Referendum, il no di Calderoli: “Le riforme? Una presa in giro”

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Da sinistra: Flavio Nogara, Segretario Provinciale Lega Nord, Roberto Calderoli e il senatore Paolo Arrigoni

 

LECCO – “Matteo Renzi ha detto che se avesse perso il referendum sarebbe andato a casa: questo è il primo motivo per cui ogni cittadini libero dovrebbe votare no al referendum costituzionale, accontentiamolo!”

 

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Ha esordito così Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, giunto a Lecco venerdì sera, ospite del neonato comitato per il no del Centro Destra (Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia e esponenti civici). Il politico leghista, ex ministro delle riforme istituzionali nel secondo governo Berlusconi, è stato chiamato in Sala Ticozzi per spiegare i motivi del no alla consultazione che si terrà il prossimo autunno (ancora ignota la data).

Una riforma, quella costituzionale senza metodo né merito, sul quale i cittadini saranno chiamati ad esprimersi, votata da “voltagabbana” e che di quanto promette, secondo i sostenitori del no, realizzerà ben poco.

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Roberto Calderoli

“Nel 2005 ho proposto e fatto votare al Parlamento una riforma costituzionale – ha proseguito Calderoli – in quelle modifiche ci credevo davvero, ma al referendum vinse il no, la sinistra sosteneva che avremmo diviso il paese tra nord e sud troppo profondamente. Di fronte alla proposta di Renzi posso solo dire che la mia era una riforma, questa è una presa in giro. Sto personalmente macinando chilometri per andare nelle piazze e spiegare ai cittadini quello che Renzi e il suo governo dovrebbero fare. Lo faccio con totale coscienza della materia che sto trattando e pronto a farmi sbugiardare, se qualcuno riuscisse a darmi motivazioni concrete per cui dovremmo votare sì al referendum”.

 

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Il politico ha ribadito la totale disinformazione che, a sua detta, avrebbe celato la vera natura del referendum costituzionale: “Mi basta un dato: due terzi di questo paese non sa quali sono i contenuti delle riforme: colpa mia di certo non è. Penso che sia sbagliato dire da un lato che la Costituzione è immodificabile, dall’altro andare a votare sì solo perché convinti che il cambiamento serva. Non è la Costituzione più bella del mondo, anche per la sua stessa storia, una modifica serve, ma non quella proposta da Renzi” ha dichiarato Calderoli, chiamando in causa le riforme fino ad ora attuate dal governo. “Jobs Act, buona scuola, legge elettorale, un flop dietro l’altro, e i cittadini se ne sono accorti, e se due anni fa, all’inizio del mandato di Renzi, accoglievano con entusiasmo le modifiche oggi sono stanchi e lo stanno dimostrando: il no vince in tutti i sondaggi”.

L’appello finale è accorato: “Crescere è anche dire di no. Basta un no per mandare a casa Renzi!”

 

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Alla serata hanno partecipato oltre a diversi esponenti politici leghisti anche membri dei partiti del Centro Destra che hanno dato vita al relativo Comitato lecchese per il no.