I cittadini hanno 30 giorni dalla ricezione del verbale per presentare memorie difensive o istanze di contestazione
Gli Sportelli Sociali FNP CISL offrono supporto nella verifica dei requisiti e nella predisposizione degli atti
LECCO – Sono in arrivo i verbali di contestazione di ATS Brianza nei confronti dei cittadini che, secondo gli accertamenti, avrebbero usufruito impropriamente delle esenzioni dal pagamento del ticket per farmaci, visite specialistiche ed esami diagnostici nell’anno 2021. Una situazione che, come sottolinea la FNP CISL Monza Brianza Lecco, si ripresenta ormai da diversi anni e che può generare dubbi e preoccupazioni tra le persone coinvolte.
Gli Sportelli Sociali FNP CISL seguono da tempo le procedure relative alle contestazioni e alle esenzioni, anche grazie alla collaborazione con l’Ufficio Esenzioni di ATS Brianza. Solo nel corso di quest’anno, spiegano dal sindacato, sono stati trattati oltre un centinaio di casi.
“La vicenda si ripropone ormai da qualche anno“, commenta Caterina Valsecchi, Segretaria FNP CISL Monza Brianza Lecco. “Grazie all’ottima collaborazione instaurata con l’Ufficio Esenzioni di ATS Brianza, i nostri Sportelli Sociali seguono da tempo questa materia: solo quest’anno abbiamo trattato oltre un centinaio di casi. Interagendo direttamente con l’Agenzia di Tutela della Salute del territorio, la nostra rete agevola i cittadini nella comprensione degli accertamenti, facilitando una risposta corretta e fornendo le informazioni necessarie per evitare di incorrere nuovamente in sanzioni”.
Tra le situazioni che possono portare alla contestazione rientra l’utilizzo non corretto delle esenzioni riferite a coniuge o figli a carico, quando questi non risultano formalmente tali. Ci sono poi i casi delle esenzioni riservate ai disoccupati, utilizzate da persone che risultano invece avere un rapporto di lavoro attivo, e quelli relativi ai titolari di pensione integrata al minimo: in questo caso, l’esenzione non spetta a chi, pur rientrando nei limiti di reddito previsti, percepisce una tipologia diversa di pensione.
Un’altra casistica riguarda chi supera, anche di pochi euro e talvolta in buona fede, i limiti di reddito previsti per le esenzioni.
La contestazione, tuttavia, non significa necessariamente che l’importo richiesto debba essere pagato. In diversi casi è infatti possibile presentare memorie difensive o istanze di contestazione e ottenere l’annullamento del provvedimento, qualora si riesca a dimostrare la presenza dei requisiti.
Può accadere, ad esempio, nel caso di una persona formalmente disoccupata che abbia svolto esclusivamente un tirocinio. Oppure quando, a seguito del decesso del coniuge o di una separazione, il reddito del nucleo familiare rientra nei limiti previsti. Anche chi ha utilizzato un codice di esenzione errato può, in alcuni casi, dimostrare di possedere i requisiti per una diversa tipologia di esenzione e chiedere così l’annullamento degli importi contestati attraverso un’apposita istanza.
Per chi riceve il verbale è importante rispettare i 30 giorni dalla formale ricezione per presentare eventuali memorie difensive o istanze di contestazione. La documentazione deve essere debitamente firmata e accompagnata dalla fotocopia di un documento di riconoscimento valido.
Per la predisposizione degli atti è possibile rivolgersi agli Sportelli Sociali FNP CISL, presenti sul territorio delle province di Monza Brianza e Lecco. Il servizio è rivolto ai tesserati o a chi intende iscriversi al sindacato. Gli operatori, spiegano dalla FNP CISL, sono costantemente formati e possono aiutare a interpretare le motivazioni dell’accertamento e a verificare la sussistenza dei requisiti per l’esenzione.
C’è inoltre una possibilità per chi non ha ancora ricevuto alcun verbale ma si è accorto di aver utilizzato erroneamente un’esenzione. In questo caso, secondo quanto comunicato dalla FNP CISL, è possibile regolarizzare spontaneamente la propria posizione entro il 31 dicembre 2026, usufruendo della decurtazione della sanzione.
Parallelamente, la CISL Lombardia prosegue il confronto con Regione Lombardia per evidenziare le criticità legate al sistema di autocertificazione delle esenzioni e chiedere una revisione complessiva. Tra le richieste indicate dal sindacato c’è anche l’adeguamento dei limiti di reddito, che, secondo la CISL, sono fermi da oltre vent’anni e non risponderebbero più al reale costo della vita.
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