L’Italia nel Bicchiere. Bollicine in rosa: eccellenti e adatte all’estate

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Roberto Beccaria
Roberto Beccaria

RUBRICA – Ciao a tutti, nonostante il caldo di questi primi giorni di luglio possa indurre a preferire qualche altra bevanda alternativa al vino, personalmente non cado in tentazione grazie agli eccellenti vini particolarmente adatti a questa stagione.

L’occasione si è presentata sabato 7 luglio partecipando alla “Cena in bianco” organizzata dalla Consulta dell’Alimentazione Valmadrera, in cui il bianco è colore di base, dall’abbigliamento agli allestimenti, dalle tovaglie ai piatti bianchi in ceramica. L’evento, a cui hanno partecipato oltre 150 persone, si è svolto all’interno del Centro culturale Fatebenefratelli in un contesto davvero carino e raffinato.

Il sottoscritto, anche per non restare abbagliato dal “total white”, si è permesso di proporre un Franciacorta Metodo Classico millesimato Rosè, una bollicina perfettamente intonata ad una “cena a buffet” impreziosita da prodotti tipici di eccellente qualità ma dai molteplici sapori.

Si è passati dalla Burrata pugliese alle acciughe del Mar Cantabrico su letto di burro di malga, dalla pancetta di Sauris “del Filet” al mitico Culatello di Zibello e, con prodotti di tal livello, non avrei certo potuto sfigurare col vino quindi ho scelto uno spumante rosé particolarmente sfizioso.

In realtà agli spumanti “Rosé” ottenuti col metodo classico, per ottenere un prodotto gradevole ed equilibrato, si dovrà dedicare una cura particolare.

Fondamentalmente si dividono in due categorie: quelli ottenuti da una base spumante ottenuta dal 100% di uve rosse vinificate in rosa, i maestri della Champagne li chiamano “Saigneé” (sanguigno) e quelli ottenuti con l’elaborazione di una Couvé in cui viene utilizzata solo una percentuale variabile di vino rosso o rosato per dargli complessità ed anche colore.

Tra i bevitori meno attenti c’è sempre una generale diffidenza nei confronti dei rosati, ma vi assicuro che nel mondo delle bollicine metodo classico ci si possono togliere delle belle soddisfazioni.

Le zone di produzione sono quelle solitamente più nominate come la Franciacorta, il Trentino, l’Alta Langa e l’Oltrepo Pavese ma recentemente si trovano prodotti interessanti anche al centro-sud.

Tra gli spumanti assaggiati recentemente che mi hanno convinto devo inserire anche quello che ha accompagnato la “cena in bianco” di sabato, il Franciacorta rosè “Boké” Az .Villa – millesimo 2012 sboccatura 2017 – . In questa zona viene prodotto anche il delizioso “Parosè” Az. Il Mosnel un non dosato col 70% di Pinot nero e 30% Chardonnay, costosetto ma davvero preciso e raffinato, ad oggi il mio preferito.

Dal Trentino arriva il godibilissimo Rosé Brut “riserva + 4” di Letrari mill 2009 sboc. 2017 (più di 7 anni sui lieviti!) molto buoni anche il l’extra brut ris. “Tridentum” di Cesarini Sforza, il brut di Pojer & Sandri ed il Ferrari “Perlé rosé”.

In Piemonte vi segnalo il ritorno in grande stile della storica Cantina Contratto di Canelli, ora acquisita dai Rivetti (quelli della “Spinetta”) che hanno riproposto l’eccellente “For England” rosè mill. 2012, uno dei primissimi metodo classico fatti in Italia all’inizio del 900, all’epoca destinato al mercato inglese.

In Oltrepo Pavese, territorio dove abbonda il pinot nero, alcuni anni fa è nato il “Cruasé” DOCG un metodo classico rosé non ancora particolarmente recepito ma interessante soprattutto in alcuni prodotti di ottimo livello come quelli delle aziende Cà di Frara, Anteo o Ten.Mazzolino.

Come già accennato, anche al centro-sud e isole, si producono delle dignitosissime bollicine rosé ottenute con le stesse uve autoctone utilizzate per i rosati fermi o anche, più raramente, col pinot nero.

A tal proposito ho avuto modo di apprezzare la riserva millesimata di Garofoli da uve montepulciano, il Five Roses mill. Di Leone De Castris da uve negramaro ed anche il “Rosaneti” di Libranti da uve gaglioppo. Il millesimato di Donnafugata ed il fantastico (quasi introvabile) Tasca d’Almerita brut rosé sono ottenuti invece con pinot nero: da provare!

Per quanto concerne la loro utilizzazione a tavola, questi spumanti si prestano molto bene ad un “tutto pasto” dai molteplici sapori o anche ad abbinamenti specifici, e mi torna in mente la cena di sabato con quel Culatello di Zibello, messo a disposizione e generosamente affettato sul posto dagli amici Romana e Mario, un binomio semplicemente perfetto .

Assaggiare per credere
Roberto Beccaria

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