Da Casargo a Varenna, la fisica della complessità riunisce docenti da tutta Italia

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Il CFPA e Villa Monastero hanno ospitato la terza edizione della Scuola di Didattica della Fisica “Federico Cesi”

Tre giornate tra lezioni, laboratori e confronto con università e ricerca

CASARGO/VARENNA – La fisica della complessità è stata al centro della terza edizione della Scuola di Didattica della Fisica “Federico Cesi”, che dal 3 al 5 settembre ha portato tra Casargo e Varenna docenti provenienti da tutta Italia, professori universitari e ricercatori.

Promossa dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Lecco in collaborazione con la Provincia di Lecco, l’iniziativa ha avuto come sede per le prime due giornate il CFPA di Casargo, che ha ospitato in forma residenziale gli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. La giornata conclusiva si è invece svolta negli spazi di Villa Monastero di Varenna.

Un appuntamento dedicato alla formazione e al confronto, con un programma articolato tra lezioni, laboratori e momenti di discussione e con l’obiettivo di avvicinare sempre di più il mondo della scuola a quello della ricerca scientifica.

Dalla relatività alla complessità

Il tema scelto per l’edizione 2026 è la fisica della complessità, un ambito che studia sistemi nei quali il comportamento complessivo emerge dalle relazioni e dalle interazioni tra i diversi elementi che li compongono.

Un campo di ricerca che trova applicazioni in numerosi aspetti della vita contemporanea, dal clima alla salute, dall’energia alle reti sociali, e che offre quindi anche nuove possibilità per la didattica della fisica.

“Siamo alla terza edizione della Scuola ‘Federico Cesi’ – spiega Maia Mosconi, docente e componente del comitato organizzativo –. Dopo relatività generale e meccanica quantistica, quest’anno affrontiamo la fisica della complessità, completando un percorso attraverso le grandi trasformazioni della fisica del Novecento e della scienza contemporanea”.

La scelta di una formula residenziale è uno degli elementi caratterizzanti della scuola. Trascorrere insieme le giornate permette infatti agli insegnanti di confrontarsi non soltanto durante le lezioni, ma anche in momenti informali, favorendo lo scambio di esperienze e competenze.

“Lo spirito della scuola è proprio quello di mettere in relazione esperienze diverse – aggiunge Mosconi –. I ricercatori portano i problemi aperti della fisica, mentre gli insegnanti si confrontano ogni giorno con la sfida di trasmettere queste conoscenze agli studenti in modo efficace”.

Un progetto che guarda oltre i confini lecchesi

La partecipazione di docenti provenienti da diverse regioni italiane conferma la crescita della Scuola “Federico Cesi”, arrivata alla sua terza edizione.

A sottolinearlo è Adamo Castelnuovo, provveditore agli studi di Lecco, che evidenzia come l’iniziativa rappresenti una naturale evoluzione del percorso avviato negli anni precedenti.

“Questa terza edizione rappresenta una maturazione del percorso avviato negli anni scorsi e conferma una forte partecipazione di insegnanti da tutta Italia», spiega Castelnuovo. La presenza del Presidente della Provincia e del Provveditore di Como apre inoltre, secondo il provveditore, alla possibilità di «sviluppare in futuro il progetto sulle due sponde del lago”.

Un’apertura che potrebbe ampliare ulteriormente la rete costruita attorno alla scuola, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, mondo dell’istruzione e territorio.

Scuola, ricerca e innovazione

La fisica della complessità rappresenta anche il punto di arrivo di un percorso dedicato alle grandi trasformazioni della fisica contemporanea.

“Con la fisica della complessità completiamo un percorso attraverso le tre grandi rivoluzioni della fisica del Novecento – spiega Saul Casalone, direttore scientifico della Scuola “Federico Cesi” –. Temi che hanno ricadute concrete sulla vita quotidiana e che richiedono un dialogo sempre più stretto tra scuola, ricerca e mondo industriale, anche attraverso laboratori e nuove tecnologie”.

Un dialogo che punta dunque a non fermarsi alla formazione degli insegnanti, ma a creare occasioni per portare nelle aule strumenti, problemi e prospettive provenienti direttamente dalla ricerca.

Il CFPA come spazio aperto al territorio

La scelta di Casargo come sede della parte residenziale della scuola conferma inoltre la vocazione del CFPA ad accogliere iniziative che vanno oltre la tradizionale attività scolastica.

“Il nostro auditorium e gli spazi della scuola dimostrano di poter accogliere iniziative di alto profilo, anche di carattere nazionale”, sottolinea Francesco Maria Silverij, presidente di APAF.

“Essere una scuola di Regione Lombardia significa mettere strutture, competenze e capacità di accoglienza a disposizione del territorio – aggiunge – sostenendo progetti formativi, culturali e istituzionali capaci di creare valore per l’intera comunità”.

Tre giornate, dunque, all’insegna della formazione scientifica e del confronto, con Casargo e Varenna al centro di un appuntamento che ha riunito scuola, università e ricerca e che guarda già alle prossime edizioni con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la propria rete.

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