Gremita giovedì sera la sala civica ad Arlate per il primo incontro in vista delle elezioni comunali
Pgt, scelte urbanistiche e viabilità al centro del primo incontro del gruppo del sindaco uscente che non ha ancora sciolto le riserve sulla candidatura
CALCO – Un paese che è cresciuto troppo in fretta e male senza un’adeguata programmazione urbanistica con risultati sul fronte viabilistico sotto gli occhi di tutti. E’ la considerazione da cui il sindaco uscente Stefano Motta è partito giovedì sera aprendo il ciclo di incontro promosso da Progetto Calco in vista delle imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.
Chiarendo, come già anticipato anche al nostro giornale, di non aver ancora sciolto le riserve in merito alla sua candidatura a sindaco, la terza, per motivi di natura strettamente familiare, Motta ha voluto restituire ai tanti cittadini presenti nella sala civica ricavata nelle ex scuole elementari di Arlate, una fotografia dello stato attuale di Calco.

Con l’ausilio di slides, ha rimarcato come dal 2018 in avanti si sia registrato il sorpasso dei decessi sulle nascite con una popolazione che si sta sempre più impoverendo, rispecchiando il trend nazionale, sul fronte dei nuovi nati. “E dire che nel 2015, al nostro primo mandato, si discuteva sulla necessità di ampliare la scuola” ha rimarcato, evidenziando dati ( su tutti il fatto di essere riusciti a fatica a creare due sezioni per il prossimo anno scolastico) che oggi non supporterebbero più un ingrandimento del plesso scolastico.
Il discorso si è poi focalizzato sull’urbanizzazione, etichettata come “scellerata”, registrata nei decenni precedenti con piani di lottizzazione, come Calco Alto (via Ghislanzoni) e Saint Germain La Prade: “Per anni Calco è stata la meta degli impresari perché oneri e costi di costruzione erano i più bassi della Provincia” ha sferzato Motta, aggiungendo con ironia che se Calco avesse fatto pagare gli oneri di urbanizzazione di altri Comune avrebbe le strade d’oro.

“Negli anni questo processo non è stato governato e ora ci troviamo senza marciapiedi, senza rotonde con l’aggravante che chi ha compiuto queste scelte, di certo non casuali, ora continua a pontificare”. Motta ha quindi accennato al Piano di Governo del territorio approvato con tutela delle aree collinari e riduzione del consumo di suolo previsto per il 23%: “La previsione abitativa prevede un incremento di 200 abitanti in 10 anni perché abbiamo dato la possibilità di un aumento di volumetria una tantum per venire incontro a chi ha bisogno di ampliare di poco la propria casa per prevedere l’appartamento dei figli”.

Sulla viabilità il primo cittadino ha ricordato l’apertura della bretella di via Europa e quella di via Trento per alleggerire il carico di traffico su Largo Pomeo. “Gli interventi da fare sono tantissimi: via Roma, il marciapiede su via Nazionale, la ciclabile in via Papa Giovanni XXIII, il marciapiede in via Ghislanzoni e la sempre più necessaria sistemazione della curva di Sport e dell’accesso alla località Boffalora. Sono problemi che bisognerà cercare di risolvere con il rispetto delle competenze: ai tanti leoni da tastiera che la fanno facile sui social direi di provare a gestire il paese con Anas, i cui referenti ormai non mi ricevono manco più se non sono accompagnato dal politico di turno”.
Motta ha poi promesso di intervenire con urgenza sugli attraversamenti pedonali (“Servono sia a Calco che ad Arlate”) e ha rivendicato con orgoglio di essere riuscito a ridurre i disastri sugli allagamenti in via Rabolini e in via Trieste: “Resta il problema sull’area vicina al cimitero di Arlate, ma lì serve un laghetto di laminazione”.

Nella lunga disamina il sindaco uscente ha anche ricordato gli interventi effettuati sul fronte dell’ambiente con la piazzola ecologica rimessa a nuovo, i risultati lusinghieri sul fronte della raccolta differenziata, i primi passi per la realizzazione della comunità energetica rinnovabile e gli interventi sulla separazione delle acque chiare da quelle scure.
Tra le domande del pubblico quelle relative alla posa di autovelox lungo la SS 342 per ridurre velocità e pericolosità: “Abbiamo chiesto di poter posizionare le colonnine arancioni per gli autovelox, ma la richiesta è stata rigettata per via di quanto previsto dal decreto Salvini che di fatto consente la posa di questi dispositivi dove non vi siano spazi per la sosta dei mezzi della Polizia. Ci è stata perfino negata la possibilità di mettere solo i contenitori vuoti, utilizzandoli come deterrenti. L’unica possibilità sarebbe inserire gli autovelox su dei portali esterni, ma dovremmo farci carico noi dei costi, pari a 50mila euro…”.
La serata si è chiusa con l’invito a partecipare anche al prossimo appuntamento, in programma giovedì 26 marzo, sempre ad Arlate, sul tema dei servizi sociali.



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