Calolzio. Dall’isolamento l’appello del consigliere Butti: “State a casa e rispettate le regole”

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Il consigliere di maggioranza Daniele Butti

Il consigliere è venuto a contatto con una persona risultata positiva

Butti sta bene ma lancia un appello: “Rispettate le regole senza isterismi”

CALOLZIOCORTE – Un appello particolarmente sentito quello lanciato dal consigliere calolziese di maggioranza Daniele Butti venuto a contatto con una persona risultata poi positiva al coronavirus. Il consigliere si è subito messo in isolamento e ora sta osservando la quarantena che si concluderà il prossimo 17 marzo.

“Io e la mia compagna stiamo bene, abbiamo subito avvertito chi di dovere e non ci è stato fatto il tampone perché nessuno dei due ha sintomi. Al momento stiamo osservando il periodo di isolamento con sorveglianza attiva quindi obbligatorio – racconta -. Purtroppo mio suocero nei giorni scorsi è risultato positivo al coronavirus ed è stato ricoverato all’ospedale di Lecco, fortunatamente sta migliorando. In via precauzionale ho saltato la commissione territorio di mercoledì scorso, il consiglio comunale di venerdì e non mi sono recato al lavoro”.

Daniele Butti e la sua compagna Laura stanno bene, non hanno alcun sintomo, ma la vicenda personale è l’occasione per lanciare un appello: “State attenti ma non abbiate paura; vivete tranquilli, ma rispettate quanto richiesto senza isterismi  – ha detto -. Purtroppo, come è stato ribadito da molti, è un nemico che non si vede: seguite tutte le prescrizioni del caso e soprattutto non uscite se non per andare al lavoro o per situazioni di vera necessità. Anche per la spesa cercate di spostarvi il meno possibile e adottate tutte le precauzioni indicate. La vita non si ferma: la tecnologia mi permette di restare in collegamento con il resto del consiglio comunale per poter dare comunque il mio apporto in una situazione di emergenza. Ho letto di qualche giovane che si domandava come fare per incontrare e vedere la morosa… ci sono smartphone, tablet, computer, si tratta di resistere per quindici giorni. In fondo non ci stanno chiedendo di andare in guerra…”.