Guardia medica di Mandello verso la chiusura: Casa Comune chiede chiarezza, Zamperini porta il caso in Regione

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Dal 23 marzo la continuità assistenziale potrebbe lasciare il presidio mandellese

Casa Comune: “Ridurre o allontanare questi servizi significa incidere sulla qualità della vita delle persone”. Zamperini: “Il trasferimento lascerebbe i cittadini senza un punto di riferimento”

MANDELLO – La chiusura della postazione di continuità assistenziale, l’ex guardia medica, di Mandello, prevista per il 23 marzo, e il suo trasferimento a Bellano, sta alimentando preoccupazioni sul territorio. La questione riguarda infatti un’area ampia, che comprende Mandello, Abbadia e Lierna, per un bacino complessivo di oltre 15 mila abitanti, e tocca da vicino uno dei nodi più delicati per la qualità della vita delle persone: la tenuta dei servizi sanitari di prossimità.

Al centro del dibattito ci sono due interventi distinti che convergono su un punto: la necessità di non lasciare scoperto il territorio. Da una parte c’è la presa di posizione di Casa Comune per Mandello democratica, gruppo politico di minoranza, che chiede chiarezza politica e amministrativa sulla decisione; dall’altra l’iniziativa del consigliere regionale Giacomo Zamperini, esponente di Fratelli d’Italia, che annuncia un’interrogazione in Regione Lombardia per chiedere il mantenimento del servizio.

Casa Comune per Mandello democraticaSecondo quanto emerso nelle ultime settimane, il trasferimento sarebbe collegato all’apertura della Casa di Comunità di Bellano, struttura finanziata con fondi PNRR e destinata a servire l’intero territorio della sponda orientale del lago. Proprio questo passaggio viene indicato come uno dei motivi alla base della riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale. Ma è qui che si innestano le critiche: il timore diffuso è che, prima ancora che le nuove strutture siano pienamente operative, si finisca per perdere un presidio attuale e concreto.

A intervenire con toni netti è stata Casa Comune per Mandello democratica, che parla apertamente di una decisione destinata ad avere un impatto rilevante sui cittadini del territorio: “La guardia medica abbia rappresentato finora un presidio fondamentale, soprattutto nelle ore notturne, nei festivi e nei prefestivi, e come la sua chiusura rischi di riversare molti casi di urgenza non grave sul pronto soccorso di Lecco, già oggi fortemente sotto pressione”.

Casa Comune richiama anche un altro aspetto considerato essenziale: la collaborazione con il Soccorso degli Alpini, che ha finora garantito supporto logistico e trasporto per le visite domiciliari, rendendo il servizio più efficiente e tempestivo. Per il gruppo politico la questione si inserisce dentro un ragionamento più ampio sulla vivibilità del paese: “Una Mandello davvero vivibile tutto l’anno – sostengono -non può prescindere dalla presenza di servizi essenziali vicini ai cittadini, in particolare per anziani, famiglie e persone con difficoltà negli spostamenti“.

Da qui la richiesta rivolta direttamente al sindaco Riccardo Fasoli, chiamato a spiegare pubblicamente quando sia stato informato della decisione, quali azioni abbia intrapreso per tutelare il presidio sanitario e quali garanzie concrete siano state ottenute per i cittadini. Allo stesso tempo Casa Comune punta il dito anche su Regione Lombardia, cui spetta la programmazione della sanità territoriale, sostenendo che le Case di Comunità non possano diventare un alibi per chiudere servizi esistenti se le nuove strutture non sono ancora in grado di garantire una presa in carico effettiva.

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Giacomo Zamperini

A tal proposito il consigliere regionale Giacomo Zamperini ha annunciato la presentazione di un’interrogazione all’assessore al Welfare Guido Bertolaso per chiedere azioni concrete volte a preservare il servizio di guardia medica a Mandello. Nel suo intervento, Zamperini definisce la continuità assistenziale mandellese un presidio fondamentale per oltre 15 mila cittadini dei comuni di Abbadia, Mandello e Lierna e mette in guardia dalle possibili conseguenze del trasferimento a Bellano, soprattutto in termini di accesso all’assistenza sanitaria nei momenti più delicati.

“Il trasferimento della guardia medica potrebbe lasciare i cittadini senza un punto di riferimento per le urgenze di bassa complessità”, sottolinea Zamperin spiegando che l’obiettivo dell’interrogazione è quello di chiedere che il servizio venga mantenuto a Mandello almeno nei fine settimana e nei periodi di maggiore afflusso turistico, così da evitare un ulteriore sovraccarico del pronto soccorso di Lecco e garantire assistenza sia ai residenti sia ai visitatori.

Il consigliere regionale richiama anche il principio della medicina di prossimità, definendolo un diritto fondamentale per la salute dei cittadini. L’iniziativa in Regione punta a verificare quali misure l’ente intenda adottare, anche in collaborazione con l’ASST competente, per conciliare l’organizzazione della nuova Casa di Comunità con la necessità di mantenere un presidio adeguato sul territorio.

Le due prese di posizione si muovono dunque su binari differenti. Casa Comune insiste sul piano politico-amministrativo locale e chiede responsabilità, trasparenza e coinvolgimento del territorio; Zamperini porta invece il tema sul piano regionale, cercando un’interlocuzione diretta con l’assessorato al Welfare per ottenere una tutela concreta del servizio. In mezzo resta il nodo principale: cosa succederà davvero dal 23 marzo e quali alternative saranno offerte ai cittadini di Mandello, Abbadia e Lierna.

La sensazione, al momento, è che la vicenda della guardia medica sia destinata a rimanere al centro del confronto nelle prossime settimane. Perché il tema non riguarda soltanto una riorganizzazione sanitaria, ma il rapporto tra territorio e servizi essenziali, tra prossimità e accessibilità, tra nuovi modelli di assistenza e bisogni quotidiani delle persone.