Il documento verrà discusso nel prossimo Consiglio comunale
La mozione sollecita la Regione ad attuare una disciplinare che garantisca procedure sanitarie chiare, uniformi e tempi certi per la gestione di richieste di suicidi medicalmente assistiti
MERATE – Suicidio medicalmente assistito: il gruppo di minoranza Prospettive per Merate ha protocollato una mozione per sollecitare una disciplinare regionale che, nel pieno rispetto delle competenze dello Stato e dei limiti stabiliti dalla Corte costituzionale, garantisca procedure sanitarie chiare, uniformi e tempi certi per la gestione delle richieste di assistenza alla procedura sanitaria.
Il documento verrà discusso nel prossimo consiglio comunale e si struttura con una serie di richieste e impegni da parte del sindaco Mattia Salvioni e della Giunta affinché le intenzioni non restino solo sulla carta.
Citando l’esempio del Veneto, quarta Regione italiana, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, ad adottare una disciplina regionale sul tema, i consiglieri Massimo Panzeri, Paola Panzeri e Alfredo Casaletto hanno voluto accendere i riflettori sul tema invitando l’amministrazione comunale a farsi portavoce delle richieste al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e al Consiglio regionale di assumere una precisa responsabilità istituzionale e politica sul tema.
“Regione Lombardia deve garantire procedure uniformi, trasparenti e verificabili sull’intero territorio regionale, individuando con chiarezza strutture, organismi, competenze e responsabilità per la presa in carico e la valutazione delle richieste; evitando ritardi ingiustificati e garantendo che le diverse fasi del percorso siano svolte in tempi ragionevoli e compatibili con le condizioni cliniche della persona interessata, nel rispetto della necessità di effettuare tutti gli approfondimenti sanitari, diagnostici ed etici richiesti”. Tra i desiderata anche quello di rafforzare la rete delle cure palliative e della terapia del dolore. Non solo. “Chiediamo anche che il Comune promuova, per quanto di competenza, un confronto con le realtà sanitarie, sociali e associative del territorio, con particolare attenzione all’assistenza alle persone affette da patologie gravi e irreversibili, alle cure palliative, alla terapia del dolore e al sostegno delle famiglie”.
Infine, la richiesta di trasmettere la mozione alla Regione e di essere messi a conoscenza della risposta ottenuta.
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