Cambia Merate attacca l’assessore Maggioni sui centri estivi: “Siamo in ritardo”

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L’argomento è stato al centro della commissione di lunedì scorso

Per la minoranza, l’assessore avrebbe già dovuto preparare un canovaccio e incontrare le realtà interessate

 

MERATE – Troppa lentezza nel gestire l’organizzazione dei centri estivi, argomento che riguarda mille bambini e seicento famiglie. E’ questa l’accusa rivolta dal gruppo di minoranza Cambia Merate all’assessore al Welfare Franca Maggioni per quello che riguarda l’organizzazione dei centri estivi. L’argomento è stato oggetto di discussione lunedì durante la commissione congiunta Servizi alla persona e cultura durante la quale l’assessore competente ha illustrato i passi fin qui percorsi dall’amministrazione comunale per abbozzare l’organizzazione di queste attività rivolte ai bambini in età scolare.

Maggioni ha parlato del questionario rivolto alle associazioni per chiedere risorse umane e spazi per l’organizzazione delle attività e ha anche reso nota l’indisponibilità degli oratori a organizzare i centri estivi. Ha poi parlato del sondaggio rivolto alle famiglie e diffuso a partire da lunedì. Già durante la commissione la consigliera di Cambia Merate Patrizia Riva aveva ribadito il ritardo di queste iniziative, sottolineando la ristrettezza dei tempi e l’urgenza di dover quanto meno imbastire, con gli attori coinvolti, le attività.

Un’opinione ribadita nel comunicato diffuso nelle ultime ore in cui si dice a “rischio l’organizzazione del centro estivo” e si parla di mancate risposte concrete da parte dell’assessore. “Speravamo in una progettazione in dirittura d’arrivo, dato che il 15 giugno prossimo sarà il giorno della riapertura dei centri estivi. Invece nulla. L’assessore ai Servizi alla persona si è giustificata dietro il ritardo delle linee guida nazionali e il conseguente rifiuto di predisporre bozze; d’altro canto ha detto di essere preoccupata per l’aspetto sanitario e delle responsabilità degli organizzatori. Ha preferito attendere le indicazioni ministeriali e così, solo da pochi giorni, ha preso contatto con Rete Salute, oratori e scuole. Allo stesso modo, da pochi giorni, ha inviato alle associazioni una richiesta di collaborazione e ai genitori un questionario per comprendere l’interesse concreto a far partecipare i loro ragazzi”.

I consiglieri di Cambia Merate puntualizzano: “Organizzare un centro estivo è un fatto complesso in sé, figuriamoci quest’anno con le note regole per ridurre il contagio. È indispensabile una progettazione di concerto con gli enti, con le organizzazioni e con il terzo settore per centrare l’obiettivo, anche alla luce della necessità di usufruire di molte strutture per ridurre la concentrazione dei piccoli. Per questo l’Assessore Maggioni avrebbe dovuto muoversi per tempo, perché appare difficile riuscire in tale operazione in sole tre settimane, piuttosto che trincerarsi dietro a difficoltà di natura sanitaria, responsabilità o altro. L’obiettivo di un amministratore dovrebbe essere perseguire il soddisfacimento del bisogno anche nel rispetto dei tempi”.

“Nella fase 2 hanno riaperto aziende e negozi, si possono incontrare gli amici, fra poco apriranno le piscine e ripartirà il campionato di calcio; è possibile che a Merate non si riesca ancora a trovare una soluzione per i minori? I bambini dopo tanti mesi di chiusura delle scuole e delle attività extracurriculari hanno sofferto più di tutti l’isolamento. Ora hanno la necessità di riprendere a socializzare con i loro coetanei, a giocare e divertirsi.
Esperienze fondamentali per il benessere e la crescita, meglio ancora se all’aria aperta.
Gli adulti hanno ripreso a lavorare, e presumibilmente dovranno farlo per tutta l’estate, dato che molti hanno già consumato le ferie maturate. Non sapranno dove lasciare i figli mentre lavorano”.

Per i consiglieri guidati dal capogruppo Aldo Castelli Merate è più indietro rispetto ad altri Comuni: “La maggior parte dei Comuni del territorio già a fine aprile aveva definito la questione, preso contatti con oratori, associazioni, scuole. Avevano stilato con queste realtà programmi di massima, attendevano ora  solo le linee guida ufficiali per poter partire. Di alcuni Comuni si conoscono già programmi e costi di iscrizione. Lunedì abbiamo avuto la conferma che l’Oratorio di Merate, il cui centro estivo storicamente è il più importante per numero di iscritti, quest’anno non aprirà. Forse, se fosse stato coinvolto per tempo e non lasciato solo, ciò non sarebbe successo”.

Da definire esattamente anche il ruolo di Retesalute: “Non sappiamo esattamente quale ruolo giocherà: sarà l’ente gestore o il coordinatore? Quali luoghi saranno deputati a centro estivo (parchi, scuole, museo, Cag, campi sportivi, sedi di associazioni)? Come potranno inserirsi le associazioni nella progettazione, come saranno organizzati i pasti? Chi eseguirà la sanificazione degli ambienti?”

Domande che si concludono con una frecciatina: ” Come riuscirà il nostro Assessore ad organizzare il tutto in tre settimane è un mistero. Speriamo davvero sia possibile colmare questo ritardo e ci permettiamo di suggerire all’Assessore Maggioni, visto il precedente, di agire per tempo per la riapertura delle scuole, fissata a settembre. Si dovrà decidere quando e come verranno adeguati gli spazi per la ripresa delle lezioni, del trasporto, della mensa, nella speranza di non dover attendere Ferragosto”.