A pochi giorni dal referendum del 24 e 25 maggio tracciato il bilancio della campagna referendaria in vista del voto sul passaggio di Colico alla provincia di Sondrio
Il portavoce Stefano Fontanive: “Abbiamo scelto il dialogo, i numeri e le opportunità concrete per il territorio”
COLICO – “Siamo giunti quasi al termine di questa campagna referendaria che culminerà con il voto del 24 e 25 maggio, durante il quale i cittadini di Colico saranno chiamati a decidere se passare alla provincia di Sondrio“. Inizia così la riflessione condivisa dal Comitato per il Sì, che nelle ultime settimane ha portato avanti incontri, confronti pubblici e iniziative sul territorio per sostenere le ragioni del cambio di provincia.
“Sono state settimane intense, durante le quali abbiamo sempre cercato di informare i cittadini con i modi che ci appartengono, quelli del dialogo e del buon senso, lontani anni luce da chi invece ha provato a inquinare il confronto in ogni modo possibile”, afferma il portavoce Stefano Fontanive, sottolineando come il comitato abbia scelto di concentrarsi sui contenuti e sulle prospettive future per il paese.
Nel messaggio viene rimarcata con forza la differenza tra i due approcci adottati nel corso della campagna referendaria. “Se dal lato nostro abbiamo ragionato con numeri e fatti, dall’altro abbiamo visto essenzialmente una campagna all’insegna del ‘No, non è vero’. Non una proposta, non una prospettiva, non una speranza di futuro”.
Secondo il Comitato, nonostante gli attacchi ricevuti, il gruppo promotore del Sì ha continuato a portare avanti il proprio percorso con convinzione: “Hanno provato a fermarci in tutti i modi, ci hanno attaccato senza sosta, hanno provato a smentire le nostre ragioni senza nessun tipo di argomento ragionevole. Eppure siamo ancora qui perché siamo semplicemente cittadini che provano a migliorare le cose, a cogliere le opportunità che il cambio di provincia ci darebbe”.
Tra i punti centrali sostenuti dal Comitato vi sono le opportunità che deriverebbero dal passaggio alla provincia di Sondrio. “Siamo ancora qui perché crediamo che votare Sì il 24-25 maggio sia la scelta giusta: per i nostri figli che avranno agevolazioni per scuole, trasporti e tempo libero; per i nostri anziani che potranno risparmiare sulle rette delle RSA; per le nostre imprese che avranno più opportunità di allargare i propri business grazie a un circuito che valorizza veramente turismo, agricoltura, commercio e industria; per il nostro sistema amministrativo che sarà più centrale, più ascoltato e con maggiori risorse a disposizione”.
Il Comitato precisa inoltre di non voler alimentare aspettative irrealistiche: “Nessuno avanza promesse irrealizzabili, perché la bacchetta magica non esiste”. Un passaggio che si accompagna anche a un richiamo identitario e culturale: “E poi siamo lumbard, siamo laghee. Nessuno ci ha mai regalato niente, abbiamo sempre conquistato tutto da soli. Ma poter realizzare le cose con maggiori strumenti a disposizione è sicuramente un vantaggio al quale non dobbiamo e non possiamo rinunciare”.
Per i promotori del referendum il tema centrale è quello del pragmatismo e della convenienza territoriale. “È più un tema di realismo: restare a Lecco ci conviene? No. Per questo vale la pena pensarci. Pensare con la propria testa, perché sì, noi colichesi ne siamo capaci e lo abbiamo sempre dimostrato”.
Nel testo viene inoltre criticato quello che il Comitato definisce un utilizzo della paura come strumento politico. “Bisogna evitare di cadere nella trappola di chi fa l’antipolitica spaventando i cittadini, lanciando allarmi che non hanno fondamento, inventando catastrofi che non ci saranno”.
Fontanive risponde anche a chi, durante queste settimane, ha chiesto al Comitato di assumere toni più duri nel confronto politico. “In tanti di voi ci hanno chiesto: ma perché non rispondete a tono? Perché la polemica non ci appartiene. Ogni tanto cerchiamo solo di far emergere qualcuna delle tante contraddizioni o bugie, ma il nostro impegno è sostanzialmente quello di illustrare le nostre ragioni. Noi preferiamo proporre piuttosto che distruggere. Noi preferiamo che siano le persone a decidere in maniera autonoma, senza cavalcare la retorica della paura”.
La riflessione finale si trasforma poi in un appello diretto ai cittadini di Colico: “Perché Colico è più grande di una polemica. Perché i colichesi sono più intelligenti di chi prova a confonderli. Perché un paese che ha attraversato secoli affacciato sul suo lago — e lì rimarrà per altrettanti secoli — con la schiena dritta contro le sue montagne, non ha bisogno di farsi dire da nessuno cosa pensare e cosa temere”.
E conclude: “Il 24-25 maggio non scegliamo soltanto una provincia. Scegliamo se essere comparse del nostro territorio o protagonisti del suo futuro. Avanti laghee!”.
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