Il Comune di Lecco ha approvato il PEBA con delibera del Consiglio comunale numero 36 del 2025
Dal monitoraggio dell’Associazione Luca Coscioni emerge che il 36,4% dei Comuni italiani ha adottato il piano
LECCO – Tra i pochi capoluoghi lombardi che hanno approvato il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche c’è anche Lecco. Il Comune ha adottato il PEBA con delibera del Consiglio comunale numero 36 del 2025, inserendosi nel gruppo ristretto delle città che si sono dotate dello strumento previsto dalla legge per programmare l’eliminazione delle barriere negli spazi pubblici e negli edifici comunali.
Il dato emerge da un monitoraggio dell’Associazione Luca Coscioni che, a quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), evidenzia una situazione ancora molto disomogenea nei capoluoghi della Lombardia.
Oltre a Lecco, hanno approvato il piano anche Milano, con delibera del Consiglio comunale numero 361 del 2018, Brescia con delibera numero 6 del 2010 e Cremona, che ha adottato il PEBA con delibera numero 44 del 2025. Tra i capoluoghi che si sono dotati del piano figura anche Monza, che aveva approvato il PEBA con delibera del Consiglio comunale numero 147 del 1989.

Secondo la ricognizione dell’Associazione, negli altri capoluoghi lombardi la situazione è invece diversa. A Bergamo il piano è stato adottato con delibera della Giunta comunale numero 520 del 2024, ma deve ancora essere approvato dal Consiglio comunale per completare l’iter previsto dalla normativa. In altri casi il documento risulta ancora in fase di elaborazione: è la situazione del Comune di Mantova, dove è in corso il percorso di realizzazione del PEBA, e del Comune di Pavia, che secondo le informazioni disponibili è al lavoro per la predisposizione del piano.
Permangono infine le situazioni più critiche nei Comuni di Como, Lodi, Sondrio e Varese, dove, come dichiarato dall’Associazione Luca Coscioni, non risultano informazioni sul PEBA né sul sito istituzionale né nella sezione “Amministrazione trasparente”.
Il quadro regionale evidenzia dunque una situazione ancora frammentata, a quarant’anni dall’approvazione della normativa che ha introdotto l’obbligo dei PEBA come strumento di pianificazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

I dati si inseriscono in un contesto nazionale altrettanto articolato. Dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni, pari al 36,4 per cento, hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, mentre 16 Comuni (13,6 per cento) hanno un piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa. Altri 25 capoluoghi (21,2 per cento) risultano in fase di redazione e 34 (28,8 per cento) sono senza PEBA o con informazioni non reperibili. Secondo l’Associazione si stima che solo circa il 15 per cento dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA e che l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenti una criticità ulteriore.
“A quarant’anni dalla legge istitutiva dei PEBA, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali – dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità –. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta”.
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