Partecipato il confronto promosso da Confartigianato con i candidati sindaco di Lecco

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Da sinistra: Mauro Fumagalli, Giovanni Colombo, Mauro Gattinoni, Francesca Losi, il presidente di Confartigianato Davide Riva, Filippo Boscagli e il Segretario di Confartigianato Matilde Petracca
Da sinistra: Mauro Fumagalli, Giovanni Colombo, Mauro Gattinoni, Francesca Losi, il presidente di Confartigianato Davide Riva, Filippo Boscagli e il Segretario di Confartigianato Matilde Petracca

Sala gremita all’Auditorium della Camera di Commercio per il confronto promosso da Confartigianato in vista delle elezioni del 24 e 25 maggio

LECCO – Auditorium della Camera di Commercio di Como-Lecco gremito ieri sera, mercoledì, per il confronto promosso da Confartigianato Imprese Lecco in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. In sala numerosi associati e rappresentanti del mondo economico locale per ascoltare i cinque candidati alla carica di sindaco di Lecco confrontarsi sui temi strategici per il futuro della città.

Ad aprire la serata è stata il segretario Matilde Petracca, seguita dal saluto del presidente Davide Riva, che ha richiamato la necessità di un dialogo diretto tra politica e sistema produttivo sui grandi nodi del territorio: viabilità, mobilità, sviluppo economico e sostegno alle imprese.

Davide Riva
Davide Riva presidente di Confartigianato Lecco

A moderare l’incontro Giancarlo Ferrario, presidente della Fondazione Fabio Sassi, mentre a rispondere alle domande sono stati Filippo Boscagli, candidato del centrodestra sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e dalla lista “Filippo Boscagli sindaco”; Giovanni Colombo per Patto per il Nord; Mauro Fumagalli per Orizzonte per Lecco; il sindaco uscente Mauro Gattinoni, sostenuto da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Fattore Lecco e Ambientalmente Lecco; e Francesca Losi, candidata della lista civica “Losi Sindaco – lista civica per l’identità”.

Cinque le domande rivolte ai candidati, con due minuti e mezzo a disposizione a candidato per ogni risposta. Al centro del dibattito viabilità, sicurezza, rigenerazione urbana e soprattutto il ruolo strategico dell’artigianato lecchese, un comparto che conta oltre 8mila imprese e circa 20mila addetti.

Mauro Fumagalli ha insistito sulla necessità di trasformare la pubblica amministrazione in un “facilitatore” per le imprese, capace di accompagnare gli imprenditori “dentro i labirinti della burocrazia” per semplificare procedure e tempi di risposta. “Per le imprese il tempo è denaro”, ha ricordato.

Il candidato di Orizzonte per Lecco ha poi posto l’accento sul rapporto tra scuola e mondo produttivo, in particolare artigiano, chiedendo di “riportare la cultura del lavoro” al centro del percorso educativo attraverso una relazione stabile tra scuole e imprese. “Non si tratta solo di parlare delle imprese nella scuola, ma di fare del lavoro un vero elemento formativo”, ha spiegato.

Fumagalli ha quindi richiamato il tema degli spazi produttivi, sottolineando la necessità di “mantenere il lavoro dentro la città, non farlo scappare”, recuperando aree compatibili da destinare alle attività produttive e artigianali.

Mauro Gattinoni ha evidenziato le difficoltà delle imprese in un contesto “globale e locale che cambia in continuazione”, indicando nella burocrazia “il primo ostacolo”. Il sindaco uscente ha rivendicato il percorso di digitalizzazione dei processi autorizzativi comunali, dai permessi SUAP alle licenze edilizie, con l’obiettivo di rendere “più snella la capacità di attivare le imprese”.

Gattinoni ha poi richiamato il tema demografico e della carenza di talenti: “Oggi abbiamo 219 anziani ogni 100 giovani. È un problema per la sostenibilità della nostra città”. Da qui l’attenzione rivolta all’orientamento scolastico e ai progetti dedicati ai ragazzi per valorizzarne competenze e attitudini. “Ogni ragazzo che esce dal circuito scolastico e professionale è un talento in meno”, ha osservato.

Il sindaco uscente ha infine sottolineato il valore dell’innovazione e del legame con il territorio, citando il Politecnico di Lecco e i progetti condivisi con associazioni di categoria e istituzioni: “La dimensione di distretto e di comunità economica farà ancora la differenza”.

Francesca Losi ha descritto la trasformazione di Lecco “da città industriale a città culturale, turistica e del terziario”, osservando come molte imprese più strutturate abbiano scelto sedi vicine ai grandi snodi infrastrutturali. Secondo la candidata, però, “il futuro della città risiede nella vita dei quartieri”, dove artigianato e commercio continuano a rappresentare “un presidio sociale”.

Losi ha evidenziato la necessità di investire in decoro, sicurezza e servizi alle famiglie per sostenere le attività di vicinato, ricordando anche la presenza di circa 4.500 anziani soli in città. “È lì che si gioca la scommessa del futuro del piccolo e medio artigiano”, ha affermato.

La candidata civica ha quindi rilanciato il progetto della “città letteraria”, definendolo “un progetto economico” capace di generare nuovi flussi turistici attraverso la valorizzazione dei luoghi manzoniani distribuiti nei quartieri, con ricadute positive su commercio e artigianato.

Infine, Losi ha posto l’attenzione sulla tassa di soggiorno, definita “un flusso di denaro fresco che non viene preso dalle tasche dei lecchesi ma dei turisti”, confrontando le entrate di Lecco con quelle di Como e indicando queste risorse come uno strumento per investire su quartieri, eventi e politiche turistiche.

Filippo Boscagli ha condiviso molte delle riflessioni emerse sul tema della formazione e del lavoro, definendo il modello lecchese “una felice eccezione” nel panorama economico nazionale. “Le statistiche dimostrano che il modello delle piccole e medie imprese lecchesi resta ai vertici nazionali e internazionali sia per qualità sia per livello economico”, ha dichiarato, attribuendo questo risultato “a uno spirito imprenditoriale tipico della cultura del lavoro di Lecco”.

Boscagli ha però ricordato le difficoltà del settore: negli ultimi quattro anni si sarebbero persi circa 2.700 imprenditori artigiani, mentre gli over 60 rappresentano oltre un quarto degli operatori e i giovani imprenditori appena il 5%.

Secondo il candidato del centrodestra il problema è innanzitutto culturale. Pur riconoscendo la qualità del sistema scolastico lecchese, ha osservato come molti giovani percepiscano ancora il lavoro artigiano “come meno prestigioso o troppo rischioso”. “È un peccato”, ha commentato, ribadendo che nelle imprese artigiane esistono “straordinarie occasioni di realizzazione personale”.

Giovanni Colombo ha invece richiamato la propria esperienza professionale nel settore delle costruzioni, maturata “in un gruppo che raggruppava 800 aziende artigiane”, sostenendo di conoscere direttamente “la vita e i problemi quotidiani degli artigiani”.

Per Colombo il nodo centrale è comprendere “cosa può fare concretamente un sindaco per agevolare la vita degli artigiani”. Tra le proposte avanzate, tariffe agevolate per alcune categorie e stalli dedicati in città “per dare una mano a chi lavora e produce”.

Il candidato di Patto per il Nord ha poi posto l’accento sul costo dell’energia, indicando nelle Comunità energetiche rinnovabili uno strumento utile per ridurre le bollette di imprese e famiglie. “Il CER è stato fatto a Sondrio, si può fare benissimo anche a Lecco”, ha affermato.

Infine ha chiesto un rapporto più diretto tra amministrazione, cittadini e imprese: “Chi entra in municipio deve sentirsi a casa”, ha dichiarato, invocando procedure più semplici e tempi più rapidi.

Sul tema della rigenerazione urbana e del futuro delle aree produttive, tutti i candidati hanno ribadito la necessità di mantenere saldo il legame tra Lecco e il suo tessuto industriale e artigianale, pur in un contesto economico e urbanistico in trasformazione.

Gattinoni ha spiegato che il nuovo Piano di governo del territorio ha mantenuto le aree produttive già previste dal precedente PGT, per consentire al “motore industriale che ha fatto la storia della città” di continuare a crescere. Allo stesso tempo ha riconosciuto le difficoltà legate a espansione, viabilità e compatibilità con il tessuto abitato, indicando nelle aree di rigenerazione urbana uno spazio flessibile per attività produttive e commerciali compatibili con i quartieri.

Il sindaco ha poi posto l’attenzione sull’artigianato di prossimità – “imbianchini, elettricisti, parrucchieri, tappezzieri” – definendolo un servizio essenziale per la vita quotidiana della città. Tra i progetti simbolo ha indicato la riqualificazione del Gerenzone, immaginato come futuro polo dedicato a startup, new economy e infrastrutture digitali.

Anche Francesca Losi ha insistito sulla necessità di trattenere in città le attività produttive, sostenendo una rigenerazione urbana centrata sui quartieri e sulla loro identità storica. La candidata ha chiesto interventi concreti da parte del Comune, tra cui una riduzione della Tari anche per gli artigiani.

Losi ha inoltre definito la Valle del Gerenzone “una grande sfida” per il futuro di Lecco, immaginando il recupero degli ex opifici come occasione per creare un quartiere giovane, studentesco e ricco di attività commerciali, culturali e artigianali.

Boscagli ha invece sottolineato come parlare di attività produttive significhi “parlare della città stessa”. “Mantenere le attività produttive non è solo una scelta economica, ma una scelta identitaria”, ha affermato, avvertendo che una Lecco fondata esclusivamente sui servizi rischierebbe di “snaturarsi completamente”.

Secondo il candidato del centrodestra il modello produttivo lecchese è profondamente cambiato: alle grandi fabbriche del passato si sono sostituite aziende ad alta innovazione e automazione. Per consentire alle imprese di restare sul territorio, però, servono infrastrutture, logistica, bonifiche e politiche fiscali adeguate.

Boscagli ha infine insistito sul coinvolgimento diretto delle associazioni di categoria e degli operatori economici nei processi decisionali legati a urbanistica e regolamenti comunali: “Gli operatori economici devono essere protagonisti”.

Giovanni Colombo ha richiamato ancora una volta il tema della concretezza amministrativa, sostenendo che “non basta parlare, bisogna fare le cose”. Tra le proposte illustrate, la creazione della “prima facoltà di Economia dei Laghi”, pensata per attrarre studenti internazionali e valorizzare il “prodotto lago” e il marchio “Fiordo d’Italia” un modo, secondo Colombo, più efficace in chiave promozionale per rendere più attrattivo il ramo lecchese del lago.

Sul fronte urbanistico, Colombo ha ricordato il proprio impegno per mantenere alcune aree centrali a destinazione industriale e favorire la nascita di startup in collaborazione con il Politecnico, sostenendo che la città debba puntare “sulla produzione e sull’innovazione più che sul nuovo residenziale”.

Fumagalli ha infine ribadito che “mantenere il lavoro dentro la città è una sfida importantissima”, ma senza riproporre “modelli del passato”. Per il candidato di Orizzonte per Lecco il tema riguarda non solo gli spazi produttivi, ma anche servizi, mobilità, logistica e qualità urbana.

“Se ogni giorno bisogna scontrarsi con burocrazia, impossibilità di muoversi, costi e mancanza di spazi per la logistica, tutto diventa molto complicato”, ha osservato, chiedendo una visione “più ampia e di sistema” capace di coniugare sviluppo economico e compatibilità urbana.

In chiusura della serata spazio agli appelli al voto dei candidati, seguiti dal saluto finale del presidente Davide Riva, che ha ringraziato pubblico e partecipanti per il confronto.

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