Mandello. Trasferimento Guardia Medica, Fasoli “Ci scusiamo”. Mariani: “Silenzio grave”

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Riccardo Fasoli e Riccardo Mariani
Riccardo Fasoli, sindaco di Mandello e Riccardo Mariani, coordinatore politico di Casa Comune per Mandello

Fasoli: “Ci scusiamo con i cittadini: attendevamo comunicazioni ufficiali, non c’è stata chiarezza”. Mariani: “Trasferimento noto da mesi, mancata ogni azione concreta”

Al di là dello scontro politico sul trasferimento della Continuità Assistenziale a Bellano, resta centrale la preoccupazione per cittadini e sanità territoriale

MANDELLO – “Le nostre scuse sono sentite: abbiamo atteso comunicazioni ufficiali che non sono arrivate con la dovuta chiarezza”. “Il servizio era destinato a essere trasferito da mesi e non è stato fatto nulla: un silenzio grave e ingiustificabile”. È in questo botta e risposta tra il sindaco di Mandello Riccardo Fasoli e il rappresentante (nonché candidato sindaco in lizza per la poltrona di primo cittadino insieme a Fasoli) di Casa Comune per Mandello Democratica Riccardo Mariani che si sintetizza lo scontro politico sulla vicenda della Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica), destinata al trasferimento a Bellano nell’ambito della riorganizzazione sanitaria legata alle Case di Comunità e a cessare il proprio servizio a Mandello in data 23 marzo, sollevando non poche preoccupazioni tra i cittadini.

La ricostruzione del sindaco: “Attendevamo un confronto, non una decisione”

L’attuale primo cittadino ha ripercorso la cronologia dei contatti istituzionali, chiarendo di essere stato informato della necessità di uno spostamento già il 28 novembre, così come l’assessore Guido Zucchi durante l’assemblea del 13 dicembre. “Abbiamo interpretato quelle comunicazioni come l’avvio di un confronto tecnico e non come una decisione definitiva e imminente“, ha spiegato Fasoli, sottolineando come l’Amministrazione si aspettasse ulteriori atti formali su tempi e modalità. “Per correttezza istituzionale ci attendevamo comunicazioni più chiare, che invece non sono arrivate”.

Nonostante la competenza del servizio sia in capo al sistema sanitario, il sindaco ha voluto rivolgere un messaggio diretto alla cittadinanza: “Le nostre scuse sono sentite: il nostro atteggiamento prudente è stato percepito come silenzio, ma non volevamo diffondere informazioni non certe”.

Alla base della decisione vi è la direttiva ministeriale del 2022, che impone nuovi standard organizzativi per la sanità territoriale. Tuttavia, l’Amministrazione mandellese aveva puntato su una soluzione di compromesso, capace di mantenere un presidio locale per un bacino di oltre 16.000 abitanti.

Non comprendiamo perché si sia deciso di procedere senza valutare alternative“, ha aggiunto Fasoli, evidenziando come ancora si attendano comunicazioni ufficiali definitive sul trasferimento previsto dal 23 marzo.

Un passaggio centrale è stato quello della mobilitazione dei cittadini, che hanno sottoscritto una petizione, arrivata attualmente a oltre 3000 firme. “Quel segnale è stato determinante – ha detto il sindaco – e lo abbiamo portato al tavolo con ASST il 16 marzo per ribadire quanto il servizio sia vitale per il territorio”. Le firme, secondo l’Amministrazione, rappresentano uno strumento concreto per cercare di ottenere il massimo possibile nel rispetto delle normative vigenti.

Parallelamente alla vicenda della Guardia Medica, il Comune rivendica un impegno concreto sul fronte sanitario locale. Tra le azioni in corso: la concessione degli spazi per il pediatra di libera scelta, la creazione di un servizio integrato con il consultorio, e il progetto di raffrescamento del poliambulatorio per migliorare le condizioni di accesso e lavoro.

Continueremo a difendere le esigenze di Mandello e dei comuni limitrofi“, ha ribadito Fasoli, criticando le “logiche puramente burocratiche”.

L’attuale sede della guardia medica a Mandello

L’attacco della minoranza: “Il trasferimento era noto da tre mesi”

Di segno opposto la posizione della minoranza, che accusa l’Amministrazione di aver gestito in modo inadeguato la vicenda. Secondo l’opposizione, il trasferimento della Guardia Medica era già chiaramente indicato nel verbale dell’assemblea distrettuale dei sindaci del 15 dicembre, dove si parlava esplicitamente dello spostamento a Bellano per la nuova Casa di Comunità.

I fatti parlano chiaro: il servizio era destinato a essere trasferito e per tre mesi non è stato fatto nulla“, è la denuncia. La minoranza sottolinea come la conferma sia arrivata anche attraverso altri passaggi: la comunicazione di ASST, la riunione del 12 marzo e le indicazioni trasmesse ai sindaci coinvolti. “Un sindaco non aspetta: convoca, chiede, pretende risposte. Non resta fermo per tre mesi“, è l’accusa diretta.

Particolarmente dure le critiche sul piano della comunicazione: “Sono state date versioni contraddittorie, si è negata l’ufficialità della notizia mentre veniva promossa una petizione che la dava per certa“. Per l’opposizione, l’Amministrazione si sarebbe attivata solo quando la vicenda è diventata pubblica, “tentando di recuperare una situazione ormai compromessa“.

Oltre alla perdita della Guardia Medica, la minoranza lancia un allarme più ampio: il rischio di un progressivo svuotamento del presidio sanitario di Mandello. Attualmente nella struttura sono presenti numerosi servizi: poliambulatorio, consultorio familiare, cardiologia, psicologia, otorinolaringoiatria, visite ginecologiche, prelievi, assistenza sociale.

Se è stato spostato un servizio, cosa succederà agli altri?“, è la domanda sollevata. Il sospetto è che vi sia “una strategia complessiva di accentramento verso Bellano“, con conseguenze pesanti per un territorio di circa 10.000 abitanti e per i comuni limitrofi come Abbadia e Lierna.

“Chiediamo chiarezza ad ASST e al Comune sul futuro dei servizi e ci impegneremo in tutte le sedi istituzionali per difenderli. La preoccupazione è reale: questa vicenda non riguarda una parte politica, ma l’intera comunità”, conclude il gruppo di minoranza.

Al di là delle divergenze politiche e delle responsabilità oggetto di confronto, emerge su entrambi i fronti un punto condiviso: la forte preoccupazione per i cittadini e per il futuro della sanità territoriale. Sia maggioranza che opposizione riconoscono infatti il valore strategico della Guardia Medica e degli altri servizi presenti a Mandello, ritenuti essenziali per garantire assistenza, sicurezza e prossimità a un intero territorio.

La vicenda

La questione della Guardia Medica di Mandello nasce nei mesi scorsi con l’ipotesi di trasferimento a Bellano, legata alla realizzazione della nuova Casa di Comunità finanziata dal PNRR. Nell’ultima settimana i sindaci del territorio avevano espresso preoccupazione per le ricadute su migliaia di cittadini, temendo un aumento della pressione sul pronto soccorso di Lecco.

Il caso è poi approdato anche in Regione Lombardia, mentre sul territorio è partita una petizione popolare promossa dal gruppo di maggioranza “Il Paese di Tutti” per far restare il servizio sul territorio di Mandello.

Da parte di ASST Lecco, la scelta del trasferimento è stata motivata come una razionalizzazione dei servizi nel rispetto degli standard previsti, ma il timore diffuso resta quello di una perdita di servizi di prossimità prima che le nuove strutture siano pienamente operative.