi i nuovi ingressi.

Il primo a intervenire è stato Sergio Gatti, 74 anni, definito dallo stesso Fasoli “il nostro decano”. Gatti si è presentato come “nato e cresciuto a Mandello” e soprattutto come “fondatore di questa lista, Paese di Tutti, nata a fine 2004”. Una lista che, ha ricordato con orgoglio, “ormai è diventata maggiorenne, oltre vent’anni fa”. Attualmente assessore a Sport, Polizia locale e Protezione civile, ha rivendicato anche un lungo impegno nel volontariato: “Faccio parte da vent’anni del gruppo Arcobaleno, formato da ragazzi diversamente abili, e faccio l’accompagnatore per i vari sport che fanno: sci, atletica, bocce”. Perché ricandidarsi dopo oltre trent’anni di amministrazione? “Per dare il mio contributo, portando la mia esperienza amministrativa”. Ma soprattutto per seguire due progetti a cui tiene in modo particolare: “Vorrei vedere portare a termine importanti progetti in ambito sportivo, settore di cui mi sono sempre occupato, come il nuovo centro remiero Canottieri Moto Guzzi e il nuovo manto sintetico del campo sportivo di calcio”. Tra le altre priorità indicate da Gatti ci sono la riqualificazione dei centri storici di Molina, dove vive, Somana e Maggiana, oltre al tema dello svincolo verso Lecco, ritenuto strategico soprattutto per i pendolari: “Ci terrei a vedere di risolvere queste situazioni perché conosco bene la via dei pendolari alla mattina che vanno verso Lecco”.

La seconda a prendere la parola è stata Silvia Nessi, assessora uscente al Turismo e al Commercio. 61 anni e una lunga esperienza professionale alla guida della propria attività familiare, Mamma Ciccia, che porta avanti da 22 (quasi 23 anni), insieme al fratello, suo socio, alla figlia e ai dipendenti, che ha voluto ringraziare per averle consentito di affrontare anche l’esperienza amministrativa. “L’amministrazione è come avere un altro lavoro, quindi il tempo non basta mai”, ha ammesso. Ma allo stesso tempo l’ha definita “una bellissima esperienza”, perché le ha permesso di vedere Mandello in modo diverso: “Mi ha permesso di uscire un po’ da quella che era la mia realtà, la mia famiglia, il mio lavoro, e vedere un po’ cosa succedeva dall’altra parte”. La ricandidatura nasce dalla volontà di proseguire sul tema a lei più caro: “Voglio lavorare e sto lavorando sul turismo perché lo vedo come un’opportunità e non una cosa che dobbiamo subire”. Ha quindi rivendicato il lavoro avviato sul Distretto del Commercio del Lago Orientale, costruito insieme ai Comuni vicini (Abbadia, Lierna e gli altri territori coinvolti) come progetto da consolidare.

È stata poi la volta di Doriana Pachera, 73 anni, abita a Mandello da 41 ed è stata insegnante per cinquant’anni, di cui 38 a Mandello. Nel mandato appena concluso ha ricoperto il ruolo di assessora a Cultura, Istruzione e Pari opportunità. Ha ricordato di seguire anche varie associazioni lecchesi, come la Casa del Pozzo di Padre Angelo e Les Cultures. In questi cinque anni, ha spiegato, il suo obiettivo è stato soprattutto uno: “Continuare una collaborazione con le associazioni di Mandello”. Un altro punto qualificante del suo intervento è stato il rapporto con i singoli cittadini e le loro competenze: “Tutti i cittadini che si sono presentati con le loro proposte, che fossero artisti, fotografi, scrittori di Mandello, sono stati accolti e abbiamo dato loro tutte le possibilità per inserirsi nelle rassegne che abbiamo predisposto come amministrazione”. La scuola, ha insistito, è sempre stata al centro del suo lavoro. “Voglio continuare a mettere la mia esperienza, le mie competenze e la mia concretezza al servizio del paese”.

Nel passaggio successivo è intervenuto Guido Zucchi, 70 anni, impegnato nell’ultimo mandato come assessore dei Servizi sociali e delle Politiche giovanili, che ha sottolineato il peso della struttura comunale: “Dalla struttura 1, che è appunto quella dei servizi sociali ma anche dell’istruzione e della cultura, nel 2025 sono passati più di 2300-2400 residenti di Mandello”. Ha rivolto un “tanto di cappello alla struttura e agli impiegati”, legando la propria ricandidatura alla volontà di proseguire il lavoro sul territorio.

Poi è toccato a un altro esponente uscente, Igor Amadori, 52 anni: “Il lavoro di questi cinque anni e mezzo è stato un lavoro di gruppo, non un lavoro di singola persona”. Da qui la scelta di ricandidarsi “fondamentalmente per due motivi”: il lavoro di squadra svolto e la necessità di portare a termine quanto avviato, tra interventi da concludere e nuove opere da inaugurare. Ha sottolineato che il cambiamento nella composizione della lista va letto in modo positivo: “Linfa nuova, idee nuove”. Ha però anche ricordato che amministrare è “abbastanza logorante”, perché obbliga a misurarsi ogni giorno con “la critica e la mala informazione”. Da qui il richiamo a una delle idee che vuole continuare a portare avanti: una Mandello più sicura, vicina agli anziani e alle fasce deboli, con il progetto del controllo di vicinato, nuova iniziativa promossa dalla Prefettura. E ancora: il recupero del senso civico, anche a partire dalla cura degli spazi pubblici. “Mandello è casa nostra e se siamo noi i primi a non tenerla bene, pulita, in considerazione, possiamo fare qualsiasi iniziativa ma non porterà niente di buono”. Ha ricordato inoltre le esperienze maturate in Silea e in Anci Lombardia, nella commissione su autonomia e riforma dello Stato, come patrimonio politico da mettere a disposizione della lista.

Tra gli uscenti ha parlato anche Franco Curioni, 62 anni, orgogliosamente vissuti tutti a Mandello. Dopo il diploma al Badoni di Lecco, ha lavorato nel controllo qualità in una delle più importanti aziende di Mandello e negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale. Ha definito l’esperienza amministrativa “molto positiva” e ha spiegato di aver cercato di “mettere il massimo impegno nelle varie collaborazioni” richieste dagli assessori. Ha rappresentato il Comune nell’accordo di programma relativo al Sentiero del Viandante, ma soprattutto ha rivendicato una cifra molto concreta del proprio impegno: “Stare in mezzo alla gente, in un quartiere o nelle vie del paese, raccogliere tutte le problematiche che mi venivano segnalate,dove è stato possibile risolverle personalmente o segnalarle agli assessori di competenza”. Curioni ha annunciato anche che tra meno di due mesi sarà in pensione e che, in caso di elezione, potrà quindi “avere più tempo per dedicare la missione dell’amministratore”.

Tra le nuove leve ci sono Giulia Alippi, 31 anni. Nipote di Umberto Todero, che insieme a Carcano e a Guzzi ideò il V8, motore simbolo dell’azienda. Dal punto di vista professionale, ha raccontato un percorso che parte dal diploma in grafica pubblicitaria, prosegue con due anni in America tra lavoro e college, e torna poi a Mandello, dove ha svolto esperienze diverse. La più significativa è stata quella di marketing manager da libera professionista, attività che le ha permesso di conoscere da vicino il tessuto produttivo locale, dall’industria di produzione, all’artigiano, al turismo. Parallelamente, ha seguito la nascita di Taxi Boat Mandello, attività turistica fondata dal compagno e oggi da lei gestita, che accoglie centinaia di clienti stranieri da tutto il mondo. Quali competenze porta in lista? “Niente polvere di stelle, ma gli strumenti che uso tutti i giorni nel mio lavoro”: creatività, comunicazione, gestione di siti, grafica, social, organizzazione e amministrazione di un’attività, ma anche il rapporto con le persone e l’apertura mentale maturata lavorando a contatto con clienti di culture diverse. “Mi permette di accogliere non solo le proposte e le iniziative, ma anche le critiche, perché penso che siano un feedback importantissimo”, ha detto.

È intervenuto poi Luca Benvenuti, 43 anni, grafico pubblicitario e responsabile di un negozio sportivo a Lecco. Sposato, padre di due ragazzi di 13 e 14 anni, ha raccontato di essere cresciuto e di abitare tuttora a Mandello, “un luogo a cui sono completamente legato”. Ha ricordato anche l’esperienza del servizio civile svolto presso la Nostra Famiglia di Mandello, definendola fondamentale nella formazione dei propri valori: impegno, costanza, rispetto e attenzione verso gli altri. Al centro del suo intervento c’è stato però lo sport: “Per me ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita”. Pratica ancora ciclismo agonistico, in particolare mountain bike, ed è maestro di mountain bike per il settore giovanile della Federazione. Ha spiegato di aver accolto la proposta di candidarsi perché convinto che lo sport sia “uno strumento educativo straordinario”, capace di trasmettere ai giovani principi sani. L’obiettivo che si è dato è “migliorare la qualità della vita dei cittadini, partendo dall’ascolto delle persone e dalla collaborazione con le realtà già presenti sul territorio”, lavorando in particolare con i giovani, con le associazioni sportive locali e con le scuole. Ma ha insistito anche sulla valorizzazione del territorio “sia montano che lacustre”, visto come “una risorsa preziosissima che merita di essere tutelata e promossa”.

Molto legato al mondo sportivo anche l’intervento di Aurora Paola Caligiuri, 29 anni, cresciuta a Olcio. Oggi lavora in analisi dati, marketing e progetti, ma ha definito lo sport “la mia passione più grande”. Ha praticato canottaggio alla Canottieri Moto Guzzi, poi, finita la fase agonistica, si è candidata alla vicepresidenza della società, ricoprendo un mandato e restando tuttora nel collegio della società. Oggi pratica triathlon con il Triathlon Mandello. Perché candidarsi? “Perché vorrei che a Mandello lo sport venga considerato un’attività che possa essere fatta da tutti, dai piccoli, passando per gli adulti, fino all’età avanzata. Perché credo che un’istituzione debba avere come obiettivo primario la salute e per me lo sport è salute”. Ha poi allargato lo sguardo, descrivendo Mandello come un intreccio di natura, cultura e industria, “un mix molto complesso e con grande potenziale”. Da qui la volontà di lavorare sia sullo sport sia sul turismo sportivo, valorizzando i percorsi, il lago e la montagna, ma anche di dare ai giovani “un punto di appoggio nelle istituzioni”. Tra i contributi che ritiene di portare ci sono la visione analitica, derivante dagli studi in diritto ed economia, ma anche la disciplina, la resilienza e lo spirito di squadra appresi nello sport.

Assente per ragioni di salute, ma comunque presentato da Fasoli, Leonardo Ciappesoni, 29 anni, sarà il referente della lista per Maggiana. Già responsabile dell’Infopoint comunale, attivo nel GAMAG e nella valorizzazione della Torre di Maggiana. Oggi è docente nelle scuole superiori. Fasoli ha ricordato che in passato aveva perfino provato a coinvolgerlo in Comune attraverso un concorso, ma lui aveva scelto l’insegnamento. Un altro aspetto importante del suo profilo riguarda i bandi: in questi anni ha seguito, per la chiesa di San Giorgio e per la parrocchia di Abbadia, alcuni progetti sostenuti dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese, diventando quindi una figura preziosa per intercettare le risorse e avere persone in grado di capire e gestire i bandi pubblici”.

Tra gli interventi più sentiti quello di Silvia De Battista, emozionata perché, come ha detto, per anni è stata “tecnico” e ora si trova in una veste pubblica nuova. Ha 63 anni, una famiglia con due figlie e un marito, e soprattutto 43 anni di lavoro al Comune di Mandello: entrata a 20 anni, uscita il 31 dicembre 2025. Ha iniziato come scrutatrice alle elezioni, poi ha fatto il censimento, entrando nelle case e aiutando le persone, soprattutto anziane, a compilare i questionari. È stata quella l’origine della sua passione per il pubblico. Poi sono arrivati i concorsi, l’ingresso effettivo in Comune e una lunga carriera in quasi tutti gli uffici: segreteria, anagrafe, protocollo, ragioneria, personale. Dal 2000 è passata alla struttura 1, cioè servizi sociali, istruzione e cultura, dove ha lavorato per altri 26 anni. “Piano piano abbiamo creato una struttura che posso dire che funziona. Ci sono tutti i servizi e siamo a un buon punto”, ha detto. La candidatura nasce da un forte legame con il paese: “Mandello per me davvero è tutto. È il mio paese. Ci sono nata, sono cresciuta, mi sono sposata e ho lavorato per tutta la carriera”. E dalla volontà di mettere a disposizione “l’ascolto che è dovuto, cioè le esigenze delle persone, le domande che mi hanno fatto, i servizi che hanno chiesto e vedere di migliorare sempre di più quello che ora c’è”.

Poi l’intervento di Federico Goretti, classe 1979, che ha premesso di essere “forse quello che si deve presentare più di tutti”, non essendo originario di Mandello ma di Bellano, pur con radici diffuse tra Lecco, Valsassina e Valtellina. Lavora come agente di commercio da 25 anni, su un’area che comprende le province di Sondrio, Lecco, Como, Varese e Monza, e ha già alle spalle due mandati da consigliere a Bellano, l’ultimo anche da candidato sindaco. Ha spiegato che la politica locale lo appassiona e che ciò che più conta, nel pubblico come nel lavoro, è l’ascolto. Ha poi definito Mandello “il paese più grande, più importante, più ricco della riviera orientale del lago”, da valorizzare ancora di più in ambito industriale, turistico e commerciale. Arrivando dal commercio, ha spiegato, per lui il negozio e la vitalità delle attività sono “uno dei termometri chiave per capire la salute e la bontà di un paese”. Ha infine detto di volersi mettere a disposizione anche per favorire il rapporto con gli enti superiori, Provincia e Regione, fondamentali per finanziare e sostenere i Comuni.

Alberto Maggioni, 30 anni, ingegnere civile, ha ricordato di seguire il gruppo dal 2019, occupandosi in particolare della parte burocratica e amministrativa. In questi anni ha collaborato anche con il Comitato Gemellaggi del Comune e con realtà associative come la Polisportiva (in particolare il basket) e la scuola di musica comunale Project Rock School. La scelta di candidarsi nasce dalla volontà di “fare un passo ulteriore” e assumersi le responsabilità del consiglio comunale. Ha detto di voler mettere a disposizione “capacità tecniche derivanti dal percorso di studi e dal lavoro, ma anche la voglia di fare e la disponibilità”. Si è definito una persona dal carattere “abbastanza pacato”, anche capace di fare da mediatore quando gli animi si scaldano. Ha raccontato di amare molto i viaggi, ma di non aver mai trovato “nessun altro posto al mondo che possa competere con Mandello”. E pur riconoscendo il tanto già fatto dall’amministrazione, ha aggiunto: “Si può fare di più e spero di poter dare il mio contributo nei prossimi cinque anni a fare tutto quello che c’è sul programma e anche qualcosina in più”.

Roberto Rosa, 64 anni, da poco in pensione, arriva dal mondo del volontariato, dove ha ricoperto anche ruoli di responsabilità. Ha spiegato che il volontariato gli è “entrato dentro” e che continua a farlo perché crede che “non dobbiamo sottrarci agli impegni che ci sono nel nostro paese”. Dopo aver condiviso il programma della lista, ha deciso di candidarsi anche per la forte appartenenza al territorio: 27 anni trascorsi a Rongio, gli altri a Mandello. “Mandello è un paese dove si vive bene. Io vivo bene, penso che ci vivano bene anche molte altre persone”, ha detto, sottolineando però che la “bella cittadina” deve essere tenuta in ordine e resa sempre più attenta a chi è “meno fortunato di noi”.

Uno degli interventi più personali è stato quello di Giuliana Succo, 58 anni, che ha ricordato di non essere originaria di Mandello. È arrivata circa dieci anni fa, “assolutamente per caso”, dopo aver perso la casa a Monza a causa di una esondazione. Un amico l’ha accolta qui e da allora, ha raccontato, ha trovato “una lunga fila di altre persone che mi hanno accolto anche nelle cose più piccole”. Questo l’ha colpita molto, insieme “alla facilità con cui si riesce a parlare con le persone qui a Mandello” e al “livello culturale, la sensibilità e la specialità delle persone di questo paese”. Da qui la decisione di entrare “un pochino più all’interno del cuore di Mandello”, senza aver mai fatto amministrazione prima. Il suo obiettivo è dare qualcosa al paese, ma anche ricevere di più in termini di conoscenza e relazioni: “Se mi trovate in giro, acchiappatemi e ditemi tutto quello che volete. Io non vedo l’ora di parlare con voi e di conoscervi meglio”.

A chiudere la presentazione dei candidati è stato Cesare Tentori, 50 anni, avvocato con studi a Lecco, Civate e Galbiate, sposato e padre di due figlie minorenni. Fa parte del gruppo “Il Paese di Tutti” da ormai dieci anni. Ha ricordato di aver conosciuto nel tempo tutti i consiglieri e gli assessori dei mandati di Fasoli, da cui ha detto di aver imparato molto. Ha ricoperto incarichi pubblici, tra cui la presidenza del Consiglio d’Istituto Alessandro Volta fino al 2025, ed è attualmente vicepresidente della Polisportiva. Ha spiegato di candidarsi “per mettere a disposizione le competenze personali, professionali e pubbliche che ho acquisito in questi anni, cercando di rendere Mandello ancora più vivibile e attrattivo di quello che già è stato fatto”. Il suo intervento ha insistito sul fatto che il programma è “concreto, attuabile e con tanti investimenti oltre quelli che sono già stati fatti in tutti i campi”: sicurezza, istruzione, sociale, sport, infrastrutture, opere pubbliche, tutela delle frazioni, delle attività produttive e del lavoro.
Il programma di Fasoli: concretezza, opere e visione di sviluppo
Terminata la presentazione dei candidati, Fasoli ha preso nuovamente la parola per illustrare il programma. Un intervento dettagliato, in cui ha più volte insistito sul metodo della concretezza.
“È da dieci anni che presentiamo un programma fatto di proposte concrete che poi lasciamo a disposizione tutti gli anni sul bilancio consuntivo – ha detto -. Tutti gli anni riportiamo tutti gli obiettivi, non solo quelli che abbiamo raggiunto, ma proprio per rendere conto a noi, magari anche alle minoranze e a chi vuole, di quello che siamo riusciti a fare rispetto a quello che abbiamo proposto”.
Il sindaco uscente ha rivendicato due risultati principali degli ultimi cinque anni. Il primo è di natura finanziaria: “Siamo partiti nel 2015 con quasi 10 milioni di indebitamento al Comune di Mandello e siamo al 31 dicembre 2025 intorno ai sei milioni e mezzo, quindi togliendo più del 30% dell’indebitamento“. Il secondo è la capacità di reperire finanziamenti: “In cinque anni non possiamo avere quasi 9 milioni di euro in tasca nostra o dei nostri cittadini. Abbiamo dovuto cercare risorse esterne, spesso su bandi, quindi anche su interventi particolari”. Fasoli ha spiegato che molte risorse sono vincolate per destinazione (come nel caso del lungolago di Olcio, della ciclopedonale Brezza o del nuovo centro sportivo) e che quindi il lavoro di amministrazione consiste anche nel saper intercettare fondi e calarli in un disegno coerente.
Moto Guzzi e Redaelli, le due grandi partite strategiche
Uno dei passaggi più forti del suo discorso ha riguardato i due grandi interventi privati sul territorio. Sul nuovo stabilimento Moto Guzzi, Fasoli ha ricordato: “È un progetto che nasce in realtà nel 2008, che si è arenato nel 2010 per una serie di difficoltà e che dal 2015, complice chi dentro Piaggio voleva fare questo investimento e noi che per dieci anni abbiamo veramente fatto di tutto per convincere, alla fine è diventato un investimento di 40 milioni di euro”. Il progetto comprende “una fabbrica nuova, un museo nuovo, due piazze che dovrebbero essere aperte tutto il giorno, un bar, un negozio”. Fondamentale, ha spiegato, è stata anche la variante generale di PGT approvata in meno di dodici mesi, condizione necessaria per far arrivare quell’investimento.
Altro nodo strategico è l’area dell’ex vellutificio Redaelli. “Avevamo delle proposte per interventi residenziali, tre-quattro stecche di appartamenti da poter fare. Abbiamo lottato per un intervento turistico-ricettivo che secondo me sarà molto importante per il futuro di Mandello”, ha spiegato. Anche qui si parla di un investimento da “quasi 30 milioni di euro” per riqualificare due aree dismesse. L’intervento avrà ricadute anche pubbliche: un passaggio pedonale pubblico, un parcheggio da 160 auto, un parco termale, un albergo da 84 camere e una nuova relazione urbana tra il campo sportivo e il lago.
Aziende, lavoro e sistema produttivo
Fasoli ha voluto sottolineare anche il rapporto costruito con il tessuto produttivo locale. Ha citato l’impegno del Comune al Ministero del Made in Italy per la Carcano, il lavoro svolto per la Gilardoni Spa e la Gilardoni Raggi X, spiegando che l’amministrazione ha cercato di stare “vicino alle aziende del territorio ove ci è permesso”, sapendo che il Comune non ha tutti gli strumenti ma può esercitare un ruolo di raccordo e sostegno con imprenditori e lavoratori.
Cultura, eventi e scuola
Tra i risultati rivendicati ci sono anche gli oltre 80 eventi organizzati tra amministrazione e associazioni, il rilancio della rassegna teatrale (tornata dopo il Covid a più di 200 abbonati) e gli eventi musicali che registrano il tutto esaurito. Fasoli ha ricordato anche il lavoro sulla scuola, in particolare per l’inclusione e il supporto ai ragazzi con bisogni specifici. Nel programma futuro, ha spiegato, c’è la volontà di “riprendere quel lavoro fatto molto bene con la collaborazione con gli ordini professionali, per consulenze, incontri pubblici sul territorio, per tante attività e realtà importanti”.
Comunicazione, tecnologia e macchina comunale
Sul versante organizzativo e tecnologico, il sindaco uscente ha parlato della necessità di “migliorare le comunicazioni e la tecnologia”, ricordando l’interlocuzione aperta con Open Fiber sulla fibra e la nascita di un ufficio comunicazione interno al Comune da praticamente un anno, un anno e mezzo, che ha già consentito di raccontare meglio ciò che l’ente fa.
Piano urbano del traffico e logistica
Uno dei grandi punti ancora mancanti, ha ammesso Fasoli, è il piano urbano del traffico: “È quello che non abbiamo fatto fino adesso, dopo la variante generale di PGT: avere uno studio su come gestire bene la viabilità all’interno del nostro territorio, che sappiamo essere decisamente complicata”. Mandello, ha ricordato, è tagliata in due dalla ferrovia “da 140 anni”, con gran parte della realtà industriale a nord. Per questo, ha detto, serve evitare che le difficoltà logistiche diventino il motivo per cui le aziende se ne vanno: “Noi ci lamentiamo dei camion in mezzo alla strada, ma spesso i camion sono posti di lavoro che altrimenti vanno da un’altra parte”.
Tra gli interventi strategici indicati, Fasoli ha rilanciato con forza sullo svincolo verso Lecco. La versione più semplice è quella “dell’ingresso alla curva ai tornanti per andare a Maggiana”, ma il progetto più ampio, da condividere con Anas, prevede la connessione tra la zona di via San Zenone e via Mazzini, collegando viale della Costituzione con la strada per Maggiana, così da avere uno svincolo percorribile anche dai mezzi pesanti. “Per Abbadia c’è un’unica strada. D’estate basta un incidente per mettere in difficoltà noi e le nostre aziende”, ha osservato.
Accanto a questo, il programma prevede il completamento della ciclopedonale Brezza e le opere pubbliche connesse al campeggio, in particolare la strada di collegamento tra via Lungolario e via Giulio Cesare, che consentirebbe un senso unico in via Lungolario e uno spazio più sicuro per pedoni e biciclette.
Fasoli ha citato anche la viabilità pedonale in via della Carletta, con un progetto esecutivo già in corso per mettere in sicurezza “uno dei tratti più pericolosi”, e una serie di nuovi parcheggi previsti dal PGT in varie frazioni.

I progetti nelle frazioni
Il sindaco ha quindi passato in rassegna le principali opere pensate per le singole frazioni.
A Rongio il Comune intende lavorare su piazza San Giacomo e soprattutto sul parcheggio nell’area dove avrebbe dovuto sorgere la “quarta stecca” delle case popolari: una previsione mai realizzata, per la quale ci sono già stati i primi incontri con Aler. A Maggiana l’obiettivo è completare la riqualificazione della torre, per cui partirà un primo lotto da 350 mila euro, e affrontare il tema dei parcheggi e degli spazi a servizio della frazione. A Olcio il programma prevede allargamenti stradali, sistemazione dei passaggi pedonali e un “sogno importante”: l’allargamento del sottopasso verso la stazione, così da ricavare nuovi parcheggi utili sia ai residenti sia ai turisti che arrivano dal nuovo lungolago.
Per Mandello centro il sindaco ha richiamato il marciapiede di via della Carletta, il passante tra via Manzoni e via San Lorenzo, un piccolo nuovo marciapiede tra il sottopasso e via Risorgimento, l’allargamento di via Parini, la riqualificazione del nucleo storico con nuova pavimentazione e fognatura, oltre a un nuovo parcheggio legato a un’area già in parte discussa ma rallentata dal cambio di proprietà. Per Somana si punta a nuovi parcheggi nella zona del cimitero, al miglioramento della viabilità interna e all’idea di affittare spazi per parcheggi interrati, almeno in orario notturno. Per San Giorgio le priorità sono il collegamento con il Sentiero del Viandante, la sistemazione del parchetto sotto la chiesa e le opere già coperte da fondi ottenuti attraverso la Fondazione Cariplo, anche se ancora in attesa di alcuni passaggi autorizzativi. A Moregallo il Comune guarda sia alla cura delle spiagge e dei luoghi di aggregazione, sia al progetto tra le due gallerie per sistemare il “buco” che oggi rende l’area “veramente molto brutta”. La conferenza dei servizi, ha spiegato Fasoli, è in chiusura.
Ai Piani Resinelli, infine, il Comune sta lavorando con Abbadia e gli altri enti coinvolti per una gestione condivisa. Qui la particolarità è che quasi tutte le strade sono private, ma l’amministrazione intende comunque aumentare gli investimenti. Un aiuto importante è arrivato dai parcheggi blu, che stanno garantendo “120 mila euro in più da poter spendere sulla frazione”.
Sicurezza, Protezione civile, Soccorso alpino e Soccorso degli alpini
Tornando ai temi generali, Fasoli ha ripreso il filone di Mandello sicura. Il Comune ha cambiato il comandante della polizia locale, sostituito diversi agenti e ora è “quasi al completo”, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sul territorio. La videosorveglianza è già stata implementata e si vuole ampliarla ancora, soprattutto contro l’abbandono dei rifiuti.
Sulla Protezione civile, Fasoli ha ringraziato il responsabile e tutti i volontari, passati “da una decina a più di una trentina”, oggi fondamentali non solo per la pulizia ma anche per la gestione degli eventi e delle criticità. Ha ricordato inoltre il rapporto con il Soccorso alpino, oggi presente con un gruppo collegato alla stazione di Lecco che può intervenire rapidamente tra Abbadia, Mandello e Lierna.
Rifiuti, ambiente e patrimonio pubblico
Sul tema rifiuti, Fasoli ha introdotto una riflessione molto netta: “Ogni cestino che c’è permette di avere pulito, ma non rispetta l’ambiente”. Ha spiegato che spesso i cestini vengono usati impropriamente per i sacchetti dell’indifferenziata anche da parte di residenti e che quindi “avere pulito non è automaticamente rispetto per l’ambiente”. L’obiettivo, ha spiegato, è lavorare su un nuovo centro di raccolta, più grande e più funzionale, che possa anche consentire il conferimento più frequente dei rifiuti speciali, evitando ai cittadini di tenere “la bottiglia dell’olio esausto in mano per un mese”.
Ha anche ricordato gli interventi di pulizia e manutenzione ordinaria, compresa l’apertura di “quasi 800 tombini tutti gli anni”, e la volontà di continuare a investire sul patrimonio pubblico, sulle riqualificazioni energetiche e sulla ristrutturazione di scuole, ambulatori e strutture comunali. Un esempio già avviato è la creazione di una nuova area studio-coworking dentro la biblioteca/centro diurno, resa necessaria dal fatto che molti ragazzi la usano per studiare ma con esigenze diverse. Altro tema è la razionalizzazione degli spazi pubblici e delle strutture affidate alle associazioni.
Scuola, cultura, giovani e servizi sociali
Sul fronte della scuola, Fasoli ha ribadito la continuità dell’investimento sull’offerta formativa, dai nidi alle medie. “Lo facevamo molto bene con le scuole dell’infanzia, lo facciamo sempre meglio anche con le elementari e con il nostro istituto”, ha detto. Ha insistito in particolare sull’inclusione scolastica: “Continuare l’attenzione agli utenti con disabilità, ma anche evitare di creare dei ghetti”. Tra i percorsi già avviati ha citato il consiglio comunale dei ragazzi, l’educazione alla lettura, alla sicurezza stradale, alla legalità, al rispetto della cosa pubblica, all’educazione civica, alla pace, all’accoglienza e al rispetto delle differenze.
Sul piano culturale, il sindaco vuole “mettere insieme quello che si fa sul nostro territorio, che è tantissimo, ma spesso si fa fatica a comunicarlo tutti insieme”. Da qui l’idea di proseguire con la stagione teatrale e musicale e di continuare a costruire una proposta estiva comunale, mentre prima del Covid il paese tendeva a lasciare l’estate soltanto alle feste e alle sagre. L’obiettivo è mantenere “almeno un evento ogni 15 giorni”, riportando quando possibile gli eventi anche nelle frazioni.
Sul versante sociale, Fasoli ha ricordato che la progettazione dell’ambito è stata rinnovata da poco per altri quattro anni e che il Comune intende rafforzare i servizi di conciliazione vita-lavoro, il Crest estivo, la promozione delle attività rivolte ai giovani, anche attraverso progetti condivisi con Anci per insegnare ai ragazzi come organizzare eventi culturali e associazioni sul territorio.
Quanto ai giovani, il sindaco ha detto di voler istituire un tavolo permanente di confronto. Il programma punta a spazi dedicati, luoghi di aggregazione, nuove realtà sul territorio e una valorizzazione di esperienze già presenti, come il chiosco ai giardini o il possibile ruolo futuro del lido.
Sport, Canottieri, lido
Il progetto simbolo è il nuovo Centro Remiero, intitolato a Giuseppe Moioli. L’opera, che potrà partire dopo l’approvazione della modifica dell’accordo da parte di Regione, dovrebbe entrare in gara a breve e i lavori avviati entro settembre. Per Fasoli il centro sportivo non è solo un impianto: è un modo per riconoscere il valore di una società che spesso il paese “ricorda quando prende le medaglie”, ma che ha bisogno di strutture adeguate. Il nuovo impianto, inoltre, “libererà il lido comunale”, che oggi vive una gestione mista tra attività sportiva e fruizione balneare. L’idea è avere una struttura sempre più dedicata ai residenti, ma anche aperta tutto l’anno e collegata alla nuova area ex Redaelli.
Altri punti sono il manto sintetico del campo sportivo (da completare entro fine anno insieme alla Polisportiva calcio) e la possibilità di dotare Mandello di una propria imbarcazione “Lucia” intestata al paese, opportunità mancata in un bando del 2012 che ora si vorrebbe recuperare.
Turismo, Moto Guzzi, lago e mobilità
Infine, il turismo. Fasoli ha ribadito la volontà di “creare ancora più sinergie tra i soggetti che già si occupano di turismo sul nostro territorio” e di sviluppare “elementi, percorsi e attrazioni che possano essere importanti per i cittadini di Mandello ma anche per chi viene da fuori”. Il ruolo della Moto Guzzi viene visto come sempre più centrale: l’idea, ha spiegato, è che il nuovo comparto possa diventare “un luogo veramente sempre aperto, disponibile e di grande qualità, anche per eventi importanti che siano di richiamo per tutti, ma soprattutto a disposizione dei mandellesi”. Accanto a questo, il Comune punta a migliorare la mobilità nel turismo nautico, lavorando su ormeggi, collegamenti, navigazione e trasporto pubblico di linea, sempre in collaborazione con i Comuni vicini.
Il congedo finale: “Speriamo di esserci ancora noi per i prossimi cinque anni, perché abbiamo voglia di portare avanti tante cose e speriamo di avere il vostro supporto“.



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